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mercoledì 19 luglio 2017

Brexit, ora Londra è in emergenza alimentare. E senza un piano


Un'altra previsione fosca sulle conseguenze per la Gran Bretagna del divorzio dall'Unione Europea. Questa volta non si tratta però dei timori su un possibile declino di Londra come grande hub della finanza mondiale. Ma di cibo. 
Secondo un nuovo rapporto stilato da tre stimati accademici britannici esperti in politiche alimentari, la Brexit rischia di sconvolgere l'approvvigionamento alimentare inglese e di avere un enorme impatto sui prezzi, in una misura "senza precedenti per un'economia avanzata in tempo di pace".

Crisi alimentare post-Brexit?

Nello studio dal titolo “A Food Brexit: time to get real”, gli autori - Tim Lang della City University di Londra, Erik Millstone dell'University of Sussex e Terry Marsden dell'Università di Cardiff - a conclusione di un'analisi condotta esaminando dati di settore su un ampio ventaglio di questioni come produzione, impieghi, standard di sicurezza e qualità e impatto ambientale, usano toni particolarmente duri contro il governo di Theresa May, tacciato di non avere "una visione per il settore alimentare e l'agricoltura" nel quadro del nuovo "ordine mondiale" post-Brexit.
"Il silenzio sul futuro alimentare della Gran Bretagna dal referendum Brexit a oggi è uno stupefacente atto di irresponsabilità politica e lascia presagire il caos se non si cambia direzione", si legge nel rapporto.
L'accusa al governo è in sostanza di non avere pensato a una seria programmazione sul tema in vista dei negoziati con Bruxelles, e traccia uno scenario in cui la rottura del forte legame dei consumatori britannici con le abitudini alimentari europee (un terzo dei prodotti consumati oltremanica arriva dall’UE) farà della Gran Bretagna un Paese dove ci sono meno scelta alimentare, prodotti più scadenti e prezzi più elevati.

Meno qualità

Scenari inomma quasi da guerra.

"Almeno nella seconda guerra mondiale la Gran Bretagna è entrata con dei piani d'emergenza", scrive Lang. E i tre fanno notare che l'uscita dall'Unione europea solleva in particolare gravi questioni sulla sicurezza e sulla qualità del cibo, destinata a un declino "se il Regno Unito smette di adottare gli standard di sicurezza europei, e invece accetta accordi di libero scambio con paesi che hanno regole molto meno stringenti".
Gli accademici invitano dunque i colleghi la società civile britannica a fare pressione sul governo perché venga presto programmata una nuova cornice per ripensare le politiche alimentare, a partire dalla creazione di una nuova Commissione Nazionale sul Cibo e l'Agricoltura. 
Fonte: News Trend Online

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