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lunedì 3 luglio 2017

Lowflation, è la nuova normalità?


Negli Stati Uniti, gli ultimi tre dati mensili sul tasso di inflazione mensile hanno deluso gli analisti, che si aspettavano valori ben più alti circa l'andamento dell'incremento dei prezzi, che invece ha fatto registrare una magra sequenza di +0,08%, +0,30%, +0,09%. La stessa situazione si è verificata nell'Eurozona, dove l'inflazione core è rimasta ancorata al livello del + 1,0% e sembra difficile che il tasso di crescita potrà raggiungere la soglia di riferimento della BCE del 2% nei prossimi mesi.
In parallelo, l'economia reale sta andando invece molto bene.

La crescita del PIL degli Stati Uniti è stata rivista al rialzo al + 1,4% nel primo trimestre, a partire dalla precedente stima di +1,2, grazie alle maggiori esportazioni e all'aumento delle spese per i consumatori sui servizi.
Nello stesso trimestre, anche la crescita economica dell'area euro ha raggiunto il suo tasso più alto in più di un anno, secondo l'ultima stima effettuata dall'agenzia europea Eurostat. Il PIL è cresciuto del +1,9% su base annua, la crescita più consistente dal quarto trimestre del 2015.
Eppure, l'inflazione non aumenta.

Questa combinazione di forte crescita dell'economia reale e inflazione debole sta diventando un vero e proprio puzzle per molti economisti, ormai abituati a ragionare secondo il classico paradigma "più crescita uguale più inflazione". Perché questa volta non succede?
La mia opinione è che, grazie ai vantaggi della globalizzazione, la lowflation stia diventando e diventerà sempre più "la nuova normalità", alla quale noi tutti dovremo abituarci.

È difficile prevedere che altri fattori, come un aumento della  produzione potenziale o una migliore misurazione statistica delle nuove tecnologie, svolgeranno un ruolo altrettanto significativo come quello giocato dalla globalizzazione dei mercati. Il cambiamento radicale nella value change nel settore manifatturiero, l'allocazione dei fattori capitale e lavoro laddove questi costano meno e rendono di più, unito all'ingresso di 1,6 miliardi di lavoratori nel mercato effettivo del lavoro dal 2000 ad oggi, hanno contribuito a ridurre la pressione inflazionistica in tutte le economie avanzate.

Un mondo più globalizzato comporta certamente una allocazione più efficiente delle risorse e, grazie all'aumento della concorrenza, geografica e di business, i prezzi, anche dei fattori produttivi, diminuiscono. Tale diminuzione non è quindi un fenomeno temporaneo, ma destinato a perdurare nel tempo.
Questa nuova normalità produrrà notevoli conseguenze non solo sui prezzi di beni e servizi ma anche sui tassi di interesse.
Poiché essi rappresentano il prezzo del denaro, la mia opinione è che l'incremento di concorrenza per l'allocazione di capitale nel mondo contribuirà a mantenere, d'ora in poi, tassi d'interesse sistematicamente più bassi, proprio come qualsiasi altra forma di competizione, che produce l'effetto di abbassare i prezzi e aumentare le quantità.

In un mondo globalizzato saranno sempre più le forze di mercato e non le banche centrali a stabilire il costo del denaro.
Per questo motivo, i banchieri centrali dovrebbero prestare particolare attenzione a questo nuovo paradigma, in quanto questo avrebbe effetti radicali sulla conduzione della loro politica monetaria.
Possiamo facilmente prevedere che sotto questa nuova normalità caratterizzata da bassa inflazione e alta crescita la stance futura delle politiche monetarie sarà sistematicamente meno restrittiva di quanto fosse prima. Insisto sull'avverbio "sistematicamente", perché, al netto di volatilità momentanee, che inesorabilmente si registreranno, i meccanismi della concorrenza globale sono in grado da soli di produrre questo effetto deflattivo, sia sui prezzi che sui tassi d'interesse.

Se prevedessimo che i banchieri centrali dovranno lavorare meno in futuro, perché l'ambiente monetario sarà più stabile rispetto a prima, credo che diremmo una forte verità. Forse è ancora troppo presto per capire se questo accadrà davvero, ma nel frattempo molti segnali suggeriscono che questo processo è già in corso.
Fonte: News Trend Online

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