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martedì 4 luglio 2017

Report dei mercati



Wall Street mista. Male il Nasdaq, il Dow Jones fa +0,61%

Avvio d’ottava, mese e trimestre complessivamente in positivo per Wall Street, dopo che venerdì S&P 500 e Dow Jones Industrial Average avevano segnato la migliore performance semestrale dal 2013. La seduta di lunedì 3 luglio, con chiusura anticipata alle 13 (le 19 italiane) in vista della celebrazione dell’Indipendence Day martedì 4 luglio (con i mercati che resteranno chiusi), è però stata alla fine contrastata. A spingere al rialzo sono stati soprattutto i titoli del settore bancario ed energetico. Goldman Sachs con un progresso del 2,42% ha conquistato la vetta del Dow Jones Industrial Average e in generale tutto il comparto si è apprezzato (anche Morgan Stanley e Jp Morgan Chase hanno guadagnato oltre il 2%) ancora in scia ai positivi risultati degli stres s test annunciati settimana scorsa dalla Federal Reserve. Il petrolio ha guadagnato circa l’1% proseguendo nella striscia di incrementi arrivata a otto sedute (la più lunga in oltre cinque anni) e spingendo i titoli di colossi come ExxonMobil e Chevron, in progresso dell’1,70% e dell’1,89% rispettivamente. E l’S&P 500 ha chiuso in crescita dello 0,23% a 2.429 punti grazie soprattutto al balzo del 2% del sotto-indice dell’energy. Il Dow Jones, che ha toccato nuovi massimi in intraday, alla fine ha segnato la migliore performance dei tre principali indici americani, con un guadagno dello 0,61% a 21.479 punti.

Decisamente diversa la giornata del Nasdaq, che pure aveva aperto in netto progresso. I titoli tecnologici hanno fatto dietrofront, soprattutto dopo i massimi toccati in giugno da colossi del comparto come Amazon.com (che lunedì ha chiuso in calo dell’1,48%), su valutazioni considerate eccessive dal mercato. A compl icare la seduta ha contribuito un problema tecnico che ha visto alcuni dei principali siti d’informazione finanziaria (da Bloomberg a Google Finance) pubblicare dati erronei sugli andamenti dei titoli. A un certo punto della giornata i titoli di Apple, Amazon.com e Microsoft venivano tutti indicati a 123,47 dollari di valore, il che comportava un crollo del 14% per Cupertino e dell’87% per il big del commercio elettronico (Redmond era invece in progresso del 79%), come pure quelli di eBay e Zynga (in apparente crescita del 254% e di oltre il 3.000%). In ogni caso, alla fine, il Nasdaq ha chiuso in flessione dello 0,49% a 6.110 punti.

Sul fronte macroeconomico, dati contrastanti: l’indice Ism manifatturiero, stilato dall’Institute for Supply Management, è salito in giugno a 57,8 punti dai 54,9 punti di maggio e contro i 55,2 punti attesi dagli analisti. Secondo quanto comunicato dal Census Bureau, invece, la spesa in costruzioni è rima sta invariata in maggio, in miglioramento rispetto al declino dello 0,7% mensile di aprile ma contro l’incremento dello 0,3% del consensus. Le vendite di auto hanno segnato invece in giugno il quarto mese consecutivo di declino: su base annualizzata nell’anno secondo Autodata le vendite calano del 2% rispetto a maggio a 16,51 milioni di vetture, livello più basso dal febbraio 2015 e sotto ai 16,6 milioni del consensus. I titoli del settore sono però andati in rally: Ford e Fca hanno guadagnato il 3,31% e 4,14% rispettivamente (nonostante il declino nelle vendite del 5% e del 7%), visto che nel retail le vendite sono rimaste sostanzialmente stabili e General Motors (che ha guadagnato l’1,83%) ha previsto che il settore si avvii verso un secondo semestre più solido.

