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martedì 29 agosto 2017

1 milione in fuga da Londra


Fuga da Alcatraz? No, semplicemente fuga da Londra. Questo, in estrema sintesi, il panorama che si sta delineando nella più internazionale delle capitali che tanto internazionale ormai non è più. 

Un milione pronto a partire

Stando agli ultimi sondaggi, infatti, diverse decine di migliaia di persone sarebbero intenzionate a lasciare l'isola di Sua Maestà (Kpgmparla di oltre 1 milione) per l'acuirsi delle tensioni tra inglesi e cittadini Ue.
Poco dopo l'ufficializzazione della ripresa dei colloqui per definire il tortuoso percorso di divorzio tra UK e Ue, un percorso reso ancora più complesso per via delle lamentele del capo negoziatore europeo Michel Barnier e delle ambiguità nelle trattative da questi attribuite ai rappresentanti inglesi e ancora di più ai papers che Londra ha presentato a Bruxelles, documenti che Jean-Claude Juncker ha definito insoddisfacenti.

Il pomo della discordia, infatti è proprio lo status dei cittadini europei, avvolto ancora nell'incertezza. Una situazione difficile da portare avanti, tanto che alla fine di agosto sono già oltre 33mila le persone che hanno abbandonato la nazione stando alle cifre rese note dall'Ufficio di statistica inglese; numeri alla mano la migrazione netta è scesa di 81mila unità tra aprile 2016 e marzo 2017, rispetto ai 12 mesi precedenti.

Colloqui difficili

Oltre ai diritti dei cittadini le altre questioni sul tavolo riguardano l'accordo finanziario e le frontiere tra Irlanda e Irlanda del Nord, giudicate dalla Commissione Ue come tematiche particolarmente urgenti, mentre la circolazione delle merci dopo la Brexit, argomento caro a Londra non è stato incluso dal capo-negoziatore dell'Ue tra i punti salienti dei colloqui come invece vorrebbe fare il governo di Theresa May.
Ad emigrare sarebbero per lo più di lavoratori specializzati, altamente qualificati presenti nel campo della ricerca, dell'ingegneria e, come prevedibile, in quello della finanza.

Una percentuale che dal giorno del referendum, oltre un anno fa, potrebbe aumentare anche in seguito agli ultimi, imbarazzanti inconvenienti registrati negli ultimi giorni in seguito all'invio del tutto accidentale di un centinaio di lettere, da parte del governo inglese, ad altrettanti cittadini ai quali si chiedeva di lasciare entro 30 giorni il suolo britannico.
In realtà questo è stato l'ultimo di una serie di gaffe del governo May ancora incapace di gestire lo status di centinaia di migliaia di lavoratori che, regolari fino a poco più di un anno fa, adesso rischiano effettivamente l'espulsione.
Fonte: News Trend Online

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