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lunedì 3 luglio 2017

Report dei mercati



Borsa Usa: molto positivo il bilancio dei primi sei mesi del 2017
La Borsa di New York ha chiuso la seduta, l'ultima della settimana e del mese di giugno, senza grandi variazioni. Dow Jones e S&P 500 hanno guadagnato rispettivamente lo 0,29% e lo 0,15% mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno lo 0,06%.
Tra i titoli in evidenza Nike +10,96%. Il colosso dell'abbigliamento sportivo ha comunicato risultati relativi al quarto trimestre del suo esercizio segnati dal progresso dei profitti netti del 18,8% a 1,01 miliardi di dollari. L’eps rettificato si è attestato a 60 centesimi, contro i 50 centesimi del consensus di Thomson Reuters. Nei tre mesi i ricavi sono cresciuti del 5,3% a 8,68 miliardi di dollari contro gli 8,63 miliardi attesi dagli analisti.
Bank of America -0,23%. Berkshire Hathaway diventerà primo azionista del gruppo bancario. La holding del miliardario Warren Buffett ha infatti deciso di esercitare warrant per l'acquisto di 700 milioni di azioni BofA.
Micron Technology -5,12%.
Il gruppo dei semiconduttori ha comunicato risultati relativi al terzo trimestre del suo esercizio segnati da profitti per 1,6 miliardi, pari a 1,40 dollari per azione, contro il rosso di 215 milioni, e 21 centesimi, del pari periodo dello scorso anno fiscale. L’eps rettificato si è attestato a 1,62 dollari contro gli 1,52 dollari del consensus di FactSet. I ricavi sono quasi raddoppiati da 2,9 a 5,6 miliardi di dollari, contro i 5,4 miliardi attesi dagli analisti.
Parkway +12,22%. Canada Pension Plan Investment Board (CPPIB) rileverà il gruppo immobiliare per 1,2 miliardi di dollari. Lo ha annunciato la stessa Parkway. Gli azionisti del real estate investment trust riceveranno 19,05 dollari e 4 dollari di dividendo straordinario per un totale di 23,05 dollari per azione.
Sul fronte macroeconomico il Deflatore dei consumi personali USA (Core Personal Consumption Expenditure Index) e' cresciuto dello 0,1% a maggio in linea alle attese e alla rilevazione precedente. In crescita dello 0,4% i redditi privati, mentre le spese personali crescono dello 0,1%.
L'Indice PMI Chicago (attivita' manifatturiera) nel mese di giugno e' salito a 65,7 punti dai 59,4 punti del mese precedente, risultando nettamente superiore alle attese degli addetti ai lavori, fissate su un indice pari a 58 punti.
La stima preliminare di giugno dell'indice di fiducia dei consumatori statunitensi, calcolato dall'Università del Michigan e da Reuters, si attesta a 95,1 punti, risultando superiore alle previsioni degli addetti ai lavori e alla rilevazione di preliminare, entrambe pari a 94,5 punti, ma inferiore al dato di maggio pari a 97,1 punti.
Molto positivo il bilancio dei primi sei mesi dell'anno. Il Dow Jones ha guadagnato l'8,04%, l'S&P 500 l'8,25% e il Nasdaq Composite il 14,07%.
MERCATI ASIATICI
Avvio d’ottava contrastato in Asia. Il Nikkei 225 fa +0,11%
Apertura d’ottava (di mese e di trimestre) contrastata per i mercati dell’Asia, con i riflettori puntati soprattutto sui mercati cinesi per il lancio di un nuovo programma che permetterà agli operatori esteri d’investire sul fixed income di Pechino passando attraverso la piazza di Hong Kong. Non è bastato a sostenere gli scambi neppure il positivo dato relativo al Purchasing Managers' Index (Pmi) della Cina, elaborato da Markit/Caixin, tornato in espansione dopo lo scivolamento in contrazione per la prima volta in 11 mesi in maggio.
La lettura dell’indice relativa a giugno è di 50,4 punti contro i 49,6 punti di maggio e i 49,8 punti del consensus. A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni, lo Shanghai Composite è in negativo, ma intorno alla parità, mentre è di circa lo 0,50% la flessione dello Shanghai Shenzhen Csi 300. Guadagna invece circa lo 0,10% lo Shenzhen Composite. Intorno alla parità anche l’Hang Seng di Hong Kong (fa decisamente meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso di circa lo 0,40%).
