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venerdì 11 agosto 2017

Cosa blocca la Fed

 
Buon andamento della crescita economica, dollaro in fase di indebolimento e politica monetaria ancora accomodante sono i tre pilastri che stanno sostenendo la tendenza rialzista delle borse statunitensi. Un tasso di crescita che pone tuttavia delle perplessità sulla sostenibilità di medio termine di tale andamento, a prescindere dalle politiche economiche annunciate da Trump, soprattutto in alcuni elementi ritenuti centrali nell’individuazione di un solido percorso espansivo.
Il più importante di tutti, l’andamento della produttività del lavoro, sembra languire da questo punto di vista e le cause di tale carenza, ancora sotto osservazione da parte della comunità economica, che non fornisce una view unitaria, potrebbero essere uno degli elementi principali nel rallentamento della fase di normalizzazione della politica monetaria da parte della Federal Reserve.
L'indice dei prezzi delle spese di consumo personali, escluso il cibo e l'energia, che rappresenta uno degli indicatori privilegiati dell'inflazione da parte della Federal Reserve, viaggia ad un ritmo dell'1,5%, allontanandosi dal target del 2% prefissato dalla banca centrale negli ultimi mesi.
Il future sul Dollar Index, indice del valore del dollaro statunitense in relazione ad un paniere di valute straniere, negli ultimi trenta mesi (medio periodo) ha mostrato un andamento altalenante, che si è tradotto nell’analisi YTD, in un trend ribassista che ha riportato le quotazioni al test del supporto statico dei 92 punti, corrispondente ai valori di gennaio 2015. Un’evoluzione ben definita dalla divergenza negativa dell’oscillatore di Momentum nel periodo corrispondente. Un passo indietro significativo per una economia che dovrebbe registrare una fase di espansione economica.
Operativamente la tenuta del livello di supporto indicato potrebbe favorire una strategia di acquisto “contro trend” che in ottica di mean reverting, avrebbe nell’area dei 95 punti l’obiettivo di prezzo di breve periodo. Il livello di stop loss, da individuare al cedimento del minimo indicato consente di ottenere il giusto rapporto di risk/reward dall’operazione.
Dollar Index
Fonte: FIDA
Una fase di debolezza valutaria che, al momento, non sta impattando particolarmente sulla Yield curve USA, che nel tratto a lungo termine si conferma in fase di steepening, e che non trasmette agli operatori del mercato obbligazionario un adeguato clima di fiducia.
Il T-Bond nella versione 30Y, quindi quella caratterizzata da maggiore volatilità, ha trovato la forza di avviare un cauto rimbalzo nel 2017, che ha portato alla formazione di un pivot high a 157,25 punti percentuali. Operativamente il superamento di tale livello favorirebbe strategie long di breve termine, con proiezione a 160 punti mentre per attendere l’avvio di strategie short di medio termine, coerenti con una crescita economica stabile, occorrerebbe attendere la rottura dell’area dei 145 punti.
T-Bond 30Y
Fonte: FIDA
Sul mercato equity il trend si conferma al rialzo, come confermato dall’indice S&P 500 perfettamente bilanciato attorno alla regressione lineare che ne definisce il cammino dall’inizio del 2016. Strategie di ingresso long in questa fase sarebbero corredate da una bassa opportunità di guadagno - da inizio anno l’indice ha guadagnato circa il 10% - e da un rischio di perdita elevato: una fase di storno legata anche a possibili effetti esogeni come l’aumentato rischio geo-politico che stiamo osservando in questi giorni con la Corea del Nord, avrebbe come primo obiettivo l’area dei 2.400 punti e come obiettivo di periodo l’area dei 2.300.
Una nuova strategia long sarebbe quindi di difficile gestione mentre per coloro che gestiscono operazioni già in essere è la valutazione dell’indice al test dei due livelli di supporto indicati a determinare l’indicazione di un possibile stop loss.
S&P 500
Fonte: FIDA
Le possibilità di investimento sui mercati statunitensi sono numerose e diversificate tra di loro. Tra queste segnaliamo alcuni ETF quotati su Borsa Italiana caratterizzati da differenti strategie.
  • Amundi S&P500 Eur Hedged Daily Ucits Etf - ISIN: FR0013213444
  • Db X-Trac S&P500 Ucits Etf Dr Eur Hedged - ISIN: IE00BM67HW99
  • Ishares S&P 500 Eur Hedged Ucits Etf Acc - ISIN: IE00B3ZW0K18
  • Lyxor Ucits Etf S&P 500 - ISIN: LU0496786574
  • Spdr S&P 500 Ucits Etf - ISIN: IE00B6YX5C33

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