MERCATI ASIATICI

Asia in ribasso. Il Nikkei 225 perde lo 0,12%

Seduta contrastata, ma sostanzialmente in ribasso, per i mercati asiati ci, nonostante un’apertura in decisa crescita in scia al comunque positivo lunedì di Wall Street (dei tre principali indici Usa il solo Nasdaq aveva perso terreno, chiudendo in calo dello 0,49%). La giornata si riassume nell’andamento speculare di Sydney e Hong Kong. L’S&P/ASX 200 è rimbalzato dell’1,75% dopo avere perso l’1,66% e lo 0,65% nelle precedenti due sedute. La Reserve Bank of Australia (Rba), come atteso dagli economisti, ha lasciato invariati i tassi d’interesse ai minimi storici dell’1,50% (livello raggiunto nell’agosto dello scorso anno con una riduzione di 25 punti base). A Hong Kong, invece, l’Hang Seng perde circa l’1,50% (fa appena meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in declino di circa l’1,20%). A deprimere il listino le performance di colossi tecnologici come Tencent Holdings (dopo la nuova performance negativa per il settore lunedì a Wall Street), anche se per gli osservatori il calo si spiega anche con le prese di beneficio, dopo che la piazza di Hong Kong si è apprezzata del 17% nei primi cinque mesi dell’anno (tra i migliori indici a livello globale) ma ha faticato lo scorso mese a restare sopra quota 26.000 punti. Seduta altalenante invece per Seoul, con il Kospi in declino di circa lo 0,60% mentre lo sguardo è puntato sulla Corea del Nord, che ha realizzato l’ennesimo test missilistico.

Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in declino dello 0,10% dopo il guadagno dello 0,50% di lunedì. Parallelamente lo yen si apprezza dello 0,30% sul dollaro successivamente alla flessione dello 0,90% della precedente sessione. E, nonostante i positivi dati sulle vendite Usa in giugno per i colossi automobilistici giapponesi, a Tokyo il Nikkei 225 chiude in arretramento dello 0,12% (fa peggio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,16%). A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite e Shenzhen Composite sono in declino di circa mezzo punto percentuale mentre è intorno allo 0,90% la perdita dello Shanghai Shenzhen Csi 300. Sul fronte delle materie prime da segnalare il progresso di circa lo 0,40% per il prezzo dell’oro che, in scia al rafforzamento del dollaro, era crollato dell’1,70% lunedì.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee negative. Tensioni geopolitiche per missile Corea del Nord

Borse europee deboli in apertura. La Corea del Nord torna a minacciare la stabilità geopolitica mondiale con un uovo lancio di un missile balistico. L'indice Stoxx Europe 600 perde lo 0,3%, il Dax30 di Francoforte lo 0,27%, il Cac40 di Parigi lo 0,34% e il Ftse100 di Londra lo 0,38%.

Restano sotto pressione i tecnologici americani con riflessi anche su quelli europei. La chiusura per festività di Wall Street per l’Independence Day potrebbe però rendere più rarefatti gli scambi sui mercati europei.

Sul fronte societario si segnala il ribasso di Sainsbury (-0,9%) nonostante la società abbia comunicato per il suo primo trimestre un progresso annuo del 2,7% delle vendite, carburanti esclusi e al netto delle dismissione di Pharmacy. A perimet ro costante, nelle 16 settimane allo scorso 1° luglio, l’incremento registrato dal secondo maggiore gruppo britannico della grande distribuzione è stato del 2,3% (sempre escludendo i carburanti), contro lo 0,3% del precedente periodo e superiore al 2,0% del consensus.

Edp in ottima forma (+3,63%): secondo quanto riporta in esclusiva Reuters, la spagnola Gas Natural (-0,4%) avrebbe approcciato la rivale portoghese Edp per la possibile fusione che darebbe vita alla quarta maggiore utility d’Europa per capitalizzazione. Insieme le due società agli attuali corsi di Borsa valgono 31 miliardi.

