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martedì 22 agosto 2017

Acquisizioni: l'UE prepara il suo "Great Wall" contro Pechino


Non c'è alcun riferimento alla vicenda Great Wall-FCA né si cita esplicitamente la Cina, ma è chiaro che almeno da parte italiana la tempistica può risultare non casuale.
Dai corridoi della Commissione Europea filtra oggi un documento datato 28 luglio con le firme di Angela Merkel, Paolo Gentiloni e del neo-eletto Emmanuel Macron, in cui i tre Capi di Governo chiedono in sostanza alla Commissione europea di mettere a punto degli strumenti efficaci contro l'eccessiva invadenza dei grandi investitori cinesi in settori chiave dell'industria europea. 
Un appello che ha già un precedente in un'altra lettera congiunta spedita a febbraio, quando i rappresentanti delle tre maggiori potenze industriali europee si erano rivolti a Bruxelles con toni altrettanto preoccupati.

Allora però le richieste erano state più generiche, mentre adesso arriva una lista articolata in punti con tanto di punti programmatici per frenare l'ondata di acquisizioni "ostili" da parte dei grandi gruppi asiatici.

I punti del documento

Sono diverse le proposte avanzate nella lista messa a punto dai ministeri dell’industria di roma, Parigi e Berlino.
Si sottolinea anzitutto la necessità che le regole europee garantiscano ai singoli Stati membri dell'Unione di valutare insieme alla Commissione i casi di investimenti esteri in aziende considerate sensibili.
Inoltre, viene chiesto che tutti i Paesi diano notizia ogni sei mesi di tutti gli investimenti esteri per coordinare il monitoraggio a livello comunitario, e che la Commissione stili poi ogni due anni un rapporto sulle politiche di sussidi garantiti alle loro aziende dai Paesi di provenienza degli investimenti.
Nucleo del documento è poi la richiesta di rafforzare gli strumenti a disposizione delle singole nazioni per bloccare o sottoporre a condizioni stringenti gli investimenti, quando questi ultimi provengono da Paesi dove non vigono regole di mercato in linea con gli standard continentali e che non rispettano il principio di reciprocità.
Un potere considerato necessario soprattutto quando l'invadenza straniera ha effetti rilevanti su settori considerati strategici, o le società prese di mira si occupano di “tecnologie abilitanti” per lo sviluppo di un Paese.

Italia e Germania in prima linea

Più limitato in Francia, il problema sta diventando sempre più pressante in Italia, dove a parte le acquisizioni "vetrina" di Milan e inter e le continue incursioni nel settore della moda, lo shopping cinese è ormai all'ordine del giorno (l'ultimo caso è quello di Permasteelisa, la multinazionale di costruzioni finita in questo ore al gruppo cinese Grandland).
Il precedente più scottante è però quello dell'acquisizione del colosso tedesco della robotica per l'industria Kuka, finito in mani cinesi nel 2016.

E' da allora che il governo di Angela Merkel lavora per prendere le contromisure, e fronteggiare un fenomeno che rischia di sottrarre alla Germania il prezioso know-how dell'apparato industriale tedesco.


Fonte: News Trend Online

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