Seduta altalenante anche per Tokyo, con lo yen che è passato da un guadagno dello 0,40% a un deprezzamento dello 0,20% su fattori contrastanti. A deprimere i corsi, e spingere in rialzo la valuta, la sonora sconfitta incassata dal partito del premier Shinzo Abe nelle elezioni tenutesi nell’area metropolitana di Tokyo. Sul fronte macroeconomico, positiva invece è stata in particolare la lettura relativa al secondo trimestre dell’indice Tankan, salito a 17 punti dai 12 punti del periodo gennaio-marzo e contro i 15 punti del consensus del Wall Street Journal. Si tratta del livello più elevato dal primo trimestre 2014. In chiusura il Nikkei 225 guadagna lo 0,11% (fa appena meglio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,16%).
La tendenza contrastata è confermata dall’andamento piatto dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che resta non lontano comunque dai massimi degli ultimi due anni toccati giovedì scorso. Sul fronte delle materie prime da segnalare l’ottava seduta consecutiva di apprezzamento del petrolio (in progresso di circa lo 0,40%), per un guadagno complessivo di quasi il 9% uscendo dal bear market in cui era scivolato. Negativa la giornata di Sydney, con l’S&P/ASX 200 che perde lo 0,65% nella peggiore performance tra i principali indici della regione. Intorno alla parità, e in positivo, è invece il Kospi di Seoul.
MERCATI EUROPEI
Borse europee positive. Si calcolano gli effetti della Brexit
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in rialzo. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,2%, il Dax30 di Francoforte lo 0,6%, il Cac40 di Parigi lo 0,6% e il Ftse100 di Londra lo 0,1%.
In progresso le banche (HSBC sale di quasi 2 punti percentuali). Bene anche il comparto petrolifero e delle materie prime: Anglo American è in progresso dell’1,6%, Glencore dell0’1,55%.
Secondo uno studio del Boston Consulting Group, commissionato dall’associazione dei mercati finanziari in Europa, le banche del Regno Unito potrebbero dover pagare fino a 15 miliardi di euro per la ricollocazione delle proprie attività in Europa a seguito della Brexit.
Ben comprata Thyssenkrupp (+1,5%) che punterebbe a detenere meno del 50% nella joint venture con Tata Steel di cui si discute da oltre un anno. Secondo l’Handesblatt i vertici dei due gruppi dovrebbero incontrarsi nel corso del mese.
Poco mossa Bmw (+0,3%): il gruppo bavarese deciderà entro la fine di settembre se costruire la versione elettrica della Mini in Gran Bretagna o altrove. Lo storico marchio britannico (dal 1994 controllato dal colosso tedesco) viene attualmente prodotto per circa il 70% del totale nell’impianto di Oxford. Le alternative sarebbero una fabbrica in Olanda e quelle di Lipsia e Regensburg in Germania. La valutazione strategica della casa bavarese è solo l’ultimo capitolo della vicenda Brexit.
Vivendi (+0,4%) ha finalizzato l'acquisizione annunciata lo scorso mese di una quota pari al 59,2% di Havas, al prezzo di 9,25 euro per azione. Vivendi depositerà un'offerta pubblica semplificata per la quota residua di Havas.
Balzo avanti di Iag sulla piazza di Londra (+0,9%) dopo lo sciopero indetto dal personale di British Airways dopo il via libera da parte delle autorità britanniche per l’utilizzo degli aerei di Qatar Airways.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in deciso progresso: Ftse Mib +1,06%
Il Ftse Mib segna +1,06%, il Ftse Italia All-Share +1,02%, il Ftse Italia Mid Cap +0,87%, il Ftse Italia Star +0,77%.
Mercati azionari europei in progresso. DAX +0,7%, FTSE 100 +0,5%, CAC 40 +1%, IBEX 35 +0,8%.
Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,3-0,4 per cento. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,15%, Nasdaq Composite -0,06%, Dow Jones Industrial +0,29%.
Mercato azionario giapponese in lieve rialzo, l'indice Nikkei 225 termina a +0,11%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -0,44% circa, l'Hang Seng di Hong Kong è invariato.
Buona partenza per i bancari con l'indice Ftse Italia Banche a +1,2%. Bene le big Intesa Sanpaolo (+1,4%) e UniCredit (+1%).
Avvio positivo per Bper Banca (+2,5%) in scia alla chiusura dell'acquisizione del 100% di Nuova Carife dal Fondo Nazionale di Risoluzione. L'operazione è andata in porto al prezzo simbolico di 1 euro.
Netto progresso anche per Banca Carige (+2,6%): secondo indiscrezioni di stampa oggi si riunisce il cda. Il board guidato dal nuovo a.d. Paolo Fiorentino è chiamato a decidere su deconsolidamento di crediti deteriorati per circa 3,4 miliardi di euro e rafforzamento patrimoniale da 6-700 milioni di euro.
Repubblica scrive oggi che si pensa anche alla cessione della metà degli immobili nel portafoglio alla banca ligure (valore stimato in circa un miliardo di euro).
