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lunedì 31 luglio 2017

Milano regina a luglio in Europa

 
Chiudono contrastate le borse europee nell’ultima seduta di luglio, che ha visto i volumi in linea con la media di periodo. In Europa, la performance mensile vede Milano sul gradino più alto del podio con un rialzo quasi del 4,5%, seguito da Belgio e Olanda. Più indietro l’Ibex di Madrid (+0,6%), mentre Parigi e Dax hanno chiuso addirittura in calo, rispettivamente, dello 0,4% e dell’1,7%. A penalizzare l’indice tedesco sembrano essere:
  • il rally dell’euro/dollaro;
  • le notizie arrivate dal settore auto sull’indagine in corso per collusione tra Volkswagen (IOB: 0P6N.IL - notizie) , Daimler (IOB: 0NXX.IL - notizie) e BMW;
  • trimestrali deludenti (Deutsche bank (IOB: 0H7D.IL - notizie) ).
La seduta odierna è apparsa piuttosto noiosa, almeno fino al pomeriggio quando il biglietto verde è finito nuovamente sotto pressione. Da rilevare in mattinata i dati macro incoraggianti arrivati ancora una volta dalla zona euro. Secondo la stima flash, il tasso d’inflazione a luglio è rimasto stabile all’1,3% a/a, come da attese, mentre quella core ha mostrato un’accelerazione all’1,2% dall’1,1% di giugno. Buone anche le figure sul tasso di disoccupazione, che sempre a giugno per la zona euro, hanno mostrato un calo al 9,1% dal 9,2% del mese precedente. È il dato più basso da febbraio 2009.
Tutti questi elementi confermano come le misure straordinarie della Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) stiano funzionando, incrementando le chance di un annuncio di tapering in autunno (probabilmente ottobre). I dati odierni confermano il buon momentum dell’economia dell’area euro rispetto a quella statunitense, elemento questo che potrebbe trovare conferma nei dati sul Pil in agenda domani.
Gli acquisti sono stati particolarmente violenti sull’euro/dollaro, complici anche delle figure in chiaro scuro arrivate dal comparto manifatturiero statunitense e la rinnovata incertezza politica, dopo il fallimento di Trump sulla riforma dell’Obamacare. Così questo pomeriggio il cambio Eur/Usd si è spinto sino alla soglia di 1,18, nuovi massimi da gennaio 2015. Il cross più liquido del mondo ha inanellato il quinto mese di fila di rialzo (con +3,2%, miglior performance da marzo 2016), cosa che non si vedeva da fine 2012. Ci stiamo allontanando rapidamente dalla parità di potere d’acquisto, collocata tra 1,14 e 1,15. Probabilmente tutta la distanza coperta da quei livelli in poi è dovuta al dollaro debole. A conferma di ciò, crediamo che il driver principale di tale movimento sia stata la debolezza del biglietto verde, come conferma il Dollar Index, oggi scivolato sotto 93 punti, minimi da maggio 2016. Anche in questo caso si tratta del quinto mese consecutivo di calo (non avveniva da inizio 2011!).
In generale, la performance odierna può essere sintomatica dell’andamento mensile del mercato: dollaro sotto pressione ed euro ben intonato, borse europee in recupero solo relativamente alla parte periferica. Il mese di agosto si presenta piuttosto interessante, soprattutto nella seconda metà quando si terrà il simposio di Jackson Hole (24-26 agosto). I mercati si stanno già caricando di aspettative per annunci straordinari da parte della Fed sul tema riduzione bilancio e della Bce sul tapering. Tali aspettative potrebbero essere disattese se i mercati dovessero arrivare a quell’appuntamento abbastanza nervosi.
Intanto i guai dell’Euro/Dollaro a questi livelli sono ben visibili sul Dax, sceso ai minimi da metà aprile e ora al test strategico dei 12.100 punti.

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