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mercoledì 19 luglio 2017

Report dei mercati



Goldman frena il Dow Jones. Netflix spinge S&P 500 e Nasdaq
Wall Street chiude in recupero, con la sola nota stonata in arrivo dal Dow Jones Industrial Average, che segna una perdita dello 0,25% (pari a 54,99 punti, ma in intraday il declino aveva superato i 150 punti) a 21.574,73 punti. A deprimere i corsi dell’indice delle blue chip Usa è stato lo scivolone del 2,60% di Goldman Sachs (ampiamente il peggior titolo del Dow Jones), dopo che, in scia a quanto fatto settimana scorsa da Jp Morgan, Citigroup e Wells Fargo, anche l’altro colosso bancario ha comunicato risultati trimestrali oltre il consensus ma segnati dalla debolezza nelle attività di trading (per Goldman, in particolare, il secondo trimestre ha portato un crollo del 40% nel fixed income). La tendenza è stata confermata anche da Bank of America, che ha però limitato allo 0,50% il suo declino a Wall Street.
Poco mosso l’S&P 500, che limita ad appena lo 0,06% il suo apprezzamento. Performance sufficiente, però, per chiudere sui nuovi massimi di 2,460.61 punti dal precedente record di 2.459,27 punti segnato venerdì scorso. Tra gli undici settori che compongono l’indice, sei hanno chiuso in negativo (il peggiore quello delle telecom, in calo dello 0,98%) e la migliore performance (0,54% il guadagno) è arrivata dai tecnologici. Risultato, questo, che deve molto al balzo del 13,54% di Netflix, che ha chiuso a 183,60 dollari di valore (in intraday ha toccato i 185 dollari: il precedente record era di 166,87 dollari) grazie a una trimestrale migliore rispetto alle attese per quanto riguarda i nuovi abbonati (in totale hanno superato per la prima volta la soglia psicologica di 100 milioni).
Netflix è stato il miglior titolo dell’S&P 500, come pure del Nasdaq Composite, che ha chiuso in progresso dello 0,47% ai nuovi massimi di 6.344,31 punti (salgono a otto le sedute consecutive in positivo per l’indice, nella striscia più lunga dal febbraio 2015). Protagonista in negativo della giornata è stata invece Harley-Davidson, che ha scambiato per gran parte del tempo in declino di oltre il 10% per poi limitare le perdite al 5,87% (comunque peggiore performance dell’S&P 500). Il produttore di motociclette ha comunicato una trimestrale migliore delle attese, ma accompagnata da previsioni di netta contrazione per le vendite (del 10-20% nel terzo trimestre) e soprattutto in Usa. Tra le altre trimestrali di giornata bene Johnson & Johnson (in progresso dell’1,75%) mentre ha perso lo 0,59% Lockheed Martin Corporation, che pure ha migliorato l’outlook e in premarket si era a vvicinato ai massimi.
Sul fronte macroeconomico l’indice Nahb/Wells Fargo, che misura la fiducia nel settore dell’edilizia, è scivolato in luglio ai minimi da novembre (quando i costruttori brindavano all’elezione di Donald Trump, scommettendo sulla liberazione dalle rigide norme che pesano per un quarto sul costo di una casa) di 64 punti, contro i 67 punti del consensus. Il settore la fiducia l’ha persa quando in maggio l’amministrazione Trump ha annunciato una tassazione extra del 20% sul legname in arrivo dal Canada. E i dubbi sulle riforme promesse dal presidente Usa (dopo lo stop per quella sanitaria, uno dei cavalli di battaglia in campagna elettorale, definitivamente abortita, per lo meno nella sua forma attuale) continuano a deprimere il dollaro, scivolato ai minimi dal mese di agosto.
