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mercoledì 5 luglio 2017

Report dei mercati



Wall Street rimane chiusa per l’Indipendence Day
Wall Street non ha scambiato martedì 4 luglio per la celebrazione dell’Indipendence Day (il Giorno dell’Indipendenza). Lunedì, con la sessione terminata alle 13 (le 19 italiane), il Dow Jones Industrial Average aveva guadagnato lo 0,61% contro il progresso dello 0,23% dell’S&P 500 e il declino dello 0,49% del Nasdaq Composite.
MERCATI ASIATICI
Mercati asiatici in rialzo. Il Nikkei 225 guadagna lo 0,25%
Martedì Wall Street è rimasta chiusa per la celebrazione dell’Indipendence Day e, nonostante le tensioni geopolitiche nella regione proseguano (in scia all’ennesimo test missilistico della Corea del Nord), l’Asia vive una seduta di generalizzato rialzo. Unica voce fuori dal coro, ancora una volta, è Sydney: con i titoli del comparto minerario in netto progresso (i colossi Bhp Billiton e Rio Tinto guadagnano oltre il 2%), l’S&P/ASX 200, rimbalzato dell’1,75% lunedì, è l’unico dei principali indici dell’Asia-Pacific in negativo e segna una perdita dello 0,35% in chiusura.
In assenza di dati macroeconomici di rilievo, e in attesa dei verbali del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) relativi al meeting di 13-14 giugno che saranno pubblicati in serata, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in declino dello 0,10% circa mentre lo yen, apprezzatosi dello 0,60% martedì, continua a guadagnare terreno. Questo, però, non impedisce al Nikkei 225 di Tokyo di segnare una crescita dello 0,25% (fa meglio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,55%). In positivo, con un progresso dello 0,30% circa, anche il Kospi di Seoul.
La tendenza rialzista è confermata dal guadagno, seppure marginale, dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si era però deprezzato dello 0,60% martedì in relazione alle tensioni in Corea del Nord. Tra i pochi dati macroeconomici in uscita, è tornato a calare, e significativamente, il Pmi nel settore dei servizi in Cina elaborato da Markit/Caixin, attestatosi in giugno a 51,6 punti dai 52,8 punti di maggio (51,5 punti di aprile). A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in progresso intorno allo 0,40% e allo 0,60% rispettivamente.
Guadagna circa lo 0,60% anche lo Shenzhen Composite. Dopo lo scivolone di martedì recupera terreno Hong Kong: l’Hang Seng, che aveva perso l’1,56% nella precedente seduta (peggiore performance tra i principali indici della regione), è in crescita di circa lo 0,40% (andamento sostanzialmente identico per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China).
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MERCATI EUROPEI
Borse europee in leggero ribasso, crolla Banco Popular
Avvio negativo per le Borse europee, il Dax30 di Francoforte cede lo 0,1%, il Cac40 di Parigi lo 0,1% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,3%. Sopra il riferimento la borsa di Londra con il Ftse100 in crescita dello 0,1%
Tra i singoli titoli si segnala il netto ribasso di Banco Popular (-6,5%): Banco Santander (-0,02%) prevede che i significativi rischi derivanti dal salvataggio del Banco Popular Español possano avere un effetto negativo sui suoi profitti. Indicazioni emerse, come riporta Reuters, dalla documentazione inviata martedì agli investitori in relazione all’aumento di capitale da 7,1 miliardi di euro a copertura dei costi necessari per l’operazione annunciata in giugno sulla banca connazionale. Il Santander ha evidenziato l’esistenza di un “numero indeterminato” di potenziali cause legali legate all’acquisizione del Banco Popular. Secondo le fonti citate da Reuters, il costo di tali contenziosi potrebbe arrivare a 2 miliardi di euro.
In luce Persimmon (+3,8%) a Londra, dopo l’annuncio nel suo trading update che nei primi sei mesi dell’esercizio i ricavi complessivi sono cresciuti del 12% a 1,66 miliardi di sterline (1,88 miliardi di euro al cambio attuale). Il gruppo britannico delle costruzioni ha registrato nel semestre il progresso dell’8% annuo delle vendite di case a 7.794 unità. Nei sei mesi allo scorso 30 giugno i prezzi medi di vendita sono invece aumentati del 3,5% a 213.000 sterline (242.000 euro).
