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mercoledì 9 agosto 2017

Il dollaro è tornato?

 
Il dollaro rimbalza in sordina
By Arnaud Masset
Dopo molte settimane di depressione, questa settimana il biglietto verde ha ripreso un po’ di colore, soprattutto contro il comparto delle valute legate alle materie prime. L’incoraggiante rapporto sul lavoro di luglio non è l’unico elemento trainante, perché anche la diffusa avversione al rischio sta contribuendo al recupero del biglietto verde. Le valute a rendimento più alto come l’aussie (AUD) e il kiwi (NZD) sono state le prime a cedere, in calo dello 0,58% e dell’1,24% da venerdì. D’altro canto, gli asset ritenuti rifugi sicuri hanno ottenuto nuovi impulsi, perché gli investitori riducono il rischio dopo il brusco rally dell’azionario e sulla scia della svalutazione del dollaro che appare eccessiva. Mercoledì il franco svizzero ha guadagnato quasi l’1% contro il biglietto verde e lo yen giapponese lo 0,45%. Infine, il metallo giallo è rimbalzato a 1.268, sulla via verso la prossima resistenza chiave che giace a 1.296,15 (massimo 6 giugno).
Da un po’ ormai sosteniamo che la svalutazione del dollaro era in via di esaurimento e che questo momento si stava avvicinando rapidamente. Ovviamente, gran parte dell’apprezzamento è da attribuire alle prese di profitto. Tuttavia, riteniamo che il mercato sia stato troppo ottimista sulla normalizzazione della politica della BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) e leggermente troppo accomodante per quanto riguarda la Fed. Sulla scia della debolezza globale delle pressioni inflazionistiche, ultimamente è aumentata in modo significativo la probabilità che entrambe le banche rimangano neutrali o lievemente accomodanti. C’è quindi spazio per un aggiustamento al ribasso delle coppie in EUR e una ripresa dell’USD.
Il dato sulla produzione industriale britannica di domani sarà debole
By Yann Quelenn
Quest’estate sui mercati prevale la calma. Sembra pleonastico dirlo, ma anche se l’indice VIX la scorsa settimana ha toccato il minimo storico, scendendo sotto 9,5, si ha la sensazione che una piccola novità potrebbe incendiare i mercati. Ecco perché continuiamo a monitorare i dati fondamentali che dovrebbero avere un forte impatto sui mercati.
In particolare, i dati in uscita nel Regno Unito sono importanti perché sono in corso i negoziati per la Brexit. Questi dati, infatti, riflettono anche il sentiment generale e i timori degli operatori economici britannici. I dati di domani dovrebbero mostrare che la produzione industriale si sta avvicinando a una crescita annua piatta dello 0%.
Riteniamo che i mercati sopravvalutino ancora l’impatto della Brexit, e, infatti, il crollo previsto non è avvenuto e probabilmente non avverrà. Sul fronte valutario, la sterlina è salita sopra 1,32 contro l’USD per poi scendere a 1,30. Tuttavia ciò è stata soprattutto una conseguenza della debolezza del dollaro. A nostro avviso, la debolezza dei dati britannici presenta un’altra opportunità per comprare la sterlina sui cali.

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