MERCATI ASIATICI
Asia in netto rialzo ma il Nikkei 225 guadagna solo lo 0,10%
Seduta contrastata per i mercati dell’Asia, con gli investitori che spostano lo sguardo sulle decisioni che arriveranno giovedì dalla Banca centrale europea e dalla Bank of Japan (BoJ). Alla fine, però, la tendenza generale è di netto rialzo, come confermato dal guadagno intorno allo 0,40% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Il dollaro, scivolato ai minimi dall’agosto 2016 martedì (sui dubbi relativi alle possibilità del presidente Usa Donald Trump di riuscire a portare avanti i suoi piani di rivitalizzazione dell’economia a stelle e strisce), resta debole ma soprattutto nei confronti di euro e sterlina, meno sullo yen.
E questo permette a Tokyo di chiudere in positivo: il Nikkei 225 limita comunque i suoi guadagni allo 0,10% (performance sostanzialmente identica per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,09%). Sul fronte macroeconomico, indicazioni di fiducia arrivano dal Reuters Tankan: l’indice, che anticipa l’omonimo sondaggio trimestrale della BoJ, è infatti rimasto stabile in luglio sui 26 punti segnati già in giugno e prima ancora in aprile (24 punti in maggio), ai massimi dall’agosto 2007, prima dello scoppio della crisi finanziaria.
Tra le materie prime, moderati declini per petrolio e oro (rafforzatosi per due sedute in scia all’indebolimento del dollaro) e, nonostante i recenti rally dei metalli industriali, a Sydney il settore delle commodity resta debole. Recuperano però i finanziari (Westpac va in rally di quasi il 4%) ed è dello 0,79% l’apprezzamento dell’S&P/ASX 200 in chiusura.
Netto rialzo anche per le piazze cinesi. A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in progresso di oltre l’1% entrambi, e la performance è simile anche per lo Shenzhen Composite. In positivo pure Hong Kong: l’Hang Seng scambia in crescita di circa lo 0,40% (fa meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso di oltre lo 0,70%). A Seoul il Kospi è invece intorno alla parità.
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MERCATI EUROPEI
Azionario europeo in rialzo bene il comparto tecnologico
Avvio di seduta in recupero per i maggiori indici azionari europei. Il Dax tedesco guadagna lo 0,33% e il Cac 40 francese lo 0,28%. Male invece l’Ibex 35 spagnolo (-0,11%) mentre il Ftse 100 britannico segna un +0,05 per cento.
A Francoforte si segnala la positiva intonazione del comparto auto dopo i cali recenti collegati al Dieselgate: Daimler recupera lo 0,42% dopo l’annuncio del richiamo volontario di 3 milioni di Mercedes diesel per un investimento da 220 milioni di euro. Il gruppo ha anche annunciato una nuova famiglia di propulsori diesel capace di seguire i parametri più stringenti e che richiederà investimenti da circa 3 miliardi di euro e sarà inserito nell’intero portafoglio di modelli.
Sul Dax si segnala anche il rialzo di Infineon dello 0,88% in scia al positivo sentiment del comparto dei semiconduttori dopo la pubblicazione di previsioni oltre le attese del colosso olandese dei chip ASML (+4,16%). Il gruppo ha chiuso il secondo trimestre con un utile da 466 milioni di euro in crescita sui 452 milioni di un anno prima e ha previsto per il terzo trimestre vendite da circa 2,2 miliardi di euro oltre il consensus degli analisti. Peter Wennink presidente e ad di ASML ha dichiarato: “Con questi forti risultati trimestrali, ASML è diretta verso una crescita delle vendite nette di circa il 25% nell’intero anno”. A Parigi si mette ancora in luce il gigante dell’acciaio ArcelorMittal (+1,98%) che approfitta dei recuperi recenti dei prezzi delle commodity.
A Madrid si registrano ancora debolezze per il comparto bancario con il Santander che cede l’1,71% e BBVA che perde lo 0,28%. Lunedì il Fondo Monetario Internazionale aveva dichiarato che la Spagna necessita ancora di risolvere le rimanenti debolezze del sistema finanziario.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in recupero: Ftse Mib +0,33%
Il Ftse Mib segna +0,33%, il Ftse Italia All-Share +0,28%, il Ftse Italia Mid Cap +0,13%, il Ftse Italia Star +0,22%.
