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giovedì 6 luglio 2017

Ritornano le (tante) auto blu


Chiunque abbia creduto che lo spreco delle auto blu, spreco tra i tanti della politica italiana, fosse stato risolto, rimarrà deluso. Spending review, polemiche e soprattutto post di indignazione, nulla hanno potuto contro un sistema radicato che ha la caratteristica di essere metamorfico e particolarmente resiliente anche di fronte ai provvedimenti più drastici.
In altre parole: si può tentare di strappare la malerba ma alla fine ricrescerà sempre. E lo stesso è accaduto co le autoblu.

I numeri 

Secondo le stime del 28 febbraio 2017 fornite dalla società di data management Twig, si sono registrate ben 8.791 auto in più che hanno portato il saldo dal precedente 20.891 esemplari del 2016 agli attuali 29.682. In realtà si tratta semplicemente di un riallineamento dei dati ovvero di comunicazioni aggiornate alle ultime comunicazioni dettate dalle amministrazioni. Quello delle autoblu è un problema che è sul proscenio da diversi anni ma che è molto difficile da risolvere, paradossalmente, proprio a causa dei problemi di catalogazione e classificazione.

Un primo esempio arriva in primis dalle amministrazioni comunali, storicamente diffidenti nella comunicazione alle sedi governative dei dati destinati, poi, alla revisione della spesa. Tra questi anche i numeri riguardanti le autoblu: 16mila nel 2016 contro le 8mila unità dell'anno precedente.
Anche in questo caso si tratta di numeri che cambiano a seconda dei criteri di catalogazione.

La situazione nei comuni

Altro esempio su scala nazionale arriva proprio dall'inizio di questa storia ovvero quando, nel 2014 un decreto del ministero della Funzione pubblica tagliava dal conteggio tutti gli autoveicoli destinati al contrasto delle frodi alimentari, alla manutenzione della rete stradale Anas, alla difesa, alla pubblica sicurezza e ai servizi sociali e sanitari.
In altre parole un gruppo di oltre 40mila autoblu che, per legge, non erano più considerabili tali. La classifica dei comuni con il maggior numero di auto di pubblica amministrazione con annesso autista vede al primo posto Oristano, seguito da Trapani, Brindisi, Messina, Cosenza e Matera.
Guardando le auto di servizio ovvero quelle che non necessariamente vedono un autistala classifica è guidata da Torino e sorprendentemente, Roma è solo seconda: 294 contro 146 della capitale
Fonte: News Trend Online

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