-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

martedì 1 agosto 2017

Economia giapponese a singhiozzo, borsa e yen addormentati, ma fino a quando?


NB la versione corredata di grafici di questo articolo e' disponibile all'indirizzo http://ftaonline.com/blog/economia-giapponese-singhiozzo-borsa-e-yen-addormentati-ma-fino-quando
Recentemente il Fondo monetario internazionale ha alzato le stime di crescita per il Giappone da 1,2 a 1,3% nel 2017, mentre ha confermato a un modesto +0,6% l'aumento del pil nel 2018.
Sul fronte macroeconomico arrivano effettivamente indicazioni contrastanti per il Sol Levante ma sembrano essere più le luci delle ombre. La borsa resta indecisa sulla via da seguire, il saldo per il mese di luglio del Nikkei 225 è stato del -0,54%, ma le quotazioni sono comunque ancora molto vicine ai massimi del 2015 di quota 20947, come se il mercato fosse in attesa della notizia giusta per tentare il superamento di quei livelli.
In giugno l'inflazione è infatti cresciuta dello 0,4% annuo, stabile rispetto ad aprile e maggio (0,2% in marzo) e in linea con il consensus.

Il dato core (al netto degli alimenti freschi e benchmark su cui la Bank of Japan ha il target del 2%) ha parimenti registrato un progresso dello 0,4% annuo, come previsto dagli economisti e invariato rispetto a maggio (0,3% in aprile). Sotto le attese le vendite retail, mentre note positive arrivano da disoccupazione (tornata a sorpresa lo scorso mese ai minimi dal giugno 1994 del 2,8%) e spesa delle famiglie che, con un balzo del 2,3% annuo (contro lo 0,5% del consensus), mette fine a una striscia di contrazione durata quindici mesi.
La Bank of Japan ha anche fatto sapere che i Prezzi alla Produzione sono risultati in crescita dello 0,8% a giugno su base annuale. Il dato è apparso invariato ed in linea con le attese degli analisti, Su base mensile invece si è registrato un calo dello 0,1% dopo la lettura invariata di maggio.
Come detto le vendite retail sono risultate sotto le attese, anche se segnano in giugno l'ottavo mese consecutivo di progresso dopo una striscia di contrazione durata altrettanto a lungo.

Secondo quanto comunicato dal ministero nipponico di Economia, Commercio e Industria, le vendite al dettaglio sono infatti cresciute lo scorso mese del 2,1% annuo, in lieve accelerazione rispetto al 2,0% di maggio (3,2% in aprile) ma contro il 2,4% del consensus. Su base mensile rettificata stagionalmente la lettura è invece per un incremento dello 0,2% dopo il declino dell'1,5% di maggio (in aprile erano cresciute dell'1,4%) e contro il progresso dello 0,4% atteso dagli economisti.
Sempre con riferimento al mese di giugno la spesa delle famiglie in Giappone, secondo quanto comunicato dal ministero di Affari interni e Comunicazione nipponico, è balzata del 2,3% annuo, dopo il declino dello 0,1% di maggio (1,4% la flessione di aprile).

Il dato, superiore allo 0,5% del consensus, segna la fine di una striscia di contrazione durata quindici mesi. Su base mensile la lettura è invece per un progresso dell'1,5% contro lo 0,7% di maggio (0,5% in aprile) e il declino dello 0,1% del consensus.
Crescita notevole, secondo quanto comunicato dal ministero nipponico di Economia, Commercio e industria, in giugno anche per la produzione industriale che è aumentata in Giappone del 4,9% annuo, in rallentamento rispetto al 6,8% di maggio (5,7% in aprile) ma sopra al 4,8% atteso dagli economisti.

Su base mensile si è invece segnato un incremento dell'1,6% dopo il declino del 3,6% di maggio (in aprile era invece cresciuta del 4,0% nella lettura più elevata dal 4,2% del giugno 2011) e contro l'1,7% del consensus del Nikkei.
Secondo quanto comunicato dal ministero di Affari interni e Comunicazione nipponico, in giugno il job-to-applicant ratio (rapporto tra posizioni disponibili e richieste di lavoro) è salito a 1,51 punti dagli 1,49 punti di maggio (1,48 punti in aprile), in linea con il consensus.

Il dato resta sui massimi dagli 1,53 punti segnati nel febbraio 1974. Il tasso di disoccupazione è invece calato a sorpresa al 2,8% dal 3,1% di maggio (2,8% era stato anche il tasso registrato nei tre precedenti mesi). La lettura, che torna sui minimi dal giugno 1994, si confronta con il 3,0% atteso dagli economisti.
La fiducia delle piccole imprese nipponiche è crescita a luglio per il terzo mese consecutivo secondo l'indagine effettuata dalla Shoko Chukin Bank.
L'indice si è attestato a luglio a quota 50,0 dai 49,2 punti di giugno, il dato atteso per agosto è invece per una flessione a 49,1. Per quanto riguarda il settore manifatturiero la rilevazione è stata pari a 49,9 rispetto ai 48,7 del mese precedente e ad un valore atteso per agosto pari a 49,2.