Mercati azionari europei in verde. DAX +0,2%, FTSE 100 +0,1%, CAC 40 +0,3%, IBEX 35 invariato.
Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,1-0,2 per cento. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,06%, Nasdaq Composite +0,47% (nuovo massimo storico), Dow Jones Industrial -0,25%. Mercato azionario giapponese sopra la parità, l'indice Nikkei 225 termina a +0,10%.
Borse cinesi in netto rialzo: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a +1,71%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna +0,6%.
STMicroelectronics (+2,4%) guadagna terreno in scia ad ASML (+4,3% ad Amsterdam). Il gruppo olandese dei microprocessori ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in crescita dell'8% sul precedente a 2,1 miliardi di euro, contro i 2,0 del consensus. ASML prevede per il terzo trimestre ricavi a 2,2 miliardi di euro, contro i 2,16 del consensus grazie a 8 ordini per i nuovi prodotti EUV. STM comunicherà i dati del secondo trimestre il 26 luglio, tra una settimana esatta. Bancari in lieve progresso dopo la flessione di ieri, Ftse Italia Banche a +0,2%. Bene Banco BPM (+1,4%), UBI Banca (+1,3%), BPER Banca (+0,7%).
Banca Intermobiliare (+1,1%) in rialzo dopo l'approvazione del piano industriale al 2021. Il piano è stato pensato secondo una logica “stand alone”, ovvero in vista dell'arrivo di un nuovo azionista che in tempi molto stretti rileverà la quota di maggioranza precedentemente detenuta da Veneto Banca, nell’ambito del processo di liquidazione di quest'ultima.
In verde ASTM (+0,4%) e SIAS (+0,8%) nel giorno della presentazione del piano industriale al 2021. Atlantia (-1%) arretra dopo il progresso di ieri in scia alle prospettive nel settore autostrade/infrastrutture in Spagna, dove punta ad acquisire il principale operatore Abertis. Si conferma debole Saipem (-1,3%) dopo il report negativo sul titolo pubblicato ieri da Credit Suisse.
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TITOLI DEL GIORNO
Seduta positiva quella di ieri per Atlantia che ha chiuso gli scambi in progresso di oltre un punto percentuale a 25,30 euro. Il governo spagnolo è al lavoro sul potenziamento delle infrastrutture iberiche e, dopo che nel 2016 gli investimenti pubblici sono scesi all'1,9% del Pil, sui livelli del 1999, ha deciso di varare un piano da 5 miliardi di euro per il rilancio pubblico-privato delle infrastrutture del Paese. Inevitabile un coinvolgimento, anche solo indiretto, di Abertis, principale operatore del settore in Spagna. Come noto Atlantia è al lavoro su un'OPA da 16,341 miliardi di euro sul gruppo iberico. Graficamente il titolo sta reagendo bene dopo la flessione patita dai massimi assoluti di metà giugno a 26,29 euro. I prezzi si stanno avvicinando alla resistenza in area 25,50 oltre la quale verrebbero gettate le basi per una rivisitazione dei citati massimi ed un successivo allungo verso nu ovi record (area 27). Il quadro tecnico tornerebbe invece ad indebolirsi pericolosamente sotto 24,20, preludio ad un primo affondo verso 23,70 e più in basso al test della media a 200 sedute in area 23.