Bene gli industriali con CNH Industrial (+2,7%), FCA (+2,5%), Cementir Holding (+2,9%), Fincantieri (+2,5%), Maire Tecnimont (+2,4%), Sogefi (+2,1%).
In ascesa Saipem (+2,8%): il gruppo attivo nei servizi all'industria dell'energia ha annunciato un nuovo contratto in Arabia Saudita, l'estensione di una commessa in Angola e variato ordini di lavoro in Africa occidentale e nell'area del Mar Caspio, per un ammontare complessivo pari a 500 milioni di dollari.
Positiva A2A (+0,8%) che ha esercitato il diritto di vendita al Governo del Montenegro dell’intero pacchetto azionario detenuto in EPCG al prezzo di 250 milioni di euro.
Indietreggia Recordati (-0,5%): il gruppo farmaceutico ha annunciato il closing dell’accordo con AstraZeneca per l’acquisizione dei diritti Europei che riguardano i prodotti Seloken/Seloken ZOK e la combinazione fissa Logimax. Il corrispettivo per l’acquisizione è di 290 milioni di dollari (258 milioni di euro).
Per quanto riguarda gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi segnaliamo alle 10:00 tasso di disoccupazione Italia e indice PMI manifatturiero eurozona, alle 10:30 indice PMI manifatturiero Regno Unito, alle 11:00 tasso di disoccupazione eurozona.
Negli USA alle 15:45 indice PMI manifatturiero, alle 16:00 spese per costruzioni edili e indice ISM manifatturiero.
Oggi Wall Street chiude in anticipo alle 19 (ora italiana) in vista della festività di domani (Giorno dell'Indipendenza).
TITOLI DEL GIORNO
Il gruppo Unipol ha varato un ampio riassetto interno teso alla concentrazione delle attività assicurative nella controllata Unipolsai, che acquisisce Unisalute e Linear in vista dell’assorbimento della quota di controllo di Arca Vita (partnership con Bper e Pop Sondrio). Previsto anche il trasferimento in una newco di 3 miliardi di euro di sofferenze di Unipol Banca. E’ stata comunque esclusa la fusione Unipol-Unipolsai. Il titolo Unipol ha toccato un massimo intraday a 3,938 euro per poi stabilizzarsi in area 3,846, comunque bene al di sopra della chiusura di giovedi' a 3,74 euro. I prezzi hanno quindi superato la media mobile a 100 giorni, passante a 3,80 circa, resistenza già toccata il 14 giugno. La media mobile delimitava la figura a doppio minimo disegnatasi in area 3,55 euro dal 6 giugno, la rottura di 3,80 e' quindi un segnale di forza rilevante che sembra lasciare spazio al prosegui mento del rialzo con obiettivi a 4 euro circa (target del doppio minimo calcolato in base alla proiezione della sua ampiezza). Oltre i 4 euro possibilita' di vedere salire i prezzi fino sui massimi di maggio a 4,38 euro. La violazione di 3,65 porterebbe invece ad un nuovo test di 3,55, sotto quel supporto poi rischio di cali verso 3,22, minimo dell'8 febbraio.
Archivia la settimana col segno meno Geox nonostante la reazione di venerdì in scia al rialzo del comparto del lusso, fortemente penalizzato dalle vendite della seduta precedente. Il titolo è riuscito a rimbalzare dai minimi di giovedì a quota 2,80 senza tuttavia riuscire ad allontanare i timori di nuovi cali. Sotto i minimi di giugno a 2,74 circa, area di transito della media mobile a 50 sedute, possibile deterioramento del quadro grafico per target negativi a 2,64, minimi di metà maggio. Indicazioni positive invece oltre quota 2,978, per la chiusura del gap di un anno fa, poi verso area 3,10, quota pari al 50% di ritracciamento del ribasso subito da novembre 2015.
Italgas ha tentato senza successo in chiusura di ottava di recuperare il sostegno offerto a 4,50 circa dalla media mobile a 50 giorni, riferimento violato martedì. Venerdì Citigroup ha avviato copertura sul titolo con indicazione Buy e target price a 5,30 euro. La riconquista di questo sostegno permetterebbe di continuare a guardare a obiettivi a 5 euro in prima battuta e più in alto a 5,20 circa. Indicazioni in questo senso giungerebbero nel caso di superamento deciso della linea che scende dai record di inizio giugno a 4,65 circa. Diversamente atteso il test di 4,278 euro, massimo intraday raggiunto nella prima seduta di quotazione, un riferimento strategico in ottica di medio lungo termine.
