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lunedì 3 luglio 2017

Rimbalzo USD. Investitori tornano a concentrarsi sulla stretta

Swissquote
Rimbalzo USD. Investitori tornano a concentrarsi sulla stretta
L’AUD estende le perdite sulla scia del rimbalzo del biglietto verde
By Arnaud Masset
Dopo una settimana dolorosa, il dollaro USA ha iniziato la settimana con il piede giusto, estendendo i guadagni contro gran parte delle altre valute. La scorsa settimana l’indice del dollaro era crollato del 2% sull’onda del brusco apprezzamento della moneta unica (+2,07%), del loonie (2,34%) e della sterlina britannica (+2,41%). Lo yen giapponese è stata l’unica divisa del comparto G10 a perdere terreno (-1%), perché gli investitori sono tornati ad asset più rischiosi alla ricerca di rendimenti.
Nonostante il solido andamento della scorsa settimana, stamattina anche il dollaro australiano è scivolato dello 0,22% contro il biglietto verde. Dal 9 maggio, l’AUD si muove in un canale rialzista compatto, e il cambio AUD/USD è salito da 0,7329 a 0,7712, un rialzo del 5,20%. Sembra però che la festa stia per finire.
Le cifre sui permessi di costruzione, pubblicate stamattina, hanno deluso le attese, in calo del -19,7% a/a, o del -5,6% su base mensile; ciò dimostra che il raffreddamento del mercato immobiliare residenziale australiano è ormai una tendenza. La contrazione dei permessi per la costruzione di case nuove ha due effetti principali.
Da un lato, il rallentamento del settore delle costruzioni, che negli ultimi anni era stato un solido catalizzatore di crescita, peserà sull’economia nella seconda metà dell’anno. Dall’altro, dà un po’ di respiro alla banca centrale australiana (Reserve Bank of Australia, RBA), consentendole di aggiustare liberamente la sua politica monetaria, senza doversi preoccupare di alimentare la bolla immobiliare.
Una resistenza chiave giace a 0,7750 (massimo 21 marzo), cui segue 0,7849 (massimo 18 giugno 2015). Al ribasso, il supporto più vicino si osserva a 0,7566 (38,2% di Fibonacci sul rally di maggio e giugno). Stando ai dati della CFTC, il 27 giugno le posizioni lunghe speculative nette hanno raggiunto il 21,95% delle posizioni complessive. La potenziale liquidazione di queste posizioni genera un importante rischio al ribasso per l’AUD/USD.
Turbolenze politiche in Giappone
By Peter Rosenstreich
L’ondata globale del populismo alla fine ha raggiunto anche le coste giapponesi. In una svolta storica, domenica il partito “Prima i Cittadini di Tokyo” della governatrice di Tokyo Yuriko Koike e i suoi alleati hanno ottenuto una netta vittoria alle elezioni dell’assemblea metropolitana della città nipponica.
Il partito politico, praticamente sconosciuto al di fuori di Tokyo, ha ottenuto 79 dei 127 seggi di governo, mentre il numero di rappresentati del partito LDP è crollato al minimo storico di 23 seggi.
Questo risultato senza precedenti indica che il Giappone è sempre meno soddisfatto dell’amministrazione del primo ministro Abe e dei leader del partito LDP. Si sono sommate questioni interne, come la preparazione delle Olimpiadi a Tokyo, l’autorizzazione di scuole private e un processo legislativo accelerato contro il terrorismo.
Ciò costituisce un avvertimento: a livello nazionale, l’insoddisfazione per l’operato di Abe eroderà ulteriormente il sostegno all’LDP. Ma anche la popolarità della maggior forza di opposizione – il Partito Democratico – è bassa.
Sebbene i risultati delle elezioni abbiano avuto un impatto minimo sui mercati finanziari, nel lungo termine metteranno in discussione l’Abeconomia e la politica monetaria ultra-accomodante della BoJ.
Un capovolgimento della politica attuale avrebbe conseguenze profonde, perché la strategia sta sostenendo i prezzi delle azioni e mantenendo lo yen debole. Se la BoJ diminuisse il suo impegno nell’acquisto di asset e nel sostenere la curva dei rendimenti, lo yen compierebbe con facilità un rally, spingendo l’USD/JPY verso 90.
Ora l’USD/JPY, molto sensibile ai tassi d’interesse, sarà trainato dalle variazioni del differenziale fra i tassi USA/Giappone. Visto che i tassi giapponesi sono immobili, saranno i rendimenti dei titoli USA a scadenza breve a spingere al rialzo l’USD/JPY. Il mercato sta sottovalutando l’impegno della Fed per tassi d’interesse più alti, e anche, come prevediamo, un rialzo del tasso di 25 punti base a dicembre. Dal momento che i dati USA si stanno consolidando e i commenti della Fed sostengono una stretta dei tassi d’interesse, il nostro obiettivo è 114, tenendo conto di un rialzo a dicembre.

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