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lunedì 28 agosto 2017

Focus su Wall Street: Ford


Ultimamente gli investitori alla ricerca di valore hanno trovato un buon titolo in Ford Motor Company (NYSE: F) che ha un dividend yield al 5,6%. In molti, però, si chiedono: al prezzo attuale, con una valutazione ritenuta molto a buon mercato, una cedola simile è sostenibile sul lungo periodo? John Rosevar ha provato a dare una risposta.

L'analisi su Ford

Nonostante Ford sia un marchio automobilistico internazionale, vede ancora il mercato Usa come la sua principale nicchia.

L'azienda, di per sè, può vantare una situazione finanziaria sostanzialmente sana ma dal 2014 le azioni hanno registrato un lento decadimento arrivando, ora, ad essere scambiate a 7 volte i guadagni previsti per il 2017, il tutto nonostante l'azienda abbia vantato negli ultimi tempi, risultati buoni, per non dire ottimi.
Secondo l'analisi di Rosevar il problema non è tanto nell'azienda in sè, quanto nel momento storico che il settore sta vivendo. Prima di tutto quello riguardante l'introduzione delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli di business. Nello specifico si tratta dei sistemi di veicoli autoguidati in arrivo, parallelamente, sull'onda della concorrenza di competitor che, come Uber Technologies, propongono nuovi modelli e nuovi concetti di acquisto.

Da qui a pochi anni, in pratica, dovremo rinunciare all'idea di comprare un'auto e anche a quella, più generale, di possederla, preferendo un taxi autoguidato. Questo significherebbe meno veicoli venduti da aziende come Ford. Per questo motivo alcuni analisti prevedono che, come per il telefonino, più che sull'oggetto fisico, il guadagno avverrà sullo sviluppo del software che lo comanda.
Il problema, però, è che Ford è visto come un creatore di hardware in questo caso.

I punti di forza 

Ma a differenza degli altri suoi simili, stando all'esperto, Ford non solo avrebbe le capacità di sopravvivere, ma addirittura di prosperare grazie a una serie di progetti focalizzati proprio sulla sintesi tra creazione di modelli e sviluppo di programmi di guida.

Una speranza che contrasta, però, con la view di molti analisti che vedono le direttive del CEO di Ford, Mark Fields ancora troppo blende rispetto a quanto finora fatto dalla diretta e più temibile concorrente, la rivale General Motors (NYSE: GM) i cui progressi sono stati molto più pubblicizzati.
Il delta discriminante, in questo caso, sarà la capacità, nel tempo, di dimostrare quanto finora fatto da Ford.
L'altra preoccupazione riguarda il calo delle vendite di autoveicoli registrato sia negli Usa che in altre aree di produzione, un calo che è inoppugnabile dal momento che le auto sono un business ciclico i cui segni stanno diventando più evidenti e pronunciati negli ultimi mesi.

Il problema non è da sottovalutare perchè i produttori auto, di fronte a questi cali, devono però rispondere di una serie di costi fissi. A salvare la situazione potrebbero essere i SUV, segmento la cui richiesta è in aumento e i cui margini di guadagno sono particolarmente alti.
A dare una mano, inoltre sarebbero i 28,4 miliardi di dollari in mano all'azienda che le permettono di continuare a difendere la cedola e investire in nuovi prodotti e tecnologie anche se i profitti dovessero assottigliarsi. 
La conclusione dell'indagine è quindi una sola: non è il dividendo di Ford ad essere insostenibile ma il prezzo delle azioni ad essere immotivatamente basso. 
Fonte: News Trend Online

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