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mercoledì 23 agosto 2017

Bond oggi: in un mercato attendista le star sono loro

 
C’è apprensione su news e indiscrezioni provenienti da Jackson Hole (Usa), dove i banchieri centrali del mondo si riuniranno da domani. Il mercato si muove così un po’ alla carlona, sull’onda di sentiment poco uniformi. Lo dimostra il fatto che si evidenzino scollamenti di prezzi su identici titoli quotati in Borse diverse, con “spread” che si ampliano qua e là, complici i bassi volumi. 
Sui Btp meglio indugiare
Mentre il Future (Francoforte: 923414 - notizie) del Bund è fermo sui 164 punti, quello relativo al Btp mette a segno una brutta candela rossa, non sufficiente però a modificare il quadro delle valutazioni tecniche. Sono logicamente i lunghi a soffrire, con il 2,8% scadenza 2067 in calo dell’1,4% e il 2,7% scadenza 2047 in arretramento dell’1,35%. L’irrazionalità è dimostrata dal fatto che il titolo più scambiato di ieri è stato il Btp Italia aprile 2020, che rende – extra fattore inflattivo – lo 0%. Intanto il Btp 0,35% scadenza 2021 retrocede dello 0,26% a 99,16 euro, invertendo un trend rialzista durato per oltre un mese. Il quadro appare talmente incerto che qualsiasi strategia rischierebbe di essere smentita nell’arco di poche ore. Quindi meglio attendere. 
Idem come sopra per gli high yield
Indecisione anche per la categoria più amata dagli obbligazionisti negli ultimi mesi, ovvero gli high yield. Da maggio è un calo continuo per gli Etf riferiti a questa categoria, nella versione non protetta sul cambio. Le notizie provenienti dagli Usa – mercato leader di tali emissioni – lasciano intendere che non si dovrebbe assistere nel breve termine a una tempesta nel settore, con i “default” dati al 3% per fine anno, percentuale allineata alla media dell’ultimo biennio. Un’intenzione di prese di profitto viene comunque confermata dagli Etf high yield anche nella versione a cambio coperto. Inoltre la liquidità del mercato sulle singole emissioni ha evidenziato indebolimento nelle ultime settimane, complice il periodo estivo. 
I titoli in evidenza ieri
I bond di Fiat Chrysler si sono dimostrati molto volatili anche ieri, con il 3,75% scadenza 2024 (Isin XS1388625425 – lotto 100.000 euro) ai vertici degli scambi su ExtraMot, ma con prevalenza di vendite e una chiusura in negativo dello 0,18%. Il trend ribassista sui Btp lunghi ha trovato riscontro in un calo dello 0,68% del Telecom Italia (Amsterdam: TI6.AS - notizie) 5,25% scadenza 2055 (Isin XS0214965963 – lotto 100.000 euro), pur con un numero di contratti contenuto. Su Tlx prosegue la fase di difficoltà delle obbligazioni del Venezuela, con - per esempio - il 9,25% scadenza 2027 (Isin US922646AS37 – lotto 1.000 Usd) in forte “downside”, essendo sceso quasi a quota 41. Ancora primi nei contratti i tassi variabili di Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) , sebbene le variazioni di prezzo restino sempre contenute. Il Tv Call Sub 03mg25 (Isin IT0005087116 – lotto 10.000 euro) non riesce a rompere definitivamente quota 100 da vari giorni, pur avendola superata mercoledì 16. L’incongruenza del mercato è confermata – sempre su Tlx – dal fatto che, nell’ambito dei corporate, i titoli in $ con maggiori rialzi sono stati ieri un tasso fisso lungo (+ 2% il Ford Motor (Swiss: F-USD.SW - notizie) 7,125% 15nv25 – Isin US345370BN94 – lotto 5.000 Usd) e un tasso variabile (+1,12% il General Electric (Euronext: GNE.NX - notizie) -Tv 13mg24 – Isin US36962GL367 – lotto 1.000 Usd). Più illogicità di così! Infine la Grecia: mentre il sentiment generale registra un ulteriore miglioramento nelle ultime settimane, ieri sugli “step up” si è registrato un po’ di affaticamento. 

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