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lunedì 7 agosto 2017

Bond oggi: solo in due valute (Pln e Mxn) meglio che in euro

 
E’ andata molto peggio di quanto ci si attendesse: la forza dell’euro ha travolto tutte le altre divise, scese più o meno nei suoi confronti. E per chi opera con le obbligazioni quest’inversione di trend è stata particolarmente penalizzante, ben oltre le aspettative di inizio anno. Così solo due monete hanno guadagnato rispetto all’euro nei primi sette mesi dell’anno: lo zloty polacco (Pln) e il peso messicano (Mxn). La prima ha conseguito il +3,6%, mentre la seconda è progredita del 3,3%. In realtà però nel caso della divisa americana si era registrato un forte crollo negli ultimi mesi del 2016, a seguito delle minacce di ritorsioni economiche da parte di Trump, poi sgonfiatesi.
Dal -0,4 al -11,8%
Tutto il resto ha segnato performance negative, con inevitabilmente le divise di Paesi occidentali a essere meno penalizzate: è il caso di corona svedese (-0,4%), dollaro australiano (-2,2%) e corona norvegese (-3%), arretrate di poco. In calo più accentuato la rupia indiana (-5%), che ha tuttavia registrato una forte volatilità, essendo passata da 74,5 Eur vs Inr di inizio anno ai 68,5 di aprile, per poi ripartire in un trend di indebolimento, che l’ha vista tornare poco lontana dai valori di gennaio. 
Le peggiori sono loro
Comportamento decisamente più sfavorevole per rand, rublo, dollaro Usa e lira turca, cioè proprio quelle solitamente preferite – assieme al real brasiliano – dagli investitori in bond per i maggiori rendimenti garantiti. In tutti i casi l’incasso delle cedole non ha potuto compensare le perdite in conto capitale per posizioni aperte da tempo. La valuta sudafricana ha dissipato un 8,3%, seguita dalla russa (-9,6%), dalla statunitense (-11,3%) e dalla lira turca (-11,8%).
Varie ragioni per tanta forza
I dati macroeconomici dell’eurozona sono nettamente migliorati e spingono l’euro, motivo trainante del movimento globale in atto. Le incertezze su quanto avviene negli Usa e il possibile lento riavvio di una normalizzazione monetaria da parte della Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) sono altre ragioni decisive di una situazione abbastanza anomala, data la decisa direzionalità del movimento dell’euro rispetto a quasi tutte le altre valute. Ora qualcosa sta cominciando forse a cambiare e alcuni analisti prevedono che nei prossimi mesi si assisterà a un parziale ma volatile recupero di quelle più indebolitesi nella prima parte del 2017. Solo a settembre si avrà tuttavia un quadro più chiaro se la forza dell’euro è in una fase transitoria o rappresenta una definitiva inversione rialzista di lungo periodo.

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