DATI MACRO ATTESI
Lunedì 3 Luglio 2017
USA Giorno dell'Indipendenza - Chiusura anticipata ore 19;
01:50 GIA Indice Tankan Manifatturiero e Non Manifatturiero (2Trim);
02:30 GIA Indice PMI manifatturiero (Giu);
03:45 CINA Indice PMI manifatturiero - Caixin (Giu);
07:00 GIA Fiducia delle famiglie (Giu);
09:15 SPA Indice PMI manifatturiero (Giu);
09:45 ITA Indice PMI manifatturiero (Giu);
09:50 FRA Indice PMI manifatturiero (Giu);
09:55 GER Indice PMI manifatturiero (Giu);
10:00 ITA Tasso di disoccupazione (Mag);
10:00 EUR Indice PMI manifatturiero (Giu);
10:30 GB Indice PMI manifatturiero (Giu);
11:00 EUR Tasso di disoccupazione (Mag);
15:45 USA Indice PMI manifatturiero (Giu);
16:00 USA Spese per costruzioni edili (Mag);
16:00 USA Indice ISM manifatturiero (Giu);
22:00 USA Vendite nazionali di automobili.
HEADLINES
Cina: indice Pmi Markit/Caixin torna in espansione in giugno
Torna in espansione l’attività manifatturiera in Cina dopo essere scivolata in contrazione per la prima volta in 11 mesi in maggio. La lettura relativa a giugno del Purchasing Managers' Index (Pmi) elaborato da Markit/Caixin si è attestata infatti a 50,4 punti dai 49,6 punti del mese precedente (50,3 punti in aprile e 51,2 punti in marzo). Il dato, che torna quindi sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione, è migliore rispetto ai 49,8 punti del consensus.
Giappone: indice Tankan ai massimi di tre anni a 17 punti
Prosegue il recupero della fiducia delle grandi imprese del Sol Levante, come evidenzia l’indice Tankan che sale ai massimi di tre anni. L’indice, stilato trimestralmente tra 10.500 aziende dalla Bank of Japan, nel secondo trimestre 2017 è infatti cresciuto ulteriormente a 17 punti dai 12 punti del periodo gennaio-marzo (10 punti negli ultimi tre mesi del 2016 e 6 punti nei tre precedenti trimestri). Il dato, che si confronta con i 15 punti del consensus del Wall Street Journal, è il più elevato dal primo trimestre 2014. La componente in prospettiva dell’indice è invece cresciuta da 11 punti a 15 punti (8 punti nel quarto trimestre 2016) e contro i 14 punti attesi dagli economisti.
Giappone: Pmi Markit/Nikkei cala a 52,4 punti in giugno
Rallenta ma meno del previsto la crescita dell’attività manifatturiera del Giappone, che resta per il decimo mese consecutivo in fase espansiva. La lettura finale dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei segna infatti per giugno un declino a 52,4 punti dai 53,1 punti di maggio (52,7 punti in aprile) ma meglio rispetto ai 52,0 punti della lettura preliminare.
Giappone: fiducia consumatori cala a sorpresa in giugno
Cala a sorpresa la fiducia dei consumatori del Sol Levante. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, infatti, in giungo l’indice della fiducia dei consumatori in Giappone è calato a 43,3 punti dai 43,6 punti di maggio (43,2 punti in aprile). Il dato si confronta con i 43,9 punti attesi dagli economisti e resta sotto la soglia di 50 punti che separa fiducia da pessimismo ormai dal marzo 2006.
Petrolio: peggior primo semestre per il Brent dal 1998
Nonostante l’intervento dell’Organization of the Petroleum Exporting Countries (Opec, l’organizzazione dei 14 maggiori produttori di petrolio con riserve provate superiori al 70% del totale mondiale), come nota il Financial Times, il primo semestre del 2017 ha segnato per il Brent la peggiore performance dal 1998. Nei sei mesi allo scorso 30 giugno, infatti, il prezzo del greggio estratto nel Mare del Nord è calato del 15,5% a 47,92 dollari il barile. Per trovare una performance peggiore bisogna risalire al 19% di declino registrato appunto nel primo semestre del 1998. Da inizio anno l’Opec, insieme a Paese non membri come la Russia, ha tagliato di 1,2 milioni di barili al giorno la produzione (la misura è stata successivamente estesa fino al marzo del 2018).
Spagna: PMI manifatturiero a giugno a 54,7 (sotto le attese)
Il PMI manifatturiero della Spagna di giugno è cresciuto a 54,7 punti ponendosi sopra i 55,4 punti della rilevazione precedente e la soglia dei 50 punti che separa l’espansione dalla contrazione, ma attestandosi sotto le stime degli analisti (55,7 punti). Markit segnala comunque un incremento notevole della produzione e dei nuovi ordini in Spagna e tassi di creazione dei posti di lavoro su nuovi record. Va comunque ricordato che il tasso di disoccupazione in Spagna è ancora elevatissimo e pari a circa il 18,75 per cento.
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