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mercoledì 30 agosto 2017

Focus su Wall Street: Amazon e Walmart


Negli Usa la nuova frontiera del mercato è il cibo. Non che la nazione a stelle e strisce non abbia fatto del food una bandiera, spesso negativa, che la distingue nel resto del mondo, ma questa volta le intenzioni degli operatori si muovono su altri tipi di strategie.

La guerra dei giganti

Mentre Amazon ha deciso l'acquisizione di Whole Foods, leader del cibo biologico, per circa 13,7 miliardi di dollari, obbligando successivamente la catena ad abbassare i prezzi dei prodotti a più largo consumo per favorirne la diffusione, WalMart, altro colosso della grande distribuzione, ha deciso di allearsi con Google per introdurre i propri marchi sul web sfruttando la vetrina più grande del mondo.

Una situazione che potrebbe sconvolgere più di un equilibrio e di una tradizione, come quella, appunto, di Whoole Foods che da sempre è famosa per i suoi prezzi superiori alla media anche del 15% e che, questa volta, è stata in grado di sfruttare l'appoggio della liquidità del suo illustre partner.
Il tutto, ovviamente a discapito dei competitor, le cui azioni sono crollate nell'immediato dopo l'annuncio dell'acquisizione di Amazon, ma anche a vantaggio dei consumatori i quali adesso possono scegliere WalMart oltre che per il numero di punti vendita su territorio superiore di un quinto rispetto a quelli di Whole Foods, anche su Internet, oppure la comodità della spesa online biologica e a prezzi concorrenziali.

Non solo, ma il punto di vantaggio resiste sia per Amazon che per Google: infatti Amazon e Whole Foods hanno una sovrapponibilità della clientela del 70%. In altre parole chi spende biologico, spesso, ha anche comprato altro da Amazon, magari sfruttando le promozioni riservate ai possessori d un account prime che garantisce sconti e costi di spedizione abbassati per un forfait di 99 dollari che, nel caso di Google e della sua tessera fedeltà diventa di 95 dollari per lo shopping online.

La rincorsa di Walmart

Quella di allearsi con Google è stata per Walmart una scelta forzata: Amazon ha il vantaggio di poter capitalizzare senza dover conteggiare le spese di gestione, affitto e manutenzione dei negozi fisici, cosa che invece il più grande rivenditore al dettaglio del mondo è stato sempre costretto a fare finora.

Non solo, ma adesso anche la guerra con Whole Foods risulta impari; numeri alla mano, infatti Walmart ha circa 10 volte più negozi di Whole Foods, il che significa inevitabilmente più spese anche a prescindere dalla presenza dell'ecommerce. Ancora di più in considerazione del programma di integrazione fra questi e il settore online.
Sebbene quell'integrazione abbia già iniziato a dare i suoi frutti con l'alleanza stipulata con Google, resta anche un altro punto da considerare: Walmart dipende dalle vendite di prodotti alimentari per oltre la metà dei suoi ricavi annuali e non può permettersi di essere surclassato da Whole Foods anche sul fronte della reputazione.

Come detto da sempre Whole Foods può vantare alimenti di alta qualità che sembrano essere l'unica giustificazione per i prezzi elevati, prezzi che, adesso, sono stati praticamente dimezzati. Ed è su questo fronte Walmart si trova a dover recuperare una grave minaccia.
Fonte: News Trend Online

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