Bene anche Stada (+2,5%) che, confermando le indiscrezioni di Reuters di settimana scorsa, ha dichiarato che Bain Capital e Cinven potrebbero cercare di ottenere il via libera dalla Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht (Bafin, l’autorità di controllo dei mercati finanziari tedeschi) per una nuova offerta sul produttore tedesco di farmaci generici, dopo il fallimento dell’Opa da 5,3 miliardi di euro. “Stada sta attualmente valutando se l’azienda debba dare il suo consenso all’esenzione dal periodo di esclusione”, ha comunicato la società. Secondo le normative tedesche, per lanciare una nuova Opa entro l’anno dalla precedente i private avranno bisogno della raccomandazione da parte dei board di Stada e dell’approvazione della Bafin. Lunedì il Financial Times aveva riportato che Bain e Cinven potrebbero presentare una nuova offerta entro un paio di giorni.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in leggero ribasso: Ftse Mib -0,21%

Il Ftse Mib segna -0,21%, il Ftse Italia All-Share -0,22%, il Ftse Italia Mid Cap -0,32%, il Ftse Italia Star -0,26%.

Mercati azionari europei incerti. DAX -0,1%, FTSE 100 -0,1%, CAC 40 -0,1%, IBEX 35 -0,3%.

Future sugli indici azionari amer icani in rialzo dello 0,1% circa. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,23%, Nasdaq Composite -0,49%, Dow Jones Industrial +0,61%. Oggi i mercati americani rimarranno chiusi per festività (Giorno dell'Indipendenza).

Mercato azionario giapponese in lieve ribasso, l'indice Nikkei 225 termina a -0,12%. Borse cinesi in rosso: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -0,85%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -1,3% circa.

Bene i bancari con UniCredit (+1%) che ieri a mercato chiuso ha comunicato il perfezionamento della vendita di Pioneer Investments ad Amundi, facendo seguito agli accordi siglati l'11 dicembre scorso. Il closing della transazione genererà una plusvalenza netta di circa 2,1 miliardi di euro e porterà ad un incremento del CET1 ratio Fully Loaded di circa 84 punti base sui dati a Marzo 2017.

Ottimo inizio di seduta per Banca Carige (+3,3%) all'indomani d el cda che ha deciso un aumento di capitale da massimi 500 milioni di euro, la cessione di immobili di pregio, la partecipazione in Creditis SpA, la piattaforma di gestione NPL e il business merchant book (con un beneficio sul patrimonio di almeno euro 200 milioni) e la prosecuzione del processo di deconsolidamento delle sofferenze, con nuove dismissioni per un ammontare di circa 1,2 miliardi di euro. La squadra manageriale è stata rafforzata con la nomina di Andrea Soro a Chief Financial Officer.

Poco mossa FCA (-0,1%) dopo il netto progresso di ieri in scia alla decisione di Jefferies di confermare la raccomandazione buy e il target a 13 euro sul titolo in attesa dei dati sulle vendite in Italia e USA a giugno, usciti dopo la chiusura del mercato. In Italia il gruppo torinese ha messo a segno una crescita del 12,6% a/a, sostanzialmente in linea con il +12,88% del mercato: tutti i brand, ad eccezione di Lancia, hanno fatto segnare performance superiori al mercato. Le cose sono andate peggio negli USA dove, a fronte di un -2,9% a/a del mercato, il gruppo FCA ha accusato una flessione del 7,4%. Gli analisti si attendevano però un dato ancora peggiore: -7,9%.

In rosso le utility: Snam (-1,1%) perde terreno in vista della privatizzazione di Desfa, il maggiore gestore greco della rete del gas. Si prevedono diverse offerte e l’interesse di Snam per queste attività non è mai venuto meno come confermato dallo stesso amministratore delegato di Snam Marco Alverà a inizio giugno. Secondo il quotidiano MF, la nuova gara prevederebbe offerte entro il 24 luglio, poi una short list con accesso alla data room e un completamento della cessione entro la fine del 2017.

Debole Atlantia (-0,7%) che ieri ha convocato per il 2 luglio l'assemblea straordinaria per deliberare in merito alla

proposta di aumento del capitale sociale a pagamento a servizio dell’offerta pubblica di acquisto e/o s cambio, volontaria e totalitaria su Abertis. Ieri la CNMV (l'omologa spagnola della Consob) ha autorizzato Atlantia a presentare la domanda per l'OPAS su Abertis depositata a metà giugno. Il provvedimento non implica in alcun modo un pronunciamento riguardo l'autorizzazione dell'offerta.

