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mercoledì 5 luglio 2017

Borse: cambio di direzione in vista? Le attese a Piazza Affari

Davide Pantaleo
 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Giovanni Lapidari, privato e professionista specializzato sul mercato dei futures, indici e cfd, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati, con uno sguardo rivolto in particolare a Piazza Affari.
I mercati azionari, tanto europei quanto americani, hanno ritracciato un po’ dagli ultimi massimi, senza registrare tuttavia flessioni profonde. Come valuta l’attuale situazione delle Borse? Quali i possibili scenari nel breve?
Due domande, due le risposte.
L’attuale situazione delle Borse è molto a-sincrona e non correlata. Gli indici dove il settore bancario pesa molto mi pare che tengano meglio rispetto ad altri listini. Il motivo lo vado a ricercare nell’azione solo in apparenza non concertata da parte delle principali Banche Centrali, che più o meno esplicitamente stanno richiamando l’attenzione degli operatori per una restrizione di liquidità.
Con la scusa reale che i dati macroeconomici cominciano ad essere strutturalmente migliori, si toglie lentamente (e si avvisa che si continuerà o comunque si inizierà a farlo) il carburante che ha permesso alle azioni di salire in modo oggettivamente così speculativo.
Questo comportamento può favorire i titoli bancari, che certo hanno sofferto nella attività tradizionale la compressione dei margini reddituali dovuta all’azzeramento del costo del denaro.
Così riesco a spiegarmi la migliore performance di queste ultime due sedute per il Dow Jones in America (rispetto a SP 500 e Nasdaq (Francoforte: 813516 - notizie) ) e della nostra Borsa, quest’ultima premiata da un lieve restringimento dello spread Bund-Btp.
La mancanza di sincronia nelle performance ultime dei listini è poi anche motivata dalle conseguenze delle macro tensioni sui cambi.
In America abbiamo il dollaro indebolito sia dalla salita delle materie prime (quando è evidente, come quella messa a segno dal rame e petrolio a partire dai primi di giugno, vi sono sempre arbitraggi contro dollaro) che da una fuoriuscita di denaro sia dai bond che dall’azionario high-tech.
In Europa il conseguente apprezzamento dell’euro, dovuto ai fattori sopra citati ma anche ad un atteggiamento più cauto di Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) verso una ulteriore espansione monetaria, crea maggiori problemi sui listini votati all’export come il DAX rispetto ad altre borse del Vecchio continente.
In buona sostanza la situazione attuale mi sembra di continuazione della fase distributiva iniziata nella prima decade di maggio, ma ancora non concretizzata in flessioni direzionali evidenti, quantunque il brusco calo di fine giugno abbia eroso le performance degli ultimi due mesi.
Per quanto riguarda uno sguardo ai possibili scenari futuri, questa distribuzione non è ancora chiara da interpretare e in ogni caso sto molto in guardia: la volatilità non è comunque in flessione (anzi, mi aspetto che salga un pò) e l’assottigliarsi dei volumi potrebbe continuare a sostenerla allargando però gli spread del denaro-lettera quantomeno nell’intraday.
Non c’è ancora un vero e proprio potente catalizzatore, ma le progressive difficoltà del Nasdaq sui titoli che hanno trascinato volumi e performance di questo indice mi costringono ad essere prudente, perché non sarebbe la prima volta che i cambi di direzione partono dal comparto hi-tech per poi estendersi agli altri settori.
A Piazza Affari continua per il Ftse Mib un’estenuante fase laterale con baricentro di oscillazione in area 21.000. tale situazione è destinata a durare o si aspetta una differente evoluzione nel breve?
I punti di equilibrio di breve sono a 20.850 (intendendo per breve già la giornata odierna) mentre per la settimana l’equilibrio lo vedo in zona 20.770/20.720, con resistenze tra 21.100 e 21.160, ed estensione settimanale a 21.250 punti.
Una chiusura dell'ottava in corso sopra questo livello sarebbe un segnale interessante, ma ripeto è bene fare molta attenzione a comprare la forza perché il periodo non mi sembra adatto per questo tipo di tecnica.
Anche sul nostro mercato siamo laterali da due mesi, con incremento di volatilità che sicuramente potrebbe favorire una fase di strappi ulteriori. Strappi che personalmente non seguirò in accompagnamento, perché se come credo aumenteranno le oscillazioni, sarò più favorevole ad operatività intraday mordi e fuggi che di posizione.
Non è un mercato peraltro su cui prendere certamente posizioni ribassiste forti, che al momento vedo anch’esse da limitare all’attività giornaliera.
Manca una motivazione per le discese da molti auspicate, quantunque non sarebbe certo un segnale di poco conto veder perforare la barriera di 20.650 punti di Ftse Mib nelle prossime sedute.
Come valuta il recente andamento del cambio euro-dollaro e del dollaro-yen? Quali le sue attese nel breve e quali i livelli da tenere d’occhio?
L’Euro risente del mutato atteggiamento della BCE, che nelle ultime dichiarazioni dei suoi principali esponenti a partire da Draghi si è accodata alle istanze doverosamente e giustamente più restrittive che aveva già anticipato la politica della  Fed.
Le suddette istanze sono una sostanziale presa d’atto da un lato dei “non effetti” del Qe europeo di questi anni, e dall’altro che comunque sia pur tardivamente aumentano le probabilità che anche sui nostri mercati seguiremo le linee guida della Banca centrale americana.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) breve non mi aspetterei per l'euro-dollaro discese sotto 1,1280 e credo che tutti coloro che attendono la chiusura del gap del 24 aprile farebbero bene a riporre nel cassetto le loro speranze, almeno per un po' di tempo, perché mi pare ci sia poca voglia di andare a toccare questo livello, che fra l’altro è molto distante dalle attuali quotazioni.
Area 1,12-1,10 la vedo come un supporto di tutto rispetto, mentre per il dollaro-yen sto seguendo maggiormente il dollar index. Infatti la debolezza relativa dello yen - in Giappone credono ancora nelle politiche espansive - non aiuta a vedere in questo cambio un credibile driver di correlazione per capire i movimenti sia dell’obbligazionario che dell’azionario.
A livello intermarket ci sono degli aspetti che vuole segnalarci in particolare? A cosa consiglia di guardare ora?
Credo sia da seguire la volatilità, non soltanto per quanto riguarda l’arcinoto VIX, ma anche per i similari VDax e VStoxx. Quest’ultimo lunedì ha registrato una contrazione davvero anomala di quasi il 10 percento sul V Stoxx senza nessuna particolare traccia o news macro a corredo e spiegazione.
Il forte ritracciamento dell’oro potrebbe non essere terminato. Così almeno lasciano intendere