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venerdì 11 agosto 2017

Europa: una strage di arabe fenici!

 
Lo abbiamo precisato in tutte le salse, la nostra Araba Fenice era il principale indice tedesco, il DAX, un’araba fenice che nei prossimi anni verrà arrostita, inizialmente a fuoco lento, poi via, via…
Sino ad oggi la traiettoria del volo dell’araba fenice è stata perfetta, manoscritti e Machiavelli lo testimoniano, ma attenzione, andiamo avanti giorno per giorno senza illusioni.
Ieri per quanto ci riguarda, i due principali mercati europei, il Dax e l”Eurostoxx hanno dato un segnale di lungo inequivocabile, nel breve, tanti rimbalzi dell’araba fenice morta.
Il nostro indice drogato dai piani di risparmio individuali è un “dead phoenix game”  ;-)
La metafora rappresentata dal sempre spettacolare disegnatore di Hedgeye è perfetta!
“If you have my outlook, reflation is over, European growth slows and Draghi comes to the rescue with dovishness,” said Hedgeye CEO Keith McCullough
Sono otto mesi che suggerisco l’immenso bluff di Trump, nessuna reflazione all’orizzonte, nessun rischio inflazione, con questo debito in circolazione, immersi in questa immensa deflazione da debiti, non abbiamo scampo, è come cercare di spegnere un incendio usando benzina.
Ieri un’ulteriore dimostrazione, oggi probabilmente con l’inflazione sui prezzi al consumo, una pietra tombale…
Ve lo raccontano anche loro, ogni tanto un barlume di ragione in mezzo alla ridicola curva di Phillips…
Ieri i rappresentanti della Federal Reserve di Minneapolis e di Saint Louis hanno evidenziato ancora una volta la debole dinamica dell’inflazione negli Stati Uniti e James Bullard, numero uno della Fed di St.Louis, ha sottolineato di non vedere a breve la necessità di un rialzo dei tassi americani a breve (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – New York, 07 ago – La Federal Reserve non ha necessita’ di alzare immediatamente il costo del denaro. Lo ha detto il governatore della Fed di St. Louis James Bullard, che e’ una delle “colombe” della politica monetaria americana e quest’anno non e’ tra i membri con diritto di voto del Fomc, il comitato monetario della Banca centrale americana. “L’attuale livello dei tassi probabilmente restera’ appropriato per il breve periodo”, ha detto parlando da Nashville, in Tennessee. Il governatore ha sottolineato che il tasso di disoccupazione, sceso al 4,3% in luglio, con ogni probabilita’ non spingera’ al rialzo l’inflazione in modo significativo, “almeno stando alle attuali stime sulla relazione tra disoccupazione e inflazione”, secondo cui un tasso di disoccupazione del 3% farebbe salire l’inflazione “core”, quella che esclude le componenti volatili come i prezzi dei generi alimentari, all’1,8% circa, contro il 2% considerato ottimale dalla Fed. “I dati sui prezzi sono stati inaspettatamente bassi”, ha detto Bullard.
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – New York, 10 ago – Sulla carta William Dudley, presidente della Federal Reserve di New York, non fa che ribadire quanto sostenuto dalla banca centrale Usa nella sua ultime riunione: “Continuiamo ad aspettarci un miglioramento del mercato del lavoro e un incremento dell’inflazione nel medio termine verso l’obiettivo del 2%” di crescita annuale. Ma in occasione di una conferenza sulle inuguaglianze economiche – “una delle questioni piu’ urgenti nella nazione” – il membro votante del braccio di politica monetaria della Fed ha fatto dichiarazioni extra rispetto al discorso preparato per il suo intervento a New York che dimostrano come l’inflazione negli Stati Uniti resti soft. Il governatore ha detto che il dato potrebbe non raggiungere l’obiettivo di crescita annua del 2% (non centrato da anni) per 6-10 mesi alla luce dei deboli dati recenti. Secondo lui, un mercato del lavoro dove per i datori di lavoro diventa piu’ difficile trovare personale specializzato e un dollaro debole aiuteranno a spingere l’inflazione verso l’alto.
E bravo il nostro banchiere centrale, Dudley, chiedi a Mario Draghi come l’euro debole ha aiutato l’inflazione a risalire in Europa, ma davvero sono tutti così ignoranti questi banchieri centrali?
Da oltre sette anni, è tutto cosi semplice, siamo immersi in una …
…non resta po molto da comprendere!
Per spegnere l’incendio di una deflazione da debiti, bisognava dopo la Grande recessione, rientarre globalmente dal debito e invece è letteralmente esploso, salendo di oltre il 50 % in rapporto al Pil globale.
Ma davvero c’è qualche anima ingenua che crede che con tutto questo debito si possa ambire a maggiore crescita?
Nei giorni scorsi in …
…abbiamo condiviso, la follia di osservare che le obbligazioni ad alto rischio europee, con la gentile collaborazione di Mario Draghi sono ritenute più sicure di quelle emesse da società come Apple o Amazon, tanto per fare due nomi, oggi grazie a Zero Hedge, vi segnaliamo che i titoli “spazzatura” europei, rendono meno dei treasuries americani, per non parlare di quelli italiani rating BB e via dicendo…
E mi fermo qui mentre qualcuno compra … e peccato che ieri l’asta a 30 anni dei treasuries è andata a ruba, con il rendimento più basso come non si vedeva dallo scorso ottobre, con la curva che si asta appiattendo all’inverosimile.
Ieri c’era da piegarsi in due dalle risate a leggere lo smarrimento degli analisti di Goldman Sachs, erano preoccupati perché nei giorni scorsi i mercati non correggevano neanche con i rischi di un mini conflitto atomico, come osservare una volpe preoccupata perchè i propri polli sono obesi, sono cresciuti troppo e non fanno attività fisica.
Inoltre ieri,  mentre qualche araba fenice giuliva credeva in una nuova era d’oro per il petrolio, visto che l’oste OPEC formulava meraviglie per il suo vino nei prossimi anni, ops scusate intendevo dire petrolio,  è arrivata la notizia che la Cina non ne importa più come ai bei tempi, “solo” 34,66 milioni di tonnellate di petrolio greggio, il livello più basso di gennaio.

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