Ocado Group ha aperto la seduta a Londra in progresso del 2% (a fronte di un Ftse 100 sostanzialmente invariato), dopo che il supermarket online britannico ha comunicato risultati relativi al primo semestre segnati da utili prima delle tasse in calo da 8,6 a 7,7 milioni di sterline (da 9,8 a 8,7 milioni di euro). Nelle 26 settimane allo scorso 28 maggio, però, i ricavi di gruppo sono cresciuti del 22,2% a 713,8 milioni di sterline (circa 810 milioni di euro), a fronte dell’incremento del 15,6% dei volumi degli ordini (a una media di 260.000 ordini la settimana).
Sulla piazza di Londra brillano anche le società minerarie Glencore (+1,7%) e BHP Billiton (+1,5%).
Poco mossa Renault (+0,2%) dopo aver annunciato la firma di un accordo per acquisire il 35% del capitale di una nuova joint venture, Autonomous Vehicle Simulation (Avs), formata con Oktal, sussidiaria di Sogeclair, società di Tolosa attiva nel settore aerospaziale e nei sistemi di simulazione. Non sono stati resi noti i dettagli dell’operazione che permetterà al gruppo automobilistico francese e a Renault-Nissan Alliance di spingere ulteriormente sullo sviluppo di tecnologie per l’automazione dei veicoli (la partnership franco-nipponica si è già impegnata a lanciare dieci modelli con funzionalità di guida autonoma entro il 2020).
Parallelamente Renault ha raggiunto l’intesa per acquisire il 49% di Shenyang Brilliance Jinbei Automobile per il prezzo simbolico di uno yuan. La divisione in perdita di Brilliance China Automotive Holdings è attiva nel segmento dei minibus. I termini dell’accordo prevedono che le due società investano congiuntamente 1,5 miliardi di yuan (pari a poco meno di 200 milioni di euro) nella società, che garantisce a Renault, leader di mercato in Europa nei veicoli commerciali leggeri, il posizionamento nel comparto anche in Cina.Bene anche Peugeot a Parigi, i progresso dell’1% 
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana poco mossa: Ftse Mib +0,13%
Il Ftse Mib segna +0,13%, il Ftse Italia All-Share +0,14%, il Ftse Italia Mid Cap +0,13%, il Ftse Italia Star -0,01%.
Mercati azionari europei positivi. DAX +0,3%, FTSE 100 +0,4%, CAC 40 +0,2%, IBEX 35 +0,1%.
Future sugli indici azionari americani intorno alla parità. Ieri Wall Street è rimasta chiusa per la festività dell’Independence Day (Giorno dell’Indipendenza). Le chiusure dei principali indici della seduta di lunedì: S&P 500 +0,23%, Nasdaq Composite -0,49%, Dow Jones Industrial +0,61%.
Mercato azionario giapponese in rialzo, l'indice Nikkei 225 termina a +0,25%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a +1,10%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna +0,4% circa.
Non si ferma il rally di Banca Carige (+14,4%) nonostante il +23% di ieri. Il mercato ha accolto in modo euforico le decisioni del cda di lunedì su rafforzamento patrimoniale e deconsolidamento delle sofferenze. Secondo indiscrezioni il piano varato dal board potrebbe preludere all'acquisizione dell'istituto ligure da parte di un gruppo bancario più grande.
Da segnalare che ieri la Commissione UE ha approvato il piano di ristrutturazione 2017-2021 di Banca MPS nel contesto del processo di ricapitalizzazione precauzionale da 5,4 miliardi di euro da parte dello Stato Italiano.
Yoox Net-A-Porter Group (+4,6% a 25,58 euro) balza in avanti grazie a Jefferies che avvia la copertura sul titolo con raccomandazione buy e target a 33 euro.
Saipem (-1,9% a 3,39 euro) ritraccia dopo il +7% circa messo a segno nelle prime due sedute della settimana in scia a nuove commesse e lavori per circa mezzo miliardo di dollari. Oggi il titolo subisce la decisione di Barclays di peggiorare la raccomandazione da overweight a equalweight, con target ridotto da 5,50 a 4,10 euro.