Per quanto riguarda gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi segnaliamo alle 10:30 indice PMI costruzioni Regno Unito, alle 11:00 indice prezzi alla produzione eurozona.
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TITOLI DEL GIORNO
Netto progresso ieri per FCA grazie alla decisione di Jefferies di confermare la raccomandazione buy e il target a 13 euro sul titolo in attesa dei dati sulle vendite in Italia e USA a giugno, usciti dopo la chiusura del mercato. In Italia il gruppo torinese ha messo a segno una crescita del 12,6% a/a, sostanzialmente in linea con il +12,88% del mercato: tutti i brand, ad eccezione di Lancia, hanno fatto segnare performance superiori al mercato. Le cose sono andate peggio negli USA dove, a fronte di un -2,9% a/a del mercato, il gruppo FCA ha accusato una flessione del 7,4%. Questo ultimo dato potrebbe penalizzare il titolo del Lingotto e causare un ritracciamento dai 9,79 euro della chiusura di ieri, nonchè massimo giornaliero. Segnali grafici negativi verrebbero però inviati solo a seguito della violazione di 9,15/9,20, prologo a un test dei decisivi sostegni di area 8,90. Oltre 10,05/10,10 le quotazioni verrebbero invece pro iettate verso il massimo di aprile a 10,65 circa, con obiettivo successivo sul top pluriennale a 11,12 toccato a febbraio, resistenza decisiva nel lungo periodo.

In luce CNH Industrial in avvio di ottava. Il titolo del gruppo Agnelli-Elkann ha approfittato della decisione di Goldman Sachs di incrementare il target del titolo da 11,60 a 12,20 euro e di confermarlo nella Pan-Europe Conviction Buy List. Gli analisti della banca americana ritengono possibile un miglioramento della guidance in occasione della divulgazione dei dati del secondo trimestre, appuntamento fissato per il 26 luglio. Le quotazioni sono riuscite a reagire ancora una volta dopo il test a 9,80 circa della linea di tendenza disegnata dai minimi dello scorso autunno, confermando la solidità della tendenza. Solo oltre la resistenza tenace a 10,50 il titolo troverebbe però le giuste motivazioni per riattivare l'uptrend in direzione di obiettivi a 11 circa. Al di sotto di 9,80 rischio invece di assistere a una fase di debolezza con obiettivi a 9,40 e 9,10 circa.

Indietreggia Recordati. Il gruppo farmaceutico ha annunciato il closing dell'accordo con AstraZeneca per l'acquisizione dei diritti Europei che riguardano i prodotti Seloken/Seloken ZOK (metoprololo succinato) e la combinazione fissa Logimax (metoprololo succinato e felodipina). Metoprololo succinato è un beta-bloccante per il controllo dell'ipertensione, per l'angina pectoris e l'insufficienza cardiaca. Esclusa la Romania che sarà oggetto di un closing a parte. Il corrispettivo per l'acquisizione è di 290 milioni di dollari (258 milioni di euro). Il titolo ha completato di recente con la discesa al di sotto di 36,60 euro il testa spalle ribassista disegnato a partire dal top del 16 maggio. Tale figura interrompe l'uptrend in atto dai minimi di febbraio e prospetta il proseguimento della discesa verso area 33,50 almeno. Supporto successivo a 32 euro. Solo recuperi oltre i 37 euro can cellerebbero il testa spalle proponendo il ritorno sul picco di giugno a 38,01 euro.

DATI MACRO ATTESI

Martedì 4 Luglio 2017

USA - Giorno dell'Indipendenza - Wall Street chiusa;

01:50GIABase monetaria (Annuale);

07:00JPYCPI della BoJ (Annuale);

09:00SPAVariazione tasso di disoccupazione;

10:30GBPIndice PMI costruzioni (Giu);

11:00EURIndice prezzi alla produzione (Mag).
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HEADLINES
Svizzera: vendite retail in declino anche in maggio

Secondo declino consecutivo per le vendite al dettaglio in Svizzera. Secondo quanto comunicato lunedì dal Bundesamt für Statistik (Bfs, l’ufficio federale di statistica elvetico), infatti, in maggio le vendite retail sono calate in Svizzera dello 0,3% annuo, in miglioramento rispetto allo 0,9% di calo registrato in aprile (in marzo la lettura era stata per un progresso del 2,1%) e meglio rispetto alla flessione dello 0,8% stimata dagli economisti. Su base mensile è stato invece dello 0,3% l’incremento delle vendite al dettaglio.

