-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 21 luglio 2017

La BCE non sa come uscire dal QE


Emanuele Canegrati
La BCE non sa come uscire dal QE
Ecco la view di Canegrati analista finanziario a Blackpearlfx .
Nell'ultimo meeting tenutosi il 20 Luglio, il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha mantenuto invariati i tassi di interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento e i tassi di interesse sul credito finanziario marginale e sugli strumento di deposito, rispettivamente, allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. La stance di politica monetaria di Francoforte è rimasta invariata, nonostante molti analisti si aspettassero che i banchieri di Francoforte avrebbero rivisto la stance monetaria in una direzione più aggressiva.
Il comunicato della BCE relativo al meeting del 20 luglio è praticamente identico a quello del meeting precedente del mese scorso. Il comunicato finale pubblicato a margine della riunione riporta, infatti, che "il Consiglio direttivo prevede che i tassi di interesse della BCE rimangano ai loro livelli attuali per un lungo periodo di tempo e ben oltre l'orizzonte degli acquisti netti" e che "per quanto riguarda le misure di politica economica, il Consiglio direttivo conferma che gli acquisti netti delle attività finanziarie, all'attuale ritmo mensile di 60 miliardi di euro, sono destinati a proseguire fino alla fine del dicembre 2017 o anche oltre, se necessario, e comunque fino a quando il Consiglio direttivo non vedrà un adeguamento sostenuto nel percorso dell'inflazione, coerente con il livello di inflazione obiettivo", che sarebbe poi quello del 2%.
Il mantra del "whatever it takes" di Mario Draghi sembra così aver vinto ancora una volta la resistenza tedesca, ritornando di nuovo in auge, dopo il discorso dai toni più "hawkish" tenuto a Sintra solo un mese fa.
L'euro ha perso terreno subito dopo l'annuncio della BCE, in calo del -0,3% a 1.148 contro il dollaro.
A parte le giustificazioni portate dalla BCE, sembra difficile trovare una motivazione razionale all'attuale posizione monetaria di Francoforte, dopo la pubblicazione degli ultimi dati macroeconomici dell'area euro. Dopo tutto, il tasso di crescita del PIL previsto è in linea con quello dell'economia degli Stati Uniti e il tasso di inflazione è compreso tra l'1% e il 2%. Eppure, la politica monetaria della BCE è sempre più divergente rispetto a quella della FED, avendo la banca centrale statunitense aumentato i tassi di interesse già due volte quest'anno e con un probabile nuovo rialzo da effettuare entro dicembre. Inoltre, la presidente della FED Janet Yellen ha dichiarato di essere pronta a prendere in considerazione una riduzione dell'attivo totale della FED. Al contrario, la BCE ha lasciato invariata non solo la sua posizione monetaria, ma anche la sua forward guidance, nascondendosi dietro il solito mantra del "tutto ciò che serve", che mai come ora sta creando incertezza e imbarazzo tra gli investitori.
La verità è che Mario Draghi non vuole cambiare la politica della BCE perché teme due cose: 1. un apprezzamento dell'euro contro il dollaro, a causa di un aumento dei tassi di interesse della zona euro; 2. un forte aumento dei rendimenti obbligazionari sovrani nei paesi periferici, come l'Italia, che possono mettere in pericolo l'equilibrio delle finanze pubbliche di quei paesi. Dal momento che nessuno a Francoforte sembra sapere esattamente predire le conseguenze che un cambiamento nella politica monetaria può produrre, la strategia migliore da seguire rimane il mantenimento dello status quo. Ma così facendo sempre più investitori si stanno convincendo che la strategia di status quo significa l'assenza di una vera e propria strategia.

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.