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giovedì 6 luglio 2017

E' in arrivo una tempesta che rischia di far molto male a Google


Nuovi guai in vista per Google. Secondo gli ultimi rumors di stampa, la multa salata di 2,4 miliardi di euro per pratiche anticoncorrenziali appena ricevuta dalla Commissione Europea sarebbe stata infatti solo l'anticamera di una batosta ancora peggiore in arrivo per il colosso di Mountain View. 
A riportare le nuove indiscrezioni è l'agenzia Reuters, che prospetta un nuovo e più pesante provvedimento delle autorità antitrust dell'UE: ad essere preso di mira, questa volta, l'abuso di posizione dominante e le pratiche di ostacolo alla concorrenza adottate dalla società in relazione ad Android. 

Questa volta il problema è Android

La notizia in sé non è nuova.

Il dossier sulle pratiche scorrette di Big G rispetto al suo sistema operativo su smartphone è aperto già da un anno a seguito di una denuncia presentata da FairSearch, un gruppo lobbistico di settore che ha alle spalle colossi come Kayak, Expedia, TripAdvisor e Microsoft, dalla società di ad-blocking Disconnect e dalle app concorrenti Aptoide e Yandex, portoghese l'una, russa l'altra.
Quel che non si sapeva, però, è che Bruxelles ha adesso ingaggiato un team di esperti incaricati di riesaminare le conclusioni già tracciate dalla commissione d'inchiesta, per assicurarsi che le accuse abbiano un fondamento solido.

Si tratta in generale di 3-4 funzionari che in casi del genere danno il loro verdetto già nel giro di qualche settimana. Se gli "avvocati del diavolo" confermeranno le accuse, la sanzione multimiliardaria potrebbe arrivare già prima di dicembre.

Le accuse

Dalle fonti Reuters trapela tra l'altro che il caso Android potrebbe rivelarsi per Google più dannoso tanto rispetto a quello già chiuso su Google Shopping, quanto su un terzo file che riguarda la sua piattaforma pubblicitaria AdSense, considerata la diffusione capillare di Android sui dispositivi mobili. 
Le pratiche anticompetitive, che Google non avrebbe tra l'altro smesso nel frattempo di usare, sarebbero cominciate già nel 2011.

Il nuovo panel dovrà certificare in sostanza se la società ha forzato i grandi produttori di dispositivi elettronici a preinstallare sui loro smarthone le app Google Search e Google Play Store: l'antitrust europea prospetta la possibilità che si siano verificate ritorsioni e minacce alle aziende che si rifiutavano di accettare le sue condizioni.
 Inoltre, secondo l'accusa, Google chiederebbe ai produttori di device di firmare accordi che li costringono a non installare prodotti simili ad Android.
Nessun commento è stato per il momento rilasciato da Google dopo le ultime voci. Il gruppo aveva manifestato in passato la volonta di dimostrare alla Commissione Europea che Android garantisce la concorrenza. 
Fonte: News Trend Online

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