Molto bene RCS MediaGroup (+4%) grazie all'annuncio dell'accordo con Intesa Sanpaolo (+0,1%) per il rifinanziamento totale del debito bancario originariamente sottoscritto con un pool di banche nel
giugno 2013 e successivamente modificato. L'accordo prevede la "sottoscrizione a fermo e concessione da parte di Intesa Sanpaolo di un finanziamento di Euro 332 milioni con scadenza al 31 dicembre 2022".
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TITOLI DEL GIORNO
Saipem prolunga il rally di lunedì in scia all'annuncio di un nuovo contratto in Arabia Saudita, dell'estensione di una commessa in Angola e della variazione ordini di lavoro in Africa occidentale e nell'area del Mar Caspio, per un ammontare complessivo pari a 500 milioni di dollari. Inoltre il petrolio appare in rialzo e si posiziona sui massimi delle ultime settimane. Graficamente il rimbalzo delle ultime due sedute ha permesso di allentare le tensioni creando i presupposti per quello che potrebbe qualcosa di più di una semplice reazione tecnica. In tale ottica tuttavia i corsi dovranno lasciarsi alle spalle gli ostacoli a 3,50/3,55 circa, primo passo per il ritorno in area 3,85, strategica nel medio lungo periodo. Il mancato superamento delle prime resistenze (area 3,50), invece, riproporrebbe il rischio di una nuova fase di debolezza con conseguente flessione in direzione del sostegno or izzontale a quota 3,00 (conferme sotto 3,33 euro).
Ottima performance ieri per UniCredit in scia alla decisione di JP Morgan di riavviare la copertura sul titolo con raccomandazione overweight e target a 21 euro. L'altro ieri a mercato chiuso il gruppo bancario guidato da Jean Pierre Mustier ha comunicato il perfezionamento della vendita di Pioneer Investments ad Amundi, facendo seguito agli accordi siglati l'11 dicembre scorso. Il closing della transazione genererà una plusvalenza netta di circa 2,1 miliardi di euro e porterà ad un incremento del CET1 ratio Fully Loaded di circa 84 punti base sui dati a Marzo 2017. Il titolo UniCredit ha toccato il massimo da fine aprile 2016 e riattivato la tendenza ascendente in forza dai minimi dell'estate dello scorso anno. Lo scenario appare quindi favorevole allo sviluppo di estensioni verso 18,30 euro nel breve e 20,70 nel medio termine (massimo del marzo 2016). Segnali di debolezza alla violazione di 16,20/16,3 0, prologo a un test degli importanti supporti di area 15.
Piaggio in progresso all'indomani della pubblicazione dei dati Confindustria ANCMA sulle vendite di veicoli a due ruote in Italia a giugno. Il mercato ha segnato una crescita del 24,4% a/a in uno dei mesi di massima stagionalità: statisticamente a giugno viene venduto il 13% delle due ruote dell'intero anno. Nelle ultime settimane il titolo ha premuto sull’acceleratore raggiungendo a 2,25 circa il lato alto del canale che contiene le oscillazioni degli ultimi 4 mesi. Siffatto movimento ha permesso di recuperare quasi il 50% del ribasso subito dai top di giugno 2015, gettando le basi per una ripresa duratura che, oltre il massimo toccato a inizio 2016 a quota 2,30, favorirebbe in prima battuta la chiusura del gap a 2,318 poi il test di obiettivi in area 2,38 circa. La spinta rialzista perderebbe invece vigore nel caso di discese sotto 2,10.
DATI MACRO ATTESI
Mercoledì 5 Luglio 2017:
Meeting BCE non monetario;
01:01 GBP Indice BRC dei prezzi al dettaglio;
03:45 CINA Indice PMI servizi Caixin (Giu);
09:15 SPA Indice PMI servizi (Giu);
09:45 ITA Indice PMI servizi (Giu);
09:50 FRA Indice PMI Markit composito (Giu);
09:55 GER Indice PMI composito (Giu);
09:55 GER Indice PMI servizi (Giu);
10:00 EUR Indice composito dei servizi (Giu);
10:00 EUR Indice PMI servizi (Giu);
10:30 GB Indice PMI servizi (Giu);
11:00 EUR Vendite al dettaglio (Mag);
14:30 EUR Discorso Peter Praet (Bce);
14:55 USA Redbook;
16:00 USA Ordinativi alle fabbriche (Mag);
20:00 USA Verbali di riunione del FOMC-FED.
