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martedì 29 agosto 2017

Healthcare, è tutta una questione di innovazione

Healthcare, è tutta una questione di innovazione
Christophe Eggmann, responsabile delle strategie Health Innovation di GAM, ritiene che l’innovazione sia la principale ragione alla base di un investimento nel settore dell’healthcare. L’innovazione fa la differenza in termini di rendimento degli investimenti per due diversi motivi: in primo luogo perché aggiunge molto valore allo sviluppo di un farmaco e, una volta che il farmaco è commercializzato, è in grado di generare significativi flussi di cassa. In secondo luogo, questi flussi di cassa sono facilmente prevedibili dato che esiste un bacino di pazienti definito, un prezzo e un tasso di penetrazione oggettivo. E si tratta anche di flussi di cassa di lunga durata data la presenza di brevetti di protezione.
Negli ultimi trent’anni l’healthcare è stato il settore con performance migliori - spiega Christophe Eggmann -. Se da un lato non abbiamo alcuna garanzia in merito al fatto che possa seguire lo stesso percorso per i prossimi 30 anni, adesso ci troviamo in un periodo stimolante. È un buon momento per investire in questo settore soprattutto per via del picco di innovazione. Molte small e mid cap del settore hanno passato gli ultimi 20 anni a realizzare organizzazioni di Ricerca e Sviluppo per cercare di portare avanti la cura dei pazienti e trovare nuove medicine per combattere le malattie. Ed oggi, pensano che tutti questi sforzi stiano cominciando a dare frutti.
Ci sono due aspetti da prendere in considerazione, riguardo al contesto attuale - spiega Christophe Eggmann -. Abbiamo una conoscenza mai avuta prima in termini di patologie ed obiettivi, così come strumenti migliori per progettare farmaci mirati. Molto progresso è stato fatto nel settore della chimica e della produzione di tali farmaci specifici. Quando questi due elementi si combinano, si viene a creare un terreno fertile per l’innovazione che porta allo sviluppo dei farmaci stessi.
Alla base di ogni nostra decisione di investimento c’è l’investimento in aree terapeutiche dall’elevato bisogno medico, dove intravediamo potenziale di miglioramento rispetto agli standard di cura attuali, oppure nella ricerca di farmaci completamente nuovi - spiega Christophe Eggmann -. Dopo aver individuato di tali aeree, ricerchiamo le società all’interno di questi settori e la tipologia di prodotti che possono sviluppare. Uno dei vantaggi di questo approccio di investimento è che abbiamo la possibilità di investire presto nello sviluppo e cogliere tutta la possibilità di creazione di valore. L’innovazione non è distribuita in maniera uniforme nel tempo, ma di norma segue fasi di scoperte scientifiche che possono andare avanti anche per più di 10 anni. In questo momento possiamo vedere un certo consolidamento nel settore e ci attendiamo un incremento delle attività di acquisizione e fusione.
Christophe Eggmann mantiene un’esposizione significativa alla biotecnologia e al biopharma. Abbiamo però anche una certa flessibilità per investire in altre parti del mercato, qualora ne intravedessimo l’opportunità.
Guardando ai prossimi mesi e ai prossimi anni ci attendiamo una crescita sostenibile ed un’ulteriore creazione di valore grazie all’innovazione - spiega Christophe Eggmann -. Gli investitori si sono messi alle spalle questioni politiche per concentrarsi sui fondamentali del settore e i prodotti in pipeline continuano a progredire rapidamente. Tra le aree terapeutiche più interessanti troviamo l’oncologia, la terapia genetica, le patologie epatiche e quelle del sistema nervoso centrale. Le valutazioni si trovano ai livelli più bassi degli ultimi anni e ci aspettiamo che possano aumentare con l’aumentare della crescita. Il settore, inoltre, continua a non essere al centro delle preferenze degli investitori.

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