YNap in netto calo sulla scia di Zalando. La societa' di e-commerce tedesca e' infatti appesantita dalle vendita e Francoforte dopo i conti del secondo trimestre risultati inferiori alle attese. Zalando infatti ha annunciato vendite preliminari nel secondo trimestre in crescita del 19%-21% a 1,091-1,109 miliardi di euro e un Ebit di 80-86 milioni, a fronte di un consenso rispettivamente di 1,1 miliardi e di 85 milioni. YNap e' sceso fino a 25,78 euro per poi stabilizzarsi in area 26 euro (close lunedi' a 26,59) dopo avere tentato un allungo in avvio che lo aveva portato fino a quota 26,90. A 26,17 si colloca il top del 23 maggio, resistenza che e' stata messa sotto pressione nelle ultime due sedute ma che alla fine sembra essere stata capace di contenere le spinte rialziste. Solo una chiusura di giornata al di sopra di area 26,20 confermerebbe l'intonazione positiva delle ultime settimane e lascerebbe spazio a movimenti verso i m assimi di gennaio a 28,55 euro. Resistenza successiva a 29,30 euro. Sotto la media mobile a 50 giorni, passante a 24,85 circa, vi sarebbe invece un rischio elevato di cali verso i minimi di giugno di area 23 euro.
Approvato il piano 2017-2021 del gruppo Gavio, comprendente le società quotate ASTM e SIAS. Il piano si basa su quattro linee di sviluppo strategiche: crescita ed internazionalizzazione, efficienza e semplificazione, partnership strategiche, remunerazione degli azionisti. L'obiettivo è quello di far diventare il gruppo uno dei player infrastrutturali più importanti al mondo con capacità di finanza, ingegneria, costruzione e gestione avanzata. Per ASTM i target finanziari al 2021 sono: ricavi aggregati a circa €3,8 miliardi (CAGR ? 20%); EBITDA a circa €1,8 miliardi (CAGR ? 21%); PFN/EBITDA a 2,4x; CAGR dividendi al 7%. L'analisi del grafico di ASTM evidenza il recupero delle ultime due settimane e il conseguente riavvicinamento al massimo pluriennale a 16,53 euro toccato a fine giugno. L'eventuale superamento di questo ultimo ostacolo favorirebbe la ripresa della tendenza ascendente di fondo verso 18,87, record storico del 2005. Discese sotto 15,10 anticiperebbero invece un test del recente minimo a 14,62, supporto decisivo per evitare una correzione verso 13,50 almeno.
DATI MACRO ATTESI
Mercoledì 19 Luglio 2017
14:30 USA Licenze edilizie giu;
14:30 USA Nuovi cantieri residenziali giu;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati.
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HEADLINES
Giappone: Reuters Tankan resta sui massimi dall'agosto 2007
Resta stabile la fiducia delle aziende manifatturiere del Giappone. Il Reuters Tankan, indice che anticipa l'omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan (BoJ), è infatti rimasto stabile in luglio sui 26 punti segnati già in giugno e prima ancora in aprile (24 punti in maggio), sui massimi dall'agosto 2007, prima dello scoppio della crisi finanziaria). Il sondaggio è stato condotto tra 549 aziende giapponesi medio-grandi (di cui 266 hanno risposto) nel periodo dal 30 giugno al 13 luglio e le previsioni sono per una crescita a 28 punti in ottobre.
Per Netflix arriva una cascata di rialzi del target price
Netflix ha chiuso con un balzo del 13,54% la seduta di martedì a Wall Street, a 183,60 dollari di valore (in intraday ha toccato i 185 dollari: il precedente record era di 166,87 dollari), grazie a risultati trimestrali migliori delle attese per quanto riguarda i nuovi abbonati (nei tre mesi allo scorso 30 giugno, per altro, il pioniere dello streaming video ha superato la soglia psicologica di 100 milioni di abbonati). Il titolo ha largamente conquistato la vetta dell’S&P 500 (spingendo allo 0,54% il progresso del sotto-indice Technology, il migliore dell’S&P 500) e del Nasdaq Composite, che ha portato a otto le sedute consecutive di guadagni. In scia alla trimestrale martedì era arrivata una cascata di rialzi del target price di N etflix: Ubs l’ha portato da 175 a 190 dollari, Citigroup da 160 a 180, Raymond James da 165 a 205, Rbc Capital da 175 a 210, SunTrust Robinson Humphrey da 145 a 175, Piper Jaffray da 190 a 198, KeyBanc Capital da 170 a 190, Bmo Capital da 150 a 180, Macquarie Research da 130 a 175 e Canaccord Genuity da 175 a 200 dollari.
