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martedì 25 luglio 2017

Il CHF s’indebolirà ancora, concluso il rally del BRL

Swissquote
 
Real brasiliano in calo dopo un rally massiccio
By Arnaud Masset
Nelle ultime quattro settimane, il real brasiliano ha compiuto un rally di più del 7% contro il biglietto verde sulla scia dell’attenuarsi delle incertezze politiche. L’USD/BRL è sceso da 3,3485 a 3,1111 prima di stabilizzarsi intorno a 3,1450. Il movimento è avvenuto con l’attenuarsi delle probabilità di un’inchiesta per corruzione per Michel Temer e dopo il sì del Senato alla riforma del lavoro. Anche se i guai per Michel Temer non sono ancora finiti, gli investitori non hanno atteso l’esito finale per ributtarsi sul proficuo carry trade rappresentato dalla coppia USD/BRL.
Il rapido apprezzamento del real ha però innescato massicce prese di profitto negli ultimi giorni, indicando che gli investitori non prevedono altri guadagni. In effetti, l’USD/BRL ha stornato completamente i rialzi derivanti dalle speculazioni sulla potenziale messa in stato d’accusa di Temer e da allora si è stabilizzato.
Non escludiamo un ulteriore apprezzamento marginale del real. La correzione, però, non è completa e serviranno altri sviluppi positivi sul fronte politico, specialmente per quanto riguarda la situazione fiscale del paese, per giustificare un real più forte. Inoltre, ci aspettiamo che l’USD si riprenderà man mano che la storia del restringimento della Fed tornerà in primo piano, mentre la BCB (Kuala Lumpur: 6602.KL - notizie) dovrebbe continuare ad allentare le condizioni monetarie, cosa che ridurrebbe gradualmente gli incentivi a giocare sul carry.
In arrivo altre vendite di CHF
By Peter Rosenstreich
A giudicare dalla corsa rialzista dell’euro, è tornata a imporsi l’operatività trainata dalla reflazione globale. Gli investitori stanno accumulando asset rischiosi per assicurarsi rendimenti reali, spingendo flussi verso le azioni (preferendo la crescita relativa al valore) e i mercati emergenti. La riunione della Fed di domani non dovrebbe far cambiare umore ai mercati, è possibile anche una correzione di breve termine dell’USD ipervenduto. Anche i prezzi delle materie prime continuano a salire, in primis quelli del greggio. Dall’odierna riunione dell’OPEC non sono arrivati segnali di altri tagli della produzione, ma i prezzi del greggio sono rimasti rialzisti.
La Nigeria e la Libia hanno escluso tagli e hanno rimesso in funzione gli impianti di estrazione, mentre Russia e Oman hanno segnalato che ulteriori tetti alla produzione non sosterrebbero i prezzi del petrolio. Dal canto suo, Halliburton (Swiss: HAL.SW - notizie) ritiene che il boom degli scisti stia rallentando. Neanche il caos che ha investito l’amministrazione del presidente USA Trump, il cui genero Kusher ha negato contatti impropri con la Russia, e le voci di dimissioni, nelle prossime settimane, del Ministro degli Esteri Tillerson sono riusciti a far deragliare l’operatività legata alla reflazione. I prezzi più elevati delle materie prime dovrebbero sostenere i tassi d’interesse, che sono già scesi in modo significativo. Visto l’ulteriore rischio al ribasso per i rendimenti, le valute a basso rendimento dovrebbero essere oggetto di pressioni a vendere. Ribadendo la linea ufficiale della banca, Jordan (BNS) ha affermato che il CHF è molto sopravvalutato.
É difficile dire che direzione prenderà lo JPY, viste le aspettative di una modifica della politica monetaria; la BNS, invece, non cambierà rotta. Con il calo della pressione a comprare CHF, la banca può mantenere la sua politica attuale a tempo indeterminato (a differenza della BoJ, che continua ad aumentare gli attivi). Alla luce di queste premesse, prevediamo un ulteriore deprezzamento dello CHF contro gran parte delle valute G10 e dei mercati emergenti.

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