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lunedì 7 agosto 2017

Brexit: Divorce Bill da 40 miliardi di euro?

 
Ecco la view di Canegrati analista finanziario a Blackpearlfx .
Secondo il Telegraph, il governo di Theresa May sarebbe pronto a pagare 36 miliardi di sterline come tassa da divorzio per uscire dall'Unione Europea. Il quotidiano britannico ha infatti rivelato che "i funzionari senior di Whitehall hanno concluso che una tale offerta - la prima volta che è stata proposta una cifra precisa - è l'unico modo per rompere lo stallo attuale in cui versano i negoziati".
Infatti, finora i negoziati sulla Brexit non hanno prodotto nulla di concreto, e imprenditori e società finanziarie britanniche cominciano a temere che l'assenza di un accordo si possa tradurre in un vero e proprio disastro per l'economia britannica.
La volontà britannica di pagare la divorce bill sarebbe subordinata, tuttavia, all'accettazione, da parte dell'Unione europea, di negoziare un accordo finanziario nell'ambito di un agreement sulle future relazioni tra le due parti in causa, tra le quali spicca la necessità di un accordo sul commercio, da sempre la priorità di Londra dopo la vittoria del "leave" al referendum del giugno 2016.
Se questo accordo venisse sottoscritto dai funzionari dell'UE, sarebbe molto vantaggioso per il governo britannico. Naturalmente, le finanze pubbliche britanniche ne risentirebbero nel breve termine, poiché la divorce bill dovrà essere pagata mediante una maxi emissione di debito pubblico per una cifra di pari importo, ma considerando che l'outstanding del debito britannico è stato pari a 1.6 trilioni di sterline nel 2016, ovvero a una cifra equivalente all'89,3% del PIL, questi 36 miliardi di sterline non sarebbero considerati un aumento drammatico del totale del debito, soprattutto se mettiamo a confronto il costo del divorzio con i soldi che Londra risparmierà per effetto dell'uscita dall'Unione. Il risparmio netto è, infatti, quantificabile in oltre 6,5 miliardi di sterline, considerando che nel 2015 il contributo del Regno Unito all'Unione Europe è stato pari a 12,9 miliardi di sterline e che i britannici hanno avuto indietro soltanto 6 miliardi circa, sotto forma di sovvenzioni e pagamenti a organizzazioni.
Ciò significa che, con la divorce bill, il Regno Unito pagherebbe in una unica soluzione l'importo che sarebbe comunque già tenuto a pagare in circa 5 anni di permanenza all'interno dell'Unione Europea. In pratica, si potrebbe dire che quella cifra verrebbe in ogni caso pagata da Londra, e quindi non rappresenta del tutto un aggravio per le finanze pubbliche britanniche. In ogni caso non sarebbe un risultato catastrofico. Se poi pensiamo anche che Londra potrebbe chiedere e ottenere da Bruxelles un pagamento dilazionato nel tempo, ecco allora che la divorce bill diventerebbe ancora più sostenibile per i britannici, tenendo conto di tutti gli effetti positivi che l'economia britannica otterrebbe riavendo indietro la piena libertà di scelta su importanti temi quali il commercio e l'economia.
In sintesi, la cifra di cui si sta parlando in questi giorni non sarebbe per nulla da considerarsi una vera e propria divorce bill. Semmai, questa è, qualunque sia l'importo che si deciderà di far pagare a Londra, la somma di denaro che verrebbe pagata comunque in caso di permanenza, così che, una volta deciso di uscire, si pagherà esattamente quanto si era già stabilito di pagare.

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