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HEADLINES
Giappone: inflazione core BoJ cresce dello 0,3% in giugno
L’indice dei prezzi al consumo core stilato dalla Bank of Japan (BoJ) ha segnato un progresso dello 0,3% annuo in giugno. L’inflazione, al netto dei prezzi di alimentari ed energia, ha accelerato rispetto allo 0,2% registrato in maggio, in linea con le attese degli economisti.
Giappone: base monetaria cresce del 17,0% in giugno
Secondo i dati diffusi dalla Bank of Japan, la base monetaria del Sol Levante è cresciuta in giugno del 17,0% annuo contro il progresso del 19,4% di maggio (e quello del 19,8% di aprile) e il 19,2% atteso dagli economisti, attestandosi al nuovo record di 468.034 miliardi di yen (in aumento del 2,7% su base mensile).
Giappone: Pmi servizi resta sui massimi dall’agosto 2015
Il Purchasing Manufacturers' Index (Pmi) dei servizi del Giappone, stilato da Markit in collaborazione con Nikkei, resta in giugno sui massimi dall’agosto 2015. L’indice, per il nono mese consecutivo sopra alla soglia che separa crescita da contrazione, si è infatti consolidato lo scorso mese a 53,3 punti dai 53,0 punti di maggio (52,2 punti in aprile). Il Pmi composite, che combina l’indice dei servizi con quello del manifatturiero, è invece calato in giugno a 52,9 punti dai 53,4 punti di maggio (52,6 punti in aprile).
Cina: Pmi servizi Markit/Caixin a 51,6 punti in giugno
In giugno il Purchasing Manufacturers' Index (Pmi) nel settore dei servizi in Cina elaborato da Markit/Caixin è tornato a calare attestandosi a 51,6 punti dai 52,8 punti di maggio (51,5 punti di aprile). Il dato, che resta comunque ampiamente sopra la soglia di 50 punti che separa espansione da contrazione, si confronta con la crescita a 52,9 punti del consensus. In declino anche il Pmi Composite, che raggruppa manifatturiero e servizi, sceso a 51,1 punti dai 51,5 punti di maggio (51,2 punti in aprile).
Il Santander teme rischi dal salvataggio del Banco Popular
Il Banco Santander prevede che i significativi rischi derivanti dal salvataggio del Banco Popular Español possano avere un effetto negativo sui suoi profitti. Indicazioni emerse, come riporta Reuters, dalla documentazione inviata martedì agli investitori in relazione all’aumento di capitale da 7,1 miliardi di euro a copertura dei costi necessari per l’operazione annunciata in giugno sulla banca connazionale. Il Santander ha evidenziato l’esistenza di un “numero indeterminato” di potenziali cause legali legate all’acquisizione del Banco Popular. Secondo le fonti citate da Reuters, il costo di tali contenziosi potrebbe arrivare a 2 miliardi di euro. Il titolo del Banco Santander aveva chiuso in declino dello 0,78% martedì a Madrid, contro la flessione dello 0,35% del’Ibex 35.
Volkswagen porta le Tiguan e Passat anche in Iran
Volkswagen porta le Tiguan e Passat anche in Iran. Wolfsburg ha infatti comunicato di avere siglato un contratto con l’importatore Mammut Khodro per vendere suoi modelli inizialmente in concessionari dell’area metropolitana di Teheran. Dopo il Dieselgate, Volkswagen fatica a ricostruire la sua reputazione in Usa e per il leader di mercato d’Europa e Cina una piazza come quella iraniana, con 80 milioni di abitanti, non è da sottovalutare e anzi rientra in una più ampia strategia d'espansione nei mercati emergenti. Dopo Boeing e Total, quindi, anche un altro colosso occidentale è pronto a sfruttare la riapertura dell’Iran ai mercati internazionali, dopo che nel 2015, in seguito all’accordo sul nucleare, erano state eliminate le sanzioni imposte a Teheran. Come nota Bloomberg, però, nel settore dell’auto Volkswagen non arriva prima. Già nel 2016, infatti, P sa aveva annunciato piani per produrre modelli del marchio Citroën in Iran e pochi mesi dopo l’altra francese Renault aveva comunicato un progetto per uno stabilimento da 150.000 automobili l’anno nel Paese mediorientale.
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