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lunedì 7 agosto 2017

I prossimi ostacoli per il Ftse Mib e le blue chips buy e sell

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari.
Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.
Piazza Affari ha continuato a spingersi in avanti nelle ultime sedute, con il Ftse Mib approdato su nuovi massimi dell’anno. Quanto ritiene probabile ora il superamento di area 22.000 e quali scenari si profilerebbero in tal caso?
In effetti il livello di area 22.000 di Ftse Mib può essere considerato qualcosa di più che psicologico, ma sempre tale rimane. Le vere resistenze di medio periodo sono sempre a 21800/900 di future Dicembre e Settembre rispettivamente e i corsi dovranno stazionare possibilmente sopra queste barriere per 3/4 sedute, per essere superate di slancio ed eventualmente pervenire in area 22400/500.
Noi prevediamo a breve medio termine una fase di congestione e laterale in range strettissimo 21500/600-21800/900.
Bper Banca ha dato vita ad un bel rally dopo la semestrale, mentre Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) non è rimasto al palo dopo i conti dell’esercizio 2016-2017. Quali indicazioni operative ci può fornire per questi due titoli?
Entrambi i titoli, che peraltro non si collocano fra i nostri preferiti del settore (in sottosettori e per motivazioni diverse indichiamo infatti Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) , Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) nella versione risparmio e Creval), sono  a nostro avviso se non sopravvalutati, almeno un poco tirati.
Consigliamo quindi di fare molto attenzione sui prezzi attuali, di intervenire in acquisto per lo meno in sedute calme o negative e chiudere istantaneamente con vendita di opzioni call strike 5/6 settembre dicembre per Bper Banca e call strike 9/ 10 settembre dicembre per Mediobanca.
Tra i titoli del lusso Moncler ha raccolto numerosi consensi dopo i risultati societari, mentre non è accaduto altrettanto per Salvatore Ferragamo (Londra: 0P52.L - notizie) . Valuterebbe un acquisto di questi due titoli sui livelli attuali?
Qui il discorso si fa più complicato e troppo dipendente e correlato da variabili esterne.
Per entrambi i titoli, ed anche qui per motivazioni diverse, è preferibile uscire parzialmente da Moncler e totalmente da Salvatore Ferragamo.
Per i due titoli, ma in generale per il lusso, la moda ed il made in Italy, si è e si sarà troppo condizionati dal dollaro. Se quest'ultimo si rafforzerà,  diciamo rompendo al ribasso il supporto 1,1680 contro euro, per non parlare del successivo, ancora troppo lontano a 1,1460, aumenterà notevolmente il nostro export, con beneficio immediato sui corsi azionari. Al contrario area 1,20/1,22, porterebbe pesante negatività sui corsi di Moncler e Salvatore Ferragamo titoli, già oggi un pò tirati.
Ferrari (Xetra: 30092157.DE - notizie) continua a mantenersi sui massimi storici aggiornati di recente, mentre Brembo è al di sotto del suo top di sempre. Quali strategie ci può suggerire per questi due titoli?
I corsi di Ferrari Usa, ormai sopra i 100 $, in caso di storno di Wall street, potrebbero scendere sotto i 90 dollari, influenzando con un psicologico effetto domino, al di fuori dalla correlazione di euro e dollaro sui due mercati di quotazione, anche il titolo su Piazza Affari, che scivolerebbe anche sotto 80 euro.
Per cui in entrambi i casi, dal titolo acquistato a Wall Street o a Milano, val la pena di uscire totalmente, anche con vendita di call settembre anche in the money, cioè con strike sotto il prezzo del sottostante.
Per Brembo, il discorso è opposto. È in atto una lunga fase di congestione con un recente tentativo di rimbalzo verso la parete superiore del range 12,80/13-13,80/14 euro.
Sui livelli verso la parete inferiore, come quelli ritestati verso la fine della scorsa settimana, in area 13, è opportuno rientrare ed attendere un recupero per lo meno oltre i 13,50 euro, prima di chiudere in parte od in toto l'operazione, anche con vendita opzioni.
Il dollaro ha avviato un primo recupero contro euro e yen dopo i dati sul lavoro Usa di venerdì scorso. Si aspetta ulteriori progressi nel breve per il biglietto verde?
Del cross euro-dollaro, abbiamo già accennato nelle precedenti domande, ma diciamo pure che questo punto e mezzo di rafforzamento in una sola seduta,  avuto contro euro è il frutto di operazioni frettolosamente chiuse da coloro che avevano scommesso sull'ulteriore debolezza della divisa Usa, a cui si è accordata la speculazione più aggressiva e veloce, che ha poi chiuso in seduta tutto quello aperto intraday.
Il cross euro-dollaro è passato quindi da un massimo iniziale di 1,1892 ad un minimo e successivo a 1,1727, per poi appunto ritornare sugli 1,1780 nelle ultime battute. Ampio spazio per operare, ma ci saranno altre più graduali occasioni, tanto più se continueranno a pervenire dagli Usa buone notizie su disoccupazione in diminuzione, aumenti dei salari ed occupazione, tanto da far prevedere entro l'autunno un ulteriore aumento dei tassi.
Attenzione a quello che potrà avvenire sugli stessi argomenti di sostanziale identica ripresa, anche del Pil, in Europa. Ciò potrebbe portare nella primavera 2018 a rafforzare l'euro ed a contrastare in parte od in toto il rafforzamento del dollaro. Quindi in definitiva suggeriamo ancora molta, molta cautela.

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