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martedì 29 agosto 2017

3 azioni con un dividend yield di oltre il 3%

Le azioni dell'healthcare con rendimenti del dividendo elevati sono meno di quante si creda, avverte Keith Speights dalle pagine di The Motley Fool (almeno se si intende come "elevato" un dividend yield superiore al 3%, precisa, e se si lasciano fuori dalla lista i numerosi fondi immobiliari (REIT) specializzati nel settore).
Tra le poche che rispondono a questo criterio di scelta ce ne sono però alcune che appaiono particolarmente attraenti in questa fase. Ecco quali. 

 AbbVie (NYSE: ABBV)

Il primo suggerimento è per il colosso di Chicago AbbVie, che ha tra i numerosi punti di forza proprio il suo dividendo: la società offre ai prezzi attuali un rendimento di oltre il 3,5%, vanta un lungo track record di incrementi del payout, e ha tra l'altro margini per nuovi ritocchi della cedola visto che usa attualmente una quota di meno del 60% della liquidità disponibile per finanziare le distribuzioni.

Si tratta dunque, suggerisce Speights, di un titolo ideale per investitori alla ricerca di aziende con buone prospettive di crescita e che garantiscano anche un reddito: in media, gli analisti di Wall Street prevedono che nei prossimi 5 anni il gruppo incrementerà a un ritmo del 14% l'anno i suoi profitti, spinti, oltre che dal farmaco più venduto al mondo - l'Humira - anche da uno dei migliori portafogli prodotti nel settore farmaceutico e da numerosi prodotti candidati che potrebbero rivelarsi solide fonti di nuovi ricavi una volta ottenute le autorizzazioni della Food and Drug Administration.

Ultimo aspetto da non sottovalutare al netto dei fattori di rischio (Speights cita la minaccia dei farmaci biosimilari che competono con l'Humira): il titolo presenta al momento anche una valutazione ragionevole, scambiando circa 11 volte l'utile atteso.

Pfizer (NYSE: PFE)

Più attraente ancora di quello di AbbVie è il dividendo pagato agli azionisti della multinazionale newyorchese Pfizer, che offre alle quotazioni attuali un dividend yield del 3,83%.

Anche se ha una storia di aumenti ininterrotti della cedola più breve, ricorda Speights, non c'è alcun dubbio che il management della compagnia consideri le politiche di redistribuzione dei profitti un componente chiave del suo rapporto con gli investitori: un impegno consentito dagli alti livelli di cash flow generati, e che dovrebbe tenere al sicuro le distribuzioni nei prossimi anni.
Nel frattempo, restano solide le performance di mercato dei prodotti di punta del gruppo - dall'anticoagulante Eliquis all'Ibrance, utilizzato nel trattamento di patologie tumorali - e sono promettenti alcuni prodotti che hanno appena ricevuto il via libera della FDA. Tra questi, l'Eucrisa (dermatite): approvato a dicembre 2016, il farmaco potrebbe raggiungere un picco di vendite annuali di 2 miliardi di dollari.

Quanto ai rischi downside, la minaccia più importante che Pfizer deve fronteggiare è lo spirare dei suoi brevetti esclusivi, che continua a pesare sui dati delle vendite. Nonostante questo, precisa Speights, gli analisti di Wall Street sono convinti che la società sia ben posizionata per aumentare i suoi profitti di circa il 6% l'anno nel corso del prossimo lustro. che è un po' più costoso di AbbVie (rapporto prezzo-utile di 12 volte).

Sanofi (NYSE: SNY)

Da tenere presente infine per un acquisto nel settore farmaceutico è il gruppo francese Sanofi, il cui dividendo è un po' meno generoso di quelli di AbbVie e Pfizer ma non per questo poco allettante: il titolo rende in questo momento circa il 3,37% e ha tutte le potenzialità per continuare a crescere in futuro.

Catalizzatore chiave in questo caso è il successo del Toujeo, un’insulina basale di nuova generazione per il trattamento del diabete mellito di tipo 1 e di tipo 2 negli adulti (e disponibile dal 14 febbraio scorso anche in Italia) le cui vendite nel primo semestre 2017 sono schizzate su base annuale del 65%.
Stanno inoltre ben performando anche i due prodotti di punta di Sanofi  nel segmento dei farmaci per la sclerosi multipla, l'Aubagio e il Lemtrada (vendite combinate in aumento del 32% anno su anno). E' proprio per queste due aree di mercato che Sanofi è tra i tre titoli in rassegna quello con la migliore performance borsistica nel 2017, con le azioni cresciute di oltre il 20% da inizio gennaio a ora.

Tanto che i multipli borsistici della società sono anche un po più più impegnativi di quelli dei concorrenti: il titolo tratta con un rapporto prezzo utile di circa 14 volte l'utile atteso. Per il resto, i venti contrari che possono sbarrare la strada verso nuovi guadagni sono in parte gli stessi che valgono per Pfizer (minaccia dei biosimilari ai suoi farmaci più vecchi) e in parte una relativa debolezza della sua divisione di farmaci generici negli Stati Uniti  e in Europa. Nonostante ciò, conclude Speights, anche Sanofi resta una buona scelta per investitori di lungo periodo alla ricerca di un solido dividendo.
Fonte: News Trend Online

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