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venerdì 11 agosto 2017

Borse ancora in modalità risk-on: comprare la debolezza

Borse ancora in modalità risk-on: comprare la debolezza
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, Head of Business Development and Chief Analyst presso Tier1FX, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qui
Il dollaro continua ad indietreggiare rispetto allo yen, mentre recupera terreno rispetto all'euro. Come valuta i recenti movimenti e cosa si aspetta nel breve per questi due cross?
Per il momento la dinamica dell'euro-dollaro è ancora forte e avremo un primo segnale reale e strutturale di indebolimento solo qualora dovesse rompere l'area di 1,16, sotto cui a mio avviso potrebbe partire una buona correzione. La flessione cui stiamo assistendo in queste ore è semplicemente uno scarico da ipercomprato e non certo un'inversione di sentiment.
C'è una bella divergenza ribassista sul grafico daily dell'euro-dollaro e sono portato a pensare che il test di area 1,16 possa avvenire in tempi anche abbastanza brevi. Per il momento stiamo assistendo solo ad una pausa della dinamica rialzista dell'euro-dollaro, per il quale si profilerebbe un'inversione solo sotto quota 1,16.
Quando sarà raggiunto tale livello probabilmente molti torneranno a provare dei long, mentre in caso di cedimento di area 1,16 si potrà assistere ad un test strutturale di quota 1,145 e quella sarà un'occasione long da non perdere.
Il dollaro-yen sta violando l'area dei 110 in maniera abbastanza decisa e ormai ha disegnato una struttura tecnica molto evidente. C'è una resistenza in area 115 e una zona supportiva a 107/106,8 e fino a quando il dollaro-yen si manterrà in questo trading range non darà indicazioni rilevanti, motivo per cui continuo a pensare che sia sempre l'euro-dollaro la variabile chiave.
Se il dollaro-yen non si riporterà al di sopra dei 110,5 sarà da leggere in dinamica short con il rischio di discese fino a 107,5/107.
Le tensioni geopolitiche favoriscono gli acquisti sull'oro che sta rivestendo il suo ruolo di bene rifugio. Si aspetta ulteriori progressi nel breve?
Stante i venti di guerra che soffiano per via delle tensioni tra Usa e Corea del Nord, l'oro ha smesso di correlarsi alla dinamica del dollaro e ha ripreso a fare da bene rifugio.
Per il gold segnaliamo un livello chiave a 1.265 dollari l'oncia ed eventuali ritorni verso quest'area offriranno occasioni per nuovi acquisti visto che al rialzo può ancora percorrere tanta strada. Il primo obiettivo della dinamica in corso è sul vecchio doppio massimo a 1.295 dollari l'oncia, con successivo target a 1.315 dollari nel medio termine.
Il petrolio ha provato a spingersi oggi oltre quota 50 dollari salvo poi riportarsi al di sotto di tale soglia. Vede ulteriori acquisti nelle prossime giornate?
Per il petrolio, come già segnalato nell'ultima intervista, vedo un primo target a 52 dollari e ritengo che l'oro nero si stia comportando in maniera regolare e non vedo particolari motivi che possano arrestarne l'ascesa.
Il mercato sta correttamente prezzando anche eventuali tagli alla produzione annunciati dall'Opec che non vanno trascurati, per cui il petrolio tutto può fare in questo tranne decelerare. 
I grafici mi dicono che potremo parlare di una debolezza in arrivo quando le quotazioni testeranno i 52 dollari e per il momento il petrolio deve completare il suo movimento verso questo target.
Alla luce di quanto detto fino ad ora, quale messaggio emerge per le Borse? Quali i possibili scenari nel breve?
Da diversi giorni il Dax30 dimostra una grande debolezza e segnaliamo che quella dei 12.0000 punti è una soglia squisitamente psicologica che sembra essere destinata ad una violazione.
La prima zona di supporto dinamico si colloca su livelli più bassi e quindi eventuali acquirenti dovrebbero riaffacciarsi non prima che sia rivista area 11.700/11.650 punti, raggiungibile in caso di cedimento della soglia psicologica a 12.000 punti.
Solo la violazione al rialzo di area 12.350 da parte del Dax30 negherebbe lo scenario descritto poc'anzi, diversamente continuo a pensare che la zona di atterraggio della discesa in atto sia in area 11.700/11.650.
Questo è coerente con il testo intermarket generale che vede un dollaro ancora debole e un gold in apprezzamento, mentre l'euro è inserito in una fase moderatamente correttiva ma ancora inserito in un bel trend rialzista.
I mercati azionari non hanno intrapreso alcun sentiero definitivo e di fatto non è stato approcciato alcun livello che faccia pensare ad uno scenario risk-off. La mossa decisiva per le Borse arriverà allorquando l'euro-dollaro dovesse testare livelli più importanti ad esempio con un pull-back a quota 1,145 o viceversa se il dollaro-yen dovesse darci una chiave di lettura con un test in area 107/106,5.
Quelle attuali sono aree intermedie che rappresentano solo opportunità di trading, senza alcuna lettura direzionale di medio-lungo periodo.
La debolezza sull'azionario va comprata e un approccio di questo tipo è sicuramente da preferire rispetto ad uno shopping sulla forza.

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