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martedì 8 agosto 2017

Bond oggi: con il dollaro che si fa? E’ già tempo di buy?


 
Ancora vicino agli 1,18 contro euro, il dollaro rappresenta uno dei maggiori motivi di ansietà per gli obbligazionisti. Vendere? Comprare? Comunque quale stratega adottare? Le risposte non sono semplici, poiché gli indicatori tecnici si contraddicono nelle istruzioni operative. I corti suggeriscono un “buy” ma quelli dal “daily” in poi continuano a confermare un deciso “sell”. Quindi per chi opera con i bond il responso procede nella direzione dello stare fermi. C’è tuttavia chi comincia a prevedere fasi di volatilità, che potrebbero essere un primo segnale di entrata per trading non troppo rischiosi, adatti a chi vuole evitare strumenti finanziari più complessi. Occorre in ogni caso segnalare quattro fattori importanti.
  1. Molti analisti di banche d‘affari propendono ancora per una debolezza strutturale del dollaro, con obiettivi tecnici oltre gli 1,20 Eur vs Usd, ma c’è chi pronostica perfino gli 1,25.
  2. Il “long” sull’euro sarebbe ulteriormente confermato dalla rottura – come “pivot point” – di 1,1883 e poi di 1,199 e infine di 1,207.
  3. Un segnale di inversione si avrebbe solo sotto 1,175 su base di chiusura “daily” e 1,15 su quella “weekly”. Il secondo valore va preso in considerazione come “pivot point” capace di indicare di nuovo effettiva forza per il dollaro.
  4. L’elemento chiave che potrebbe (il condizionale è d’obbligo) ridare fiato al biglietto verde sta nelle riforme tanto annunciate e poco avviate della Presidenza Trump.
Qualche consiglio concreto
Cosa può fare l’obbligazionista in un simile contesto? Questi vari suggerimenti.
  1. Per chi è già investito vendere ora posizioni in portafoglio avrebbe poco senso, perché successivi cambi per un rientro su ulteriore debolezza non ipotizzano attualmente margini tali da compensare commissioni, “spread” di mercato e “spread” valutari, questi ultimi i più gravosi per la maggior parte degli intermediari utilizzati.
Raddoppiare le posizioni in essere, riacquistando pari importo di obbligazioni in $ in portafoglio, è una strategia possibile solo per chi ha importi modesti, con incidenze marginali sul totale del patrimonio, soprattutto se di un certo peso. Comunque in estate gli “spread” di mercato sono meno favorevoli e si rischia di pagare costi aggiuntivi in presenza di poca certezza sui trend futuri della divisa. Incassare le cedole e poi acquistare altri bond in $ è la strategia migliore. Permette di riadeguare il livello medio del cambio senza esporsi a maggiori rischi. Per chi non è investito l’apertura di una posizione si può realizzare con un piano di acquisti successivi in presenza di ulteriore debolezza. I titoli da preferire non devono avere scadenza oltre 4 anni ed è preferibile scegliere una doppia esposizione, su un tasso fisso e un tasso variabile. Per esempio. Per il tasso fisso: Eib/Bei – cedola 1,125% - scadenza 15/8/2019 – Isin US298785HE99 – taglio 1.000 Usd – liquidità media – quotazione attuale 99,3 Usd – rendimento 1,51%; per il tasso variabile: Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) – cedola indicizzata Usd Libor 3 mesi + 0,70% - scadenza 6/5/2020 - Isin IT0005092330 – taglio 2.000 Usd – liquidità media – quotazione attuale 99,4 Usd – rendimento 2,18%. Nell’attuale fase estiva entrambi i titoli – come molti altri – evidenziano scambi piuttosto modesti. Per chi volesse sfruttare infine la possibile volatilità della valuta è raccomandabile scegliere un’emissione a tasso variabile corta, con “spread” denaro/lettera solitamente molto contenuto. E’ il caso, per esempio, del titolo: Banca Imi – t.v. con indicizzazione Usd Libor + 0,21% - scadenza 13/3/2019 – Isin IT0005001422 – taglio 2.000 Usd – liquidità buona – quotazione attuale 99,10 Usd. 

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