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mercoledì 23 agosto 2017

La Germania nasconde la minaccia delle banche tedesche!

Figurarsi, uno non fa neanche in tempo a scrivere che…
Nel frattempo Draghi invece di occuparsi di cose serie… Stretta Bce sul rischio-derivati delle banche continua ad ignorare banche come Deutsche Bank, favorendole nel gioco delle tre carte e invece sembra pronto a concentrare l’attenzione su …Stretta Bce su piccole e medie banche…
Ma in Europa l’attenzione è concentrata soprattutto sull’impatto che si avrà per le quasi 1.600 banche tedesche, il Paese dove il numero di istituzioni less significant è più elevato: 1.588 per la precisione, in gran parte Landesbank.

Consistente e analogo per tipologia anche il campione austriaco (519 banche), superiore ad esempio alle 124 banche medie o piccole operanti in Francia o alle 78 spagnole.
Il processo era avviato da tempo, ma ora la conferma che sarà il 2018 l’anno dell’armonizzazione è arrivata dalla Bce, che nell’ambito della nota sulla vigilanza bancaria pubblicata in settimana ha annunciato il «nuovo importante passo per un approccio più deciso alla supervisione» nell’area euro…
O si certo Merkel permettendo, perché mai e poi mai, la Germania lascerà mettere le mani della BCE sulle disastrate e tossiche banche pubbliche, forzieri della politica tedesca…
…che subito arriva la notizia…
L’Eba ha aggiornato la lista delle cosiddette «public sector entities» (o Pse) che possono essere considerate allo stesso livello di rischio degli Stati per il calcolo dei requisiti di capitale.

Scorrendo l’elenco delle Pse saltano all’occhio due elementi. Innanzitutto l’ampia presenza di istituzioni di questo tipo in Germania, Francia e Spagna, mentre nella lista non è presente alcuna entità italiana… In secondo luogo, con riferimento in particolare alla Germania, c’è un elevato numero di banche di sviluppo regionali (promotional bank), sulle quali è basato il finanziamento delle infrastrutture e dei progetti territoriali.

Il peso di questi istituti, avvantaggiati dalle regole prudenziali per la loro natura pubblica, è assai rilevante per l’intera economia tedesca. I vantaggi patrimoniali non sono però sufficienti alla politica tedesca: a livello europeo Berlino sta lavorando per togliere del tutto le promotional bank dalla normativa bancaria Ue.
Italiani, soprattutto politici italiani, popolo di fessi, da anni si stanno prendendo gioco di noi, e nessuno fa nulla o quasi, allucinante, sempre in giro con il cappello tra Berlino e Parigi a chiedere per piacere.
Ci siamo fatti massacrare per anni con il bail in e i NoPerformingLoans e ora loro cercano di escludere dalla lista tutte le banche marce e decotte che tengono in piedi la Germania.
… in un’intervista rilasciata alla Cnbc Carsten Brzeski, responsabile economista presso ING in Germania, ( …fa notare) nel paese ci sono “troppe banche, e tra l’altro nel settore il processo di consolidamento è stato piuttosto contenuto”.
Il risultato, come emerge da uno studio stilato da Commercial Banks Guide, è che la Germania ha 2.400 banche ben distinte, con oltre 45.000 filiali e più di 700.000 dipendenti.

Un particolare che, fa notare Brzeski, risulta in un aumento del ratio cost-income per gli istituti.
E tra l’altro, è stato lo stesso Fondo Monetario Internazionale ad avvertire lo scorso maggio che sia il rapporto cost-to-income, sia il grado di leverage, rimane elevato in Germania.
Precisamente, l’FMI ha scritto che “il basso livello di redditività riflette inefficienze strutturali”, ma anche “il bisogno di adeguarsi alle nuove regole” del settore.
(…) In vista delle elezioni federali tedesche in autunno, l’economista di ING fa notare come il problema delle banche tedesche venga totalmente snobbato dai candidati variche, piuttosto, rivolgono le loro critiche alla Bce di Mario Draghi.
“Sentite per caso qualcosa sull’argomento dai politici? No, e d’altronde non è qualcosa che farebbe vincere le elezioni”.

Eppure, “la pressione su diverse banche è aumentata, sia per il bisogno di nuovi investimenti che per la zavorra che arriva dai bassi tassi di interesse”.
Per chi vive ancora nel mondo della favole, consiglio questa lettura quotidiana…
Nel frattempo ieri qualche buontempone si è accorto che difficilmente Great Wall potrà acquisire la Fiat o anche solo il brand Jeep e subito il nostro indice, imbottito di vitamina PIR si è afflosciato, mentre l’Europa metteva in atto il solito rimbalzo del gatto morto, con le banche in situazione instabile e lo spread in sensibile risalita.
Autore: Andrea Mazzalai Fonte: News Trend Online

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