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venerdì 21 luglio 2017

Il rally dell'euro disturba le Borse: quali scenari per eur-usd?


In una giornata priva di dati macro di rilievo tanto in Europa quanto in America, si appesantisce strada facendo il bilancio delle Borse europee che risentono della perdurante forza dell'euro nei confronti del dollaro, un fattore che penalizza in particolare il Dax30, in quanto il listino tedesco ha un gran numero di società maggiormente orientate all'export.

Il rialzo dell'euro non preoccupa la BCE

Quanti si aspettavano ieri un intervento da parte di Mario Draghi tale da contenere in qualche modo la forza della moneta unica è rimasto fortemente deluso.

Il presidente della BCE ha ammesso che il livello dell'euro è oggetto di attenzione, ma al contempo ha chiarito che non è motivo di preoccupazione al momento.
Immediata la reazione della divisa europea che ieri ha registrato una progressiva accelerazione al rialzo contro il dollaro dopo la conferenza stampa del presidente Draghi.
Gli acquisti proseguono, anche se ad un ritmo decisamente più contenuto, anche oggi, quando l'euro-dollaro s è spinto a testare l'area di 1,168, avvicinando i massimi degli ultimi due anni, salvo ritracciare in seguito e presentarsi ora a ridosso di quota 1,1664.

Come spiegare il rialzo della moneta unica dopo Draghi?

Come spiegare questa reazione del mercato che ha visto i tassi decennali calare dopo le parole di Draghi, mentre queste ultime non hanno impedito il superamento di quota 1,16 da parte dell'euro?
Gli analisti di Equita SIM in una nota diffusa questa mattina hanno affermato che tra i vari commenti che hanno letto non hanno trovato una spiegazione convincente del motivo della divergenza.
Per la SIM milanese probabilmente la spiegazione più semplice è la più corretta: la cautela sul tapering ha generato gli acquisti sulla parte lunga della curva, mentre l’assenza di un esplicito riferimento al cambio ha fatto scattare gli stop loss di chi aveva scommesso su un rally del dollaro.
Non va dimenticato infatti che negli ultimi anni l’euro è stata la valuta prediletta per finanziare operazioni di carry trade e che siamo ormai in un'area in cui dove l’effetto cambio avverso per chi si era indebitato in euro sta diventando "doloroso".
Secondo Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital, l'atteggiamento tranquillo mostrato ieri dal presidente Draghi è stato letto come una rinuncia da parte della BCE a controllare l'apprezzamento dell'euro.

Questo perchè probabilmente l'effetto di inasprimento delle condizioni finanziarie viene giudicato modesto e di conseguenza si riduce la probabilità che il Board guidato da Draghi possa adoperarsi in questo senso in futuro.

Attesi nuovi rialzi per eur-usd: i target degli analisti

Intanto si prevede un ulteriore apprezzamento del cambio euro-dollaro che a detta degli strategist di Ig dopo una correzione di breve potrebbe spingersi in avanti fino a quota 1,17.

Per gli esperti di Bk Asset Management probabile la moneta unica supererà il record segnato a quota 1,1714 contro il dollaro due anni fa. E' solo questione di tempo perchè ciò accada e gli analisti vedono come inevitabile un successivo approdo in area 1,18.
C'è anche chi si spinge ad ipotizzare traguardi ancora più ambiziosi ed è il caso di Societè Generale, secondo cui l'eur/usd potrebbe raggiungere quota 1,2 entro il prossimo meeting della BCE in agenda a settembre.


Gli analisti fanno notare che la situazione attuale fa tornare alla mente quanto accaduto tra il 2012 e il 2014, quando il crosso si trovava vicino al livello di 1,2. Come allora anche adesso il cambio euro-dollaro è nuovamente correlato con lo spread tra i Treasury a 10 anni e il Bund tedesco.
Non manca chi crede che la reazione dell'euro-dollaro sia stata esagerata ed è il caso degli analisti di Commerzbank, secondo cui gli attuali livelli del cambio non sono giustificati, visto che il presidente Draghi non ha fornito elementi di rilievo a supporto della moneta unica.
C'è da dire comunque che alla base del rally dell'eur-usd non è c'è soltanto la forza della divisa europea dopo la riunione della BCE, ma anche la debolezza del biglietto verde, penalizzato dalle indiscrezioni sul Russiagate.
E' questa l'idea degli strategist di ING i quali segnalano che sul sentiment degli investitori sta pesando l'incertezza politica.


Fonte: News Trend Online

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