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giovedì 24 agosto 2017

Le Borse perdono momentum: scenari a Piazza Affari e titoli hot

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gabriele Cortigiani, esperto ricercatore dei mercati e co-fondatore del sito www.prendoilcontrollo.com .
Nelle ultime giornate i mercati stanno mostrando un andamento un po' incerto e altalenante. Quali sono i fattori che frenano le Borse e quali le sue previsioni nel breve?
I fattori che stanno frenando le Borse sono riconducibili a più elementi, tra i quali: 1) il mese di agosto è storicamente caratterizzato da bassi volumi e, conseguentemente, la forza dei partecipanti al mercato è ridotta; 2) stiamo vivendo una fase nella quale sono stati toccati in USA i massimi storici su listini come NASDAQ e DOW JONES, conseguentemente le “prese di profitto” hanno portato ad una perdita di “momentum”; 3) infine c’è un problema europeo (o meglio, Tedesco) di cui nessuno parla: le Banche Tedesche.
Purtroppo le televisioni si concentrano su altri fattori, è ad esempio sufficiente che una piccola banca come l’Etruria vada a gambe all’aria e tutti ne parlano, ma nessuno dice che il settore bancario tedesco è in piena crisi, probabilmente più di quello italiano.
Per rendersi conto della situazione suggerisco di osservare il grafico del DAXSELECTOR BANKS TR, dal quale si può vedere benissimo come il trend di lungo termine sia volto al ribasso. Anche se i media non ne parlano, al mercato non “sfugge” niente ed i numeri sono la dimostrazione lampante. Anche questo è un elemento da tenere in considerazione con riferimento ai fattori che stanno frenando le Borse.
Come ho appena detto i principali mercati azionari stanno perdendo “momentum”, nel senso che sta venendo meno la spinta propulsiva che aveva caratterizzato l’andamento dei corsi nei mesi passati. Questo non significa che siamo in fase ribassista, ma semplicemente che stiamo procedendo con il freno a mano tirato. Il trend di medio-lungo termine è ancora al rialzo, ma ci stiamo avvicinando a livelli sensibili che potrebbero rappresentare il market mover delle prossime settimane.
Anche dal fronte USA, dove listini come Nasdaq e DowJones sono andati a toccare i loro massimi storici, abbiamo avuto un forte ritracciamento di breve termine che, per il momento, rappresenta una semplice “pausa di riflessione” del mercato.
Fondamentale sarà il mantenimento dei livelli critici, tra i quali: area 2.420-2.400 sull’ SP500, area 5.780-5.750 sul Nadaq e i 21.600 sul Dow Jones Industrial.
Queste aree di prezzo, dal mio punto di vista, sono determinanti, perché se rotte al ribasso potrebbero portare ulteriori allunghi ribassisti.
A Piazza Affari il Ftse Mib si è scontrato in più di un’occasione con l’area dei 22.000 senza riuscire a superarla per ora. Ritiene probabile una violazione di questa soglia nel breve o si aspetta ulteriori flessioni?
La Borsa Italiana si sta trovando in una fase nella quale farsi delle attese può risultare controproducente, per il semplice fatto che sul medio-breve periodo le forze rialziste e ribassiste non riescono a dominare l’una sull’altra.
Cercherò di spiegarmi meglio, perché è opportuno comprendere bene il quadro globale.
Per capire la situazione dell’indice azionario italiano è sufficiente fare un semplice quanto utile esercizio: prendiamo il valore dell’indice a metà maggio, successivamente prendiamo il valore di quotazione corrispondente a metà luglio e infine prendiamo in esame i prezzi attuali.
Come possiamo facilmente intuire i prezzi, punto più o punto meno, sono sempre allo stesso livello, a dimostrazione che la lateralità e l’incertezza sta facendo da padrona. Il quadro di lungo termine è ancora positivo e non ci sono segnali imminenti che possano indurci a valutare un’eventuale inversione di tendenza.
Possiamo notare un’altra cosa molto interessante rispetto a qualche mese fa: il range si è allargato, la partita tra compratori e venditori adesso si gioca in 1.500 punti. Prima di prendere una direzione più definita dovremo superare area 22.000 per attenderci un ulteriore allungo rialzista, mentre per quanto riguarda una possibile inversione ribassista è opportuno tenere monitorata area 20.500, che se rotta al ribasso può rappresentare un forte segnare ribassista.
Tra i bancari di Piazza Affari ce ne sono alcuni che più di altri presentano configurazioni grafiche interessanti? A quali consiglia di guardare in particolare ora?
Guarderei ad UNICREDIT, che sta mostrando una forza relativa superiore all’indice italiano, vale a dire il FtseMib. Osservando l’andamento dei prezzi possiamo notare che la sequenza di massimi e minimi è crescente e, proprio nella seduta di ieri, il prezzo dell’azione è andato a toccare il supporto dinamico che si ottiene congiungendo i minimi relativi precedenti.
La situazione è molto interessante perché se da oggi (e nelle prossime sedute) tale livello dovesse reggere e, contemporaneamente, le quotazioni dovessero portarsi sopra i 18,20 euro per azione, potremmo assistere ad ulteriori allunghi rialzisti dovuti alla naturale ripresa del trend di fondo.
Tale strategia andrebbe ad invalidarsi se le quotazioni non dovessero riprendersi nell’immediato con conseguente discesa sotto i 16,30 euro.
Da alcune giornate Fca è oggetto di numerosi acquisti sulla scia di alcuni rumors, trainando al rialzo anche Exor. Come valuta l’attuale impostazione dei due titoli e quali strategie ci può suggerire?
Le indiscrezioni relative ad un possibile piano di spin-off che coinvolgerebbe Maserati e Alfa Romeo hanno effettivamente fatto esplodere il titolo FCA al rialzo e, considerando i valori attuali e nessun punto d’appoggio per inserire eventuali stop loss, ritengo che nonostante il bellissimo movimento, entrare adesso non sarebbe conveniente soprattutto per il rischio sostenuto in virtù del beneficio atteso (in poche parole, l’exit-strategy, è troppo distante). Operativamente parlando penso che sia più opportuno attendere un pullback per poi ricercare solo successivamente buoni livelli di ingresso e, soprattutto, di uscita.
Per quanto riguarda EXOR vale lo stesso discorso, in questo caso ci stiamo trovando addirittura sui massimi precedenti e non escludo che potrebbe nascere un doppio massimo che, ricordo, è un pattern molto utilizzato dai trader che operano tramite strategie “contrarian”. Il rischio è alto, meglio attendere conformazioni tecniche migliori.
A livello intermarket ci sono degli aspetti che vuole segnalarci in particolare? Quali sono gli asset da seguire con più attenzione in questa fase?
Interessante la situazione su EUR-USD che ha superato l’area di resistenza precedente a 1,15. Oggi il cambio sembra diretto verso la resistenza dinamica (trend line ribassista) che si ottiene congiungendo i massimi precedenti e che passa in area 1,25.
Considerando che nelle ultime settimane di borsa la correlazione tra EUR-USD e indici azionari sembra tornata positiva, non escludo che un’eventuale ulteriore salita di euro-dollaro possa esser propedeutica per vedere riprendere i listini salire verso l’alto ed abbandonare così la fase di stagnazione nella quale si stanno trovando ormai da alcuni mesi.
Un asset da seguire in questa fase, soprattutto in termini di portafoglio management, e come anticipato nell’ultima intervista di luglio, risiede nell’obbligazionario a 7-10 anni.

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