L'indice non manifatturiero ha fatto segnare una crescita a 50,0 dai 49,5 punti di giugno ed un valore previsto per agosto di 49,0.
La lettura finale dell'indice Pmi stilato da Markit/Nikkei ha segnato per luglio un declino a 52,1 punti dai 52,2 punti della lettura preliminare e dai 52,4 punti di giugno.
Si tratta della lettura più bassa dai 51,3 punti del novembre 2016 ma segna comunque l'undicesimo mese consecutivo in fase espansiva. La frenata dell'indice è imputabile alle esportazioni, che sono rimaste nel complesso invariate, in particolare dalla domanda più debole dell'area del Sud-Est asiatico.
A questo proposito tuttavia giova notare che l'indice Pmi per Pechino a luglio ha fatto segnare un'accelerazione per l'espansione dell'attività manifatturiera in Cina, che era scivolata in contrazione per la prima volta in 11 mesi in maggio (il Purchasing Managers' Index elaborato da Markit/Caixin si è attestato a 51,1 punti dai 50,4 punti di giugno, contro i 50,4 punti del consensus di Reuters).

Un dato questo, unitamente a quello della produzione industriale cinese, che ha accelerato a giugno (rialzo annuo del 7,6%, oltre il 6,5% relativo ai due mesi precedenti e alle stime degli analisti), che potrebbe avere un effetto di trascinamento positivo anche per l'economia nipponica nei prossimi mesi.
Bene anche il settore immobiliare.
Secondo i dati diffusi dal ministero di Territorio, Infrastrutture, Trasporto e Turismo del Giappone, in giugno gli ordinativi di nuove costruzioni, incassati dai 50 maggiori gruppi del settore del Sol Levante, hanno segnato un progresso del 2,3% annuo dopo il declino dello 0,5% di maggio (e la flessione dello 0,2% di aprile) mentre i nuovi cantieri edili residenziali hanno segnato a sorpresa in giugno un progresso dell'1,7% annuo dopo il declino dello 0,3% registrato in maggio (in aprile la lettura era stata per una crescita dell'1,9%).

Era invece dello 0,2% la flessione stimata dagli economisti.
Lo studio del grafico del Topix (Tokyo stock Price IndeX), indice più ampio rispetto al Nikkei 225 comprendendo tutte le imprese quotate, mostra una fase sostanzialmente laterale disegnata dai prezzi a partire dal top del 20 giugno.
L'indice di borsa giapponese ha del resto abituato gli studiosi dei grafici ad un andamento a gradini, a partire dai minimi del giugno del 2016 infatti si è realizzata una alternanza abbastanza regolare di avanzate veloci seguite da fasi di pausa durante le quali il mercato sembrava avere perso l'interesse per il trend.

Durante la recente fase laterale i prezzi si sono comunque mantenuti al di sopra sia della media mobile a 50 giorni (passante a 1605 punti circa) sia della media a 100 giorni (a 1570 circa), custodi della struttura rialzista. Solo il taglio al ribasso di questi due riferimenti allontanerebbe l'ipotesi di essere ancora una volta in presenza di una semplice pausa del rialzo.
Al di sotto di area 1570 aumenterebbe il rischio di una flessione verso i minimi di aprile a 1452 punti che rallenterebbe ovviamente l'evoluzione dell'uptrend senza tuttavia invertirlo: solo con la violazione anche di area 1450 la tendenza rialzista di medio termine verrebbe invertita. La rottura di area 1640 permetterebbe invece di iniziare a puntare sulla immediata ripresa del rialzo con obiettivi a sui massimi dell'agosto 2015 a 1700 punti circa.
L'Etf corrispondente, il ETF Standard Lyxor Japan Topix (JPN) mostra un quadro leggermente diverso (per via dell'andamento del cambio euro yen): i massimi del 20 giugno a 126,80 euro si collocano infatti già al di sopra di quelli dell'aprile 2015, a 125,90 euro, ma da quei livelli i prezzi hanno poi avviato una flessione che li ha portati anche al di sotto della media mobile a 100 giorni, ora passante a 123 euro circa.

Per mantenere intatto l'uptrend di medio periodo sarà importante che le quotazioni riescano a rispettare il supporto di area 118,50, primo dei ritracciamenti di Fibonacci calcolati per il rialzo dai minimi di febbraio 2016, per poi risalire oltre area 123. In quel caso possibile non solo un nuovo test della resistenza critica dei 127 punti ma anche il suo superamento, con target successivo a 132 circa.
Ma perchè la borsa giapponese possa riprendere a salire un aiuto importante dovrà arrivare anche dal cambio: tendenzialmente infatti il listino si apprezza in concomitanza di uno yen cedente rispetto al dollaro Usa (il confronto tra il grafico del Topix e quello del dollaro yen è sufficiente per fugare ogni dubbio al riguardo).

Il cambio sta disegnando una figura di forma vagamente triangolare, compresa tra la linea crescente che parte dai minimi di aprile, passante attualmente a 109,45 circa, e quella orizzontale che unisce i massimi di maggio e di luglio, in area 114,50. Solo con il superamento di questa resistenza il cambio sarebbe libero di riprendere la corsa al rialzo (quindi fase di yen debole) intrapresa dai minimi di agosto 2016 interrottasi a dicembre dello scorso anno.
Al di sopra di area 114,50 attesi movimenti verso i 119 yen per dollaro almeno, una situazione che potrebbe sbloccare anche il momento laterale della borsa favorendone il rialzo. Viceversa la violazione di area 109,45, con ulteriori conferme al di sotto dei minimi di aprile in area 108,10 yen per dollaro, potrebbe anticipare una nuova fase di rafforzamento della moneta giapponese che avrebbe come conseguenza una flessione dei listini azionari.
(AM - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.