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venerdì 18 agosto 2017

Il Dollaro E’ Pronto a Fare un Tonfo?

Dobbiamo domandarci se i prossimi 3 anni saranno simili agli ultimi 8 mesi, con l’amministrazione statunitense che sembra più capace della Fed nel determinare la direzione del dollaro. I dati economici degli Stati Uniti che sono usciti nel corso di questa settimana non sono stati troppo negativi; le richieste dei sussidi di disoccupazione pubblicate ieri … Continue reading Il Dollaro E’ Pronto a Fare un Tonfo?
Dobbiamo domandarci se i prossimi 3 anni saranno simili agli ultimi 8 mesi, con l’amministrazione statunitense che sembra più capace della Fed nel determinare la direzione del dollaro.
I dati economici degli Stati Uniti che sono usciti nel corso di questa settimana non sono stati troppo negativi; le richieste dei sussidi di disoccupazione pubblicate ieri sono state positive per il dollaro, mentre la produzione industriale e l’attività manifatturiera si sono indebolite nell’area di Philadelphia.
I mercati dovrebbero arrivare al momento in cui ci sarà una minore sensibilità verso quello che succede a Capitol Hill, tuttavia, giudicando dalle mosse del dollaro di questa settimana, l’era di Trump non è stata ancora completamente scontata dai mercati e ci potrebbe ancora essere qualcosa che accadrà al dollaro e sui mercati, dato che le indagini proseguono e Trump cambia continuamente i componenti dell’amministrazione, per non parlare di quello che dice. In conclusione, ben poco è stato portato a termine dall’amministrazione per doversi preoccupare di chi arriva e chi parte. Forse potrebbe essere positivo per il dollaro, che gli attuali componenti dell’amministrazione fossero rimpiazzati da qualcun altro…
Sarà motivo di riflessione. Quando consideriamo il poco tempo trascorso da quando Trump ha inaugurato la sua amministrazione, sorge la necessità di soffermarsi su come saranno le cose tra un anno. Risulta difficile ricordare un’altra amministrazione che abbia avuto un tale effetto di sbarramento nei contronti del dollaro, ma volevano un dollaro più debole e l’hanno ottenuto.
Sul fronte dei dati macroeconomici, la giornata appare più tranquilla, con i dati statunitensi che saranno limitati alle cifre preliminari di agosto sulla fiducia dei consumatori, che sono previste positive per il dollaro. Il rilevamento statistico è stato portato a termine dopo le ultime dichiarazioni di Trump sui fatti di Charlottesville e l’abbandono di questa settimana da parte dei responsabili delle due commissioni di consiglio della sua amministrazione. Pertanto il rilevamento potrebbe evidenziare risultati negativi, sebbene valutando come si è mostrata la fiducia dei consumatori nel corso dell’anno, rileviamo una certa elasticità nei dati, nonostante il fallimento di questa amministrazione nel portare a termine delle significative politiche di crescita, promesse nel corso della campagna elettorale e anche successivamente.
Probabilmente sarà più interessante vedere come si comporterà l’euro nei prossimi giorni, essendo tornato verso livelli inferiori agli 1,17$, prima di mostrare un recupero parziale. La BCE ha fatto di sicuro un lavoro spettacolare nel riportare indietro l’euro dal livello degli 1,19$, tuttavia le prospettive economiche dell’eurozona che sembrano più positive di quelle degli Stati Uniti e i rischi ridotti nell’eurozona, in netto contrasto con quelli degli Stati Uniti, rendono difficile immaginare un ulteriore ribasso dell’euro.
Abbiamo poco altro a cui far fronte sui mercati per questa giornata, pertanto e nel merito, sarà il dollaro che si mostrerà a rilento alla fine di questa settimana.
Nel momento in cui scriviamo, l’indice del dollaro a pronti è in ribasso dello 0,19%, ai 93,442, mentre sia l’euro che la sterlina sono in rialzo guadagnando rispettivamente lo 0,26% e lo 0,21%. Tale situazione è il riflesso di quanto negativo sia il sentimento del mercato nei confronti dell’amministrazione statunitense, tanto che perfino la sterlina è in grado di guadagnare terreno, nonostante un’economia che si sta indebolendo e le incertezze sulla Brexit e sul futuro.
Mentre prevediamo che il dollaro resterà sotto pressione, ci sarà anche qualche sostegno, soprattutto considerando i livelli attuali, sebbene tutti si chiedano cosa uscirà fuori in futuro dall’Ufficio Ovale.
This article was originally posted on FX Empire

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