-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

mercoledì 9 agosto 2017

Asia in negativo. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,29%


Dopo il negativo martedì di Wall Street (il Dow Jones Industrial Average ha chiuso a nove la striscia di sedute consecutive sui massimi, restando comunque ampiamente sopra quota 22.000 punti), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza ribassista si conferma, complici le tensioni geopolitiche nell'area ancora una volta legate alla Corea del Nord.
Tensioni che hanno visto gli investitori rivolgersi verso i beni rifugio, come l'oro, in progresso dello 0,30% circa (il metallo prezioso si era apprezzato già martedì). Si rafforza di circa lo 0,40% anche lo yen sul dollaro e a Tokyo il Nikkei 225 chiude con un deciso ribasso dell'1,29% (fa appena meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi di un netto 1,10%).

Declino superiore all'1% anche per il Kospi di Seoul. Sul fronte macroeconomico, in luglio il tasso di disoccupazione in Corea del Sud è calato al 3,5% dal 3,8% registrato in giugno (3,6% in maggio). Il dato si confronta con il 3,5% del luglio 2016 e il 3,8% del consensus.
Per quanto riguarda le materie prime, oltre al rafforzamento dell'oro e al nuovo declino del petrolio, da segnalare la performance dei metalli industriali.
L'alluminio in consegna a tre mesi ha toccato un guadagno dell'1,75% martedì al London Metal Exchange (portando a oltre il 18% l'apprezzamento da inizio anno) a 2.008 dollari la tonnellata. La quota di 2.000 dollari è stata superata per la prima volta in tre anni mentre e la corsa dell'alluminio ha contribuito alla performance dell'Lme Metal Index, che monitora l'andamento dei sei principali metalli industriali, che martedì ha toccato i massimi dal 2014.

E a Sydney il progresso del comparto minerario (positivo per altro anche l'andamento dei finanziari), contribuendo al guadagno dello 0,38% dell'S&P/ASX 200.
Secondo quanto comunicato dall'Ufficio nazionale di Statistica di Pechino, in Cina l'inflazione è rallentata in luglio all'1,4% annuo dall'1,5% registrato in maggio e giugno.
Era dell'1,5% anche la stima del consensus del Wall Street Journal (in aprile l'incremento era stato invece dell'1,2%). Il dato resta ampiamente lontano dal target di Pechino del 3% per l'intero 2017. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni, lo Shanghai Composite è in declino di circa lo 0,30% mentre lo Shanghai Shenzhen Csi 300 è sostanzialmente invariato.

In positivo intorno allo 0,30% lo Shenzhen Composite. A Hong Kong, invece, l'Hang Seng perde circa lo 0,40% (fa decisamente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, il cui declino è superiore all'1%).
(RR - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.