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venerdì 7 luglio 2017

Ferrari sbanda in borsa, ma per i broker resta un buon affare


Seduta in rosso per la rossa più famosa d'Italia.
La giornata borsistica si sta svolgendo sotto il segno delle vendite per il titolo Ferrari, che ha risentito oggi più di altre blue chips milanesi nella prima fase di contrattazioni dell'intonazione negativa del Ftse Mib (-0,58%), oggi fanalino in Europa in scia ai segnali di una prossima fine del programma di stimolo monetario della Bce.
Il titolo del cavallino, che aveva chiuso la seduta di ieri a quota 75,30 euro, registra alle 13 un passivo dell'1,19% a quota 74,50 euro, a fronte di volumi di scambio non particolarmente sostenuti in chiusura di ottava: sono circa 158 mila le azioni transitate finora sul mercato, a fronte di una media giornaliera negli ultimi tre mesi pari a circa 648 mila pezzi.

Non basta la spinta di Mediobanca

Non ha tra l'altro prodotto sino a questo momento della seduta alcun effetto di contenimento contro i ribassisti una nuova nota diffusa stamattina dagli analisti di Mediobanca, che in anticipazione dei conti intermedi, in calendario il prossimo 2 agosto, scrivono di aspettarsi un trimestre "molto buono" per la casa di Maranello e considerano probabile che in quell'occasione il management della società alzerà i target di ebitda per l'esercizio 2017, avvicinandoli al sospirato traguardo del miliardo di euro.
La banca di Piazzetta Cuccia, che ha ribadito la raccomandazione "Outperform" sull'azione con un prezzo obiettivo a 83 euro, stima in particolare che nella trimestrale Ferrari comunicherà al mercato una crescita a due cifre di profitti e risultati operativi, premessa per un miglioramento della guidance 2017 che il mercato ha già prezzato. 

I numeri 

Gli analisti prevedono nel dettaglio per il secondo trimestre ricavi totali a 936 milioni di euro, in aumento del 15,4% e al di sopra della stima di 908 milioni fornita dal consenso, a fronte di consegne stimate a 2.352 unità, in aumento del 6,25% nel confronto con l'analogo periodo dello scorso esercizio.
Quanto ai risultati operativi, Mediobanca prevede un ebit in forte crescita a 195 milioni (+33,3%, al di sopra del pronostico di 189 milioni fornito dalla media degli analisti) e un ebitda adjusted a 256 milioni di euro, superiore alle previsioni di consenso (254 milioni) e in aumento  del 18,1% rispetto al secondo trimestre 2016.
L'utile netto di Ferrari dovrebbe quindi salire anno su anno del 38,5% a 134 milioni di euro (la stima di consenso si ferma a 129 milioni), a fronte di una generazione di free cash flow superiore ai 70 milioni e a un indebitamento in crescita a 635 milioni di euro.

Più chiarezza a febbraio

Al netto della fiducia accordata, Mediobanca precisa in ogni caso che una migliore visibilità sul titolo si avra a partire dal secondo semestre 2017 e nel 2018, specificando che il momento "chiave" dell'equity story di Ferrari sarà la presentazione a febbraio prossimo del nuovo piano strategico.
In quella data, scrivono gli analisti, "l'azienda dovrebbe fissare obiettivi interessanti per quanto riguarda i volumi.

Noi stimiamo 13mila unità, che potrebbero portare a un considerevole aumento dell'ebitda nel periodo del piano che dovrebbe terminare nel 2024". 
Fonte: News Trend Online

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