Australia: Rba lascia invariati i tassi ai minimi dell’1,50%

La Reserve Bank of Australia (Rba), come atteso dagli economisti, ha lasciato invariati i tassi d’interesse ai minimi storici dell’1,50% (livello raggiunto nell’agosto dello scorso anno con una riduzio ne di 25 punti base). Secondo il board dell’istituto centrale, che ha ripetuto quanto dichiarato già in occasione dei precedenti meeting, il mantenimento è coerente con la crescita sostenibile dell’economia dell’Australia e con il raggiungimento nel tempo dei target d’inflazione.

Australia: vendite retail crescono anche in maggio

Secondo quanto comunicato dal Bureau of Statistics di Canberra, le vendite al dettaglio in Australia sono cresciute in maggio come in aprile dopo due mesi consecutivi di declino. La lettura è infatti per un progresso dello 0,6% su base mensile rettificata, in netto rallentamento però rispetto all’1,0% del mese precedente (ma dopo la flessione dello 0,2% di febbraio e marzo). Il dato è comunque migliore rispetto allo 0,2% d’incremento del consensusCorea del Sud: inflazione cala all’1,9% annuo in giugno
Corea del Sud: inflazione cala all’1,9% annuo in giugno
Secondo quanto comunicato da Statistics Korea (l’ente statistico di Seoul), in giugno i prezzi al consumo in Corea del Sud sono cresciuti dell’1,9% annuo, contro il 2,0% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto a maggio e tornando allo stesso livello di aprile (il progresso era stato del 2,2% in marzo, tasso più elevato dal giugno 2012). Su base mensile l’inflazione è invece calata dello 0,1% dopo il progresso di pari entità di maggio.

Usa: vendite auto calano anche in giugno

Sesto mese consecutivo di declino per le vendite di auto in Usa, che nell’intero primo semestre hanno segnato una flessione del 2,1% (non succedeva dal 2009). In giugno il calo nella vendita di auto e truck nuovi è stato del 3% annuo (13,2% il crollo per le sole vetture passeggeri), secondo quanto riportato da Autodata. Su base annualizzata il dato segna una flessione del 2% rispet to a maggio a 16,51 milioni di vetture, livello più basso dal febbraio 2015 e sotto ai 16,6 milioni del consensus. Nel 2016 era stato venduto il record di 17,55 milioni di veicoli.

Idemitsu crolla a Tokyo su emissione da 1,1 miliardi

Idemitsu Kosan ha toccato un crollo del 14% in intraday a Tokyo, peggiore performance in oltre sei anni, dopo che il raffinatore nipponico ha comunicato l’emissione di 48 milioni di nuove azioni, pari al 30% del capitale esistente, per una raccolta di 138,5 miliardi di yen (pari a quasi 1,1 miliardi di euro). L’emissione, annunciata lunedì dopo la chiusura dei mercati asiatici, incontra l’opposizione della famiglia fondatrice, che sta cercando da anni di impedire la fusione con la connazionale Showa Shell Sekiyu. Idemitsu ha poi chiuso in declino dell’11,17% contro il calo limitato allo 0,12% del Nikkei 225. Showa Shell Sekiyu è invece andata in rally (ha chiuso con un balzo del 7,04%). “Questa è una notizia positiva per Showa Shell”, ha spiegato a Reuters Thanh Ha Pham, analista di Jefferies, visto che all’emissione difficilmente riuscirà a partecipare la famiglia fondatrice, per l’elevata liquidità necessaria. “Idemitsu alla fine deciderà di assumere pienamente le minoranze di Showa Shell e di fondere le due società”, ha aggiunto.


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