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venerdì 21 luglio 2017

FCA appesantito da un nuovo scandalo tra i produttori tedeschi


L'ultima seduta della settimana si chiude con un rosso pesante a Piazza Affari per Fiat Chrysler Automobiles, che che dopo aver continuato a perdere terreno per tutta la giornata, arrivando a registrare un passivo superiore ai tre punti percentuali, ha terminato le contrattazioni in calo del 2,62% a quota 10,03 euro.

Nuovo scandalo auto in Germania

Una performance d'altra parte in linea oggi per FCA con quella di tutto il settore auto europeo: a Francoforte Volkswagen e Daimler hanno perso rispettivamente il 4,51% e il 2,92%, mentre sul CAC40 francese Peugeot ha registrato un rosso del 3,67% e Renault ha ceduto il 2,66%.
A pesare sulle quotazioni odierne del titolo e dei suoi concorrenti sul Continente è con ogni probabilità il nuovo scandalo svelato in queste ore dalla testata tedesca Der Spiegel, che ha anticipato alcuni dettagli su pratiche di cartello ultraventennali portate avanti dai principali produttori tedeschi. 
Le rivelazioni troverebbero riscontro in un documento di autodenuncia presentato all'antitrust tedesca da Volkswagen, ma ci sono dentro tutti: Audi, Porsche, Bmw, Daimler. Insieme si sarebbero ripetutamente accordati fin dagli anni 90 per coordinare le loro strategie su tecnologia dei veicoli, costi e forniture di componenti. Accuse che per gli analisti di Bankhaus Metzler sono "molto serie e implicherebbero vent'anni di potenziale collusione".
Sarebbero coinvolti oltre 200 dipendenti di diverse case, e ad aggravare la situazione c'è anche il fatto che gli accordi sottobanco riguarderebbero anche i controlli sulle emissioni e potrebbero quindi incrociare in qualche modo anche lo scandalo dieselgate, ancora ancora tutt'altro che archiviato: proprio questa settimana Daimler ha annunciato il richiamo di 3 milioni di veicoli in Europa per controlli sui livelli degli scarichi e ancora oggi Audi (gruppo Volkswagen) ha annunciato un programma volontario di richiamo di veicoli diesel EU5 ed EU6 rivolto ai clienti europei e di altri mercati.

Imi valuta buy il titolo

In questo clima, ovviamente negativo per FCA, estraneo alla vicenda portata alla luce da Der Spiegel ma a sua volta in attesa di sapere come si chiuderà la disputa con l'agenzia per l'ambiente del governo federale americano sul tema delle emissioni, è passato praticamente inosservato un nuovo report degli analisti di Banca Imi, che in una nuova nota diffusa in anticipazione dei conti trimentrali hanno confermato la raccomandazione "Add" sul titolo FCA e il relativo target price a 12,3 euro.
"Nonostante la contrazione del mercato statunitense, ci aspettiamo che il secondo trimestre sia coerente con il target del gruppo per fine anno," scriono gli analisti, che stimano in particolare un adjusted ebit in crescita del 10% a 1,8 miliardi di euro.
A livello di aree, Imi prevede una contrazione dei volumi di vendita nella zona Nafta, con ricavi previsti in calo del 5,9% a 16,45 miliardi di euro, a fronte però di "un solido margine ebit nell'area, pari all'8% contro il 7,9% dell'anno scorso ", mentre nelle altre aree, Imi anticipa un ebit adjusted al 3,2% per Europa, Medio Oriente e Africa.
Risultati alle luce dei quali Imi si aspetta una conferma degli obiettivi della guidance 2017 (ricavi in un range tra 115 e 120 miliardi di euro; ebit adjusted superiore a 7 miliardi; utile netto adjusted sopra 3 miliardi; debito industriale netto inferiore ai 2,5 miliardi).
Fonte: News Trend Online

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