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lunedì 28 agosto 2017

In 3 per salvare Alitalia. Ma c'è anche una possibile alleanza


Il caso Alitalia continua a tenere banco soprattutto per gli ultimi risvolti. L'ex compagnia di bandiera ha infatti suscitato l'interesse di altri tre grandi nomi del settore: Lufthansa, Ryanair e Easyjet. Un interesse che arriva in parallelo alla fase della vendita della società tricolore e che fa arrivare il gruppo dei papabili a ben 13 pretendenti, sebbene al momento le offerte siano ancora non vincolanti e l'interesse per lo più limitato alla richiesta di maggiori informazioni e delucidazioni.

La situazione di Alitalia

Al momento attuale il destino di Alitalia è da scegliere tra la vendita in toto oppure la scissione in due parti (flotta e manutenzione da un lato, servizio di gestione merci e bagagli con assistenza a terra, dall'altro).

Alla prima solamente, si si indirizzerebbero però Lufthansa, Ryanair e Easyjet ed essendo i gruppi non solo più interessati ma anche quelli economicamente più solidi, con ogni probabilità sarà necessario attendersi una sorta di spezzatino, per quanto grossolano, della compagnia di bandiera.
In tutto questo, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio non ha escluso un ulteriore intervento pubblico per sostenere Alitalia, nel frattempo di offerte valide e quindi utili il più possibile per evitare la svendita o la vivisezione della società di volo ma i tempi stringono e i tempi utili non vanno oltre il 2 ottobre per le offerte anche perchè la road map prevede che la fase di vendita si avvii verso la chiusura entro i primi di novembre. 
Ci sarebbe anche una seconda opzione: alleanza tra Alitalia e Air Berlin sotto l'ombrello di Lufthansa che si troverebbe a poter scegliere non solo i pezzi migliori di Alitalia ma anche quelli della sua conterranea visto che Air Berlin è anch'essa in amministrazione controllata e, per di più, impossibilitata nell'essere venduta ad un solo acquirente a causa delle regole sulla concorrenza. 

Ryanair e il colpo gobbo

Sul tavolo, poi, anche una sorta di tesi al limite del cospirazionismo, quella che vede la già citata irlandese Ryanair, leader dei voli low cost, interessata, secodno una lettura diversa, non tanto alle compagnie in sè quanto ai dati sensibili e riservati.

a farlo sospettare sarebbe la personalità eclettica del CEO Michael O’Leary, numero uno di Ryanair che guarderebbe di buon occhio al capitale rappresentato da particolari tecnici e di marketing come quelli riguardanti rotte, costi, possibili futuri investimenti, performance e proiezioni anche nell'immediato.
Sebbene il mercato italiano sia un punto di forza ampiamente collaudato per Ryanair con la presenza delle low cost che quest'anno supererà il 50%, O’Leary potrebbe sfruttare questa eventuale acquisizione non tanto per consolidare la presenza, quanto per ostacolare la concorrenza come quella di EasyJet, anch'essa teoricamente interessata ad Alitalia, per lo stesso motivo. 
Un'interpretazione al limite della logica dal momento che da tempo lo stesso O’Leary ha sempre confidato che le procedure di acquisizione, in questo momento e soprattutto sul mercato attuale, sarebbero controproducenti per Ryanair, ancora di più in considerazione della natura antitetica delle tre protagoniste.

 Una differenza che si dimostra non solo nella gestione del patrimonio (Ryanair è estremamente efficente a differenza di Alitalia e Air Berlin) ma anche nella composizione della flotta con maggioranza di Boeing 737 per Ryanair e di Airbus A320 per le altre due, più focalizzate sul breve e medio raggio.
 
Fonte: News Trend Online

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