Iberdrola punta a entrare in Italia entro la fine dell’anno
Iberdrola punta a entrare nell’energia retail in Italia entro la fine dell’anno e l’obiettivo è una quota del 5-7% nel mercato che contra oltre 37 milioni di consumatori. Il primo target è raggiungere il milione di utenze per il 2020 per poi arrivare a 2-3 milioni entro il 2023. “L’Italia è la nostra priorità, la grande ambizione in questo momento”, ha dichiarato martedì a Reuters Iñigo Alonso, che per la utility spagnola guida le attività retail di Spagna e Portogallo. Alonso ha sottolineato che Iberdrola è pronta a investire “millioni di euro” per sfidare rivali come Enel, Eni ed Edison, anche se ha escluso fusioni e acquisizioni come strumento di crescita, aggiungendo che il gruppo di Bilbao non è interessato a presentare un’offerta per gli asset italiani della connazionale Gas Natural. Iberdrola aveva chiuso in declin o dello 0,07% martedì a Madrid, sovraperformando la perdita dell’1,19% dell’Ibex.
Daimler richiamerà 3 milioni di auto al costo di 220 milioni
Daimler ha comunicato martedì che il management board ha approvato misure per tagliare le emissioni dei motori diesel, tra cui l’investimento di 220 milioni di euro per intervenire su 3 milioni di Mercedes-Benz in Europa. Un recall che arriva dopo che settimana scorsa il quotidiano di Monaco Süddeutsche Zeitung aveva riportato che gli inquirenti stavano valutando l’utilizzo di software illegali da parte di Daimler per manipolare i test sulle emissioni di vetture a marchio Mercedes-Benz tra il 2008 e il 2016. In maggio, secondo quanto riporta Reuters, 23 procuratori e uno staff di 230 uomini (tra cui membri dell’autorità giudiziaria e della polizia), avevano ispezionato i siti di Daimler in Germania in seguito ad accuse di falsa pubblicità e della possibile manipolazione dei sistemi di trattamento dei gas di scarico nei motori diesel.
Si dimette il chief executive di Akzo Nobel Ton Büchner
Akzo Nobel ha comunicato le dimissioni, con effetto immediato, del chief executive Ton Büchner, per motivi di salute. Sarà Thierry Vanlancker a rimpiazzare Büchner, che dopo cinque anni lascia il produttore olandese di vernici, impegnato in una disputa con il fondo attivista Usa Elliot Advisors dopo i tre rifiuti alle proposte d’acquisto (l’ultima valutava Akzo Nobel 26,9 miliardi di euro) presentate dalla rivale Usa Ppg Industries. Akzo Nobel aveva chiuso in declino dello 0,76% martedì ad Amsterdam.
Carrefour Brasil prezza l’Ipo. Raccolta di 1,20 miliardi
Grupo Carrefour Brasil ha prezzato la suo Ipo al Bovespa al prezzo più basso della forchetta prevista di 15-19 real. La raccolta dovrebbe quindi scendere a 4,4 miliardi di real (1,20 miliardi di euro) dai 5,6 miliardi (1,56 miliardi di euro) potenziali e la capitalizzazione da 37,6 a 29,6 miliardi (da 10,33 a 8,13 miliardi di euro). Abbastanza comunque per rispettare il target di Carrefour di prezzare la controllata brasiliana a un premio minimo del 25% rispetto a Companhia Brasileira de Distribuição (Cbd, l’ex Grupo Pão de Açúcar), controllata dalla rivale e connazionale Casino Guichard Perrachon (Groupe Casino), che capitalizza circa 17,5 miliardi di real (4,80 miliardi di euro). Carrefour Brasil debutterà al Bovespa mercoledì 20 luglio con ticker CRFB3. Carrefour aveva chiuso in declino dell’1,05% la seduta di martedì a Parigi, sostanzialmente in linea con la flessione dell’1,09% del Cac 40.
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