-

Class CNBC
Share Video
Share Video
-04:40Live-04:40
Live

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 3 luglio 2017

UBS: anche una Fed guidata da Ivanka Trump alzerebbe i tassi


L'ipotesi di un ulteriore rialzo quest'anno dei tassi di riferimento da parte dei banchieri centrali USA resta pienamente valida nonostante i recenti segnali di debolezza dell'inflazione americana. E in ogni caso la strategia di normalizzazione delle politiche monetarie avviata dalla Federal Reserve rimarrà prevedibilmente invariata chiunque ci sarà alla sua guida dopo Janet Yellen, prossima alla scadenza di mandato. 
E' questo il messaggio lanciato dall'economista di UBS Wealth Management Paul Donovan, che intervistato dalla rete CNBC sceglie la via dell'iperbole per spiegare la sua view sui prossimi passi della Fed:  fosse pure Ivanka Trump a guidare l'istituto l'anno prossimo, il piano di stretta monetaria proseguirà con buone probabilità sul solco già tracciato dall'attuale board, che si sta preparando a "blindare" le tappe del percorso di normalizzazione. 

La view di UBS

"I policy-makers stanno prendendo atto del fatto che abbiamo adesso una crescita economica più normale, un'inflazione più normale", è la convinzione dell'analista.

Ed è per questo motivo che la Fed, che a giugno ha già optato per un nuovo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, ora in un range tra 1% e 1,25%, rispetterà prevedibilmente l'anticipazione di un altro ritocco del costo del denaro entro dicembre.
Donovan ritiene infatti  che i ragionamenti sulle decisioni del Fomc (il braccio di politica monetaria della Fed) debbano tenere conto del fatto che si è ormai messa in moto negli Stati Uniti una "exit strategy di lungo periodo" dalle politiche accomodanti, che sarà "molto difficile capovolgere" indipendentemente da chi ci sarà alla guida dopo la Yellen. 
Una strategia che l'attuale Presidente, presa ripetutamente di mira da Trump durante la campagna presidenziale con l'accusa di tenere basso il costo del denaro per ragioni politiche, sta cercando di fissare prima che si concluda il suo mandato a gennaio del 2018.

E che sembra destinata a realizzarsi nonostante alcuni dati problematici affiorati nell'ultimo periodo.

Segnali contrastanti

L'ultimo, giunto venerdì scorso, ha mostrato che l'inflazione americana è cresciuta a maggio dell'1,4% rispetto a un anno prima, lontano dal target del 2%.
E non è un caso che il mercato dia ora, se se si guarda ai future sui Fed Fund, solo una probabilità del 54% a un altro rialzo dei tassi di interesse nel 2017, in calo dal 62% di marzo. 
Ulteriori segnali cui prestare molta attenzione arriveranno in ogni caso proprio questa settimana.

Mercoledì prima, con la pubblicazione delle minute dell'ultimo meeting del Fomc (su questo fronte, il mercato presterà particolare attenzione a qualsiasi spia proprio sul tema inflazione, su cui la Fed ha abbassato le previsioni alla riunione di giugno). Venerdì sarà arriveranno altri importanti numeri sul fronte macro, con la diffusione dei dati sull'occupazione di giugno: il consenso prevede che il tasso di disoccupazione rimanga stabile al 4,3%.
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.