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venerdì 18 agosto 2017

Dall'oro alle criptovalute: meglio il bene rifugio per eccellenza o il massimo dell'astrazione?

Premesso che, sapete bene, io sono un esperto di opzioni e di operazioni straordinarie, ma non sono di certo un esperto di criptovalute (e neanche di materie prime), voglio comunque dire la mia su un tema che si infiamma sempre di più, visto che la gente mi ferma e mi chiede: “Giovanni, ma che ne pensi tu dei bitcoin? Hai visto come corrono? Quasi quasi entro anch’io”. E poi puntualmente arriva qualcun altro dell’altra campana, che se ne esce con un: “Lascia stare che è meglio l’oro, con quello nel fosso non ci vai di sicuro!”.
Certo che queste due affermazioni sottendono pensieri e concezioni sull’investimento e sul rischio diametralmente opposti: da una parte la moneta più sbarazzina dal punto di vista speculativo e dall’altra il conservatore lingotto coniato come il classico parcheggio della liquidità in caso di mercati tumultuosi.
Questi due strumenti finanziari possono essere visti come gli estremi di un continuum, al cui interno ci sono innumerevoli step, e hanno in comune il fatto di poter essere considerati come un'alternativa di diversificazione nei portafogli degli investitori, ma con rischi e rendimenti ben diversi!
Il Bitcoin, la prima e più conosciuta tra le criptomonete, da inizio anno ha messo a segno un balzo enorme, pari ad oltre il 180% (rendimento importante, ma ben lontano dai massimi di questo mercato, che vede nell'Ethereum un gain da Gennaio che supera il 4800%!); l'oro, d'altro canto, ha registrato una piccola ma solida performance quantificabile in un 8,96%.
Se voi leggeste questi dati, come vi comportereste? L’attrazione è inevitabile…
Il Bitcoin fa parte della schiera di monete virtuali di un sistema valutario decentralizzato, che si affida a database distribuiti e crittografia per gestirne gli aspetti funzionali (la tecnologia alla base di queste criptovalute è conosciuta come "blockchain").
Sia Bitcoin che Ethereum sono strumenti per investitori coi nervi saldi.
E non a caso: queste valute si ritrovano inseriti in mercati non regolamentati, privi - per la stessa natura degli strumenti - di un'autorità centrale che ne controlli i corsi, quindi facilmente prede di ripide fluttuazioni speculative.
Confrontandomi con alcuni traders più navigati di me nel mercato emergente delle criptovalute, ho valutato la possibilità di una speculazione (attenzione... "speculazione", non "investimento"), concentrandomi soprattutto su criptovalute di nuova generazione, che giornalmente tendono ad avere fluttuazioni in doppia cifra.
Inoltre, grazie a volumi di scambio sensibilmente minori rispetto ai mercati tradizionali, sarebbe più semplice condizionare gli andamenti dei prezzi con trades mirati e decisi.
Probabilmente un “animale da book” come me avrebbe gioco facile a moltiplicare i soldi su questi mercati. Devo dire che la cosa mi incuriosisce, anche se l'esperienza mi ha insegnato a stare alla larga dai mercati non regolamentati (concetto fondamentale che sottolineo da sempre all'interno della mia community).
Proprio a causa dell'imprevedibilità delle loro performances, molti analisti finanziari si sono divisi nell'esprimere un giudizio: alcuni sono fortemente scettici riguardo le potenzialità di queste criptovalute e mettono in guardia dai rischi legati ad una possibile bolla speculativa; altri (una ristretta minoranza, ad onor del vero) lo vedono come una futura valida alternativa alle valute tradizionali.
Personalmente rientro tra coloro che sfruttano le opportunità, ma ne ho viste e soprattutto vissute tante negli ultimi 30 anni, quindi mi fido “il giusto”; credo che il mercato sia destinato a salire ancora, magari anche molto, ma ciò non toglie che prima o poi la bolla scoppia, quindi l’abilità starà non nell’entrare adesso o nell’essere già entrati da tempo, ma starà nell’uscire al momento giusto, cioè alla prima avvisaglia seria di cedimento, onde evitare di fare la fine degli Olandesi e dei loro bulbi di tulipano… A buon intenditor…
Una nota banca d'affari americana ha messo in evidenza come ci sia una correlazione inversa tra il prezzo del Bitcoin (che, come abbiamo detto, è letteralmente decollato negli ultimi 12 mesi) e l'utilizzo negli Stati Uniti della stessa moneta virtuale a livello commerciale. Scarsa diffusione, problemi di sicurezza e mancanza di regolamentazione, possono essere considerati i principali punti di debolezza di questo strumento. Ad oggi, carte di credito e carte di debito la fanno ancora da padrone; lasciatemi dire "Menomale!".
La solidità dell'oro, invece, è uno dei punti di forza che lo contraddistingue fin dall'antichità, rendendolo la più diffusa e valida riserva di valore. Ma anche qui esistono degli elementi da tenere monitorati; riguardo il nostro amato lingotto, i fattori che rischiano di non farci dormire sonni tranquilli sono: l'andamento del dollaro (a cui l'oro è inversamente correlato), le variazioni dei tassi d'interesse ed eventi geopolitici che possono determinare avvitamenti al ribasso del suo valore.
Da notare che da inizio anno l'oro è rimasto all'interno di un canale tra 1.200 e 1.300 dollari l'oncia, mentre si è registrato un incremento della domanda d'oro fisico in Cina ed India.
Personalmente, dopo una carriera sull’onda della speculazione dei derivati, la maturazione mi ha portato a sposare ora la “semplicità” (semplicità si fa per dire, di semplice in Borsa c’è ben poco!) degli investimenti diretti a preservare ed accrescere gradualmente il mio capitale, senza farmi prendere dalla smania d'investire denaro per arrivare a grossi ritorni, facendomi trasportare dalla speculazione nuda e cruda. Ciò non toglie che qualcosa potrò metterlo anche io stesso nei bitcoin, ma centellinato e soprattutto con le antenne alte e pronto a uscire appena arriva una nuvola all’orizzonte.
In linea di massima, diffidate sempre da ciò che non capite e soprattutto da ciò che non riuscite a maneggiare!
E ricordate sempre il giusto premio al rischio!
Tra il bianco ed il nero, ci sono un’infinità di sfumature e, come dicevano i Latini…
IN MEDIUM STAT VIRTUS
In posizione centrale tra questi due estremi, ci sono i CERTIFICATI DI INVESTIMENTO, a cui ho dedicato un intero sito GRATUITO, con tanto di video corso e tante utilissime informazioni e schede tecniche sempre aggiornate sui migliori in circolazione, proprio perché non voglio scuse: vanno conosciuti e applicati.
Scordatevi le performances delle criptovalute, ma qua stiamo parlando di Investimento ad altissimo livello (che non mi stancherò mai di ripetere che non ha nulla a che fare con la speculazione, sono proprio due sport diversi).
Se ti sei stancato di avere in portafoglio quelle ciofeche di obbligazioni e fondi che ti rifilano in banca, perché quello sono costretti a vendere, ma che dubito ti abbiano dato dei grandi risultati viste le commissioni da paura che si trattengono, E’ VENUTO IL MOMENTO DI INSERIRE I CERTIFICATI NEL TUO PORTAFOGLIO.

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Giovanni Borsi
& il Team GB INVESTING
Autore: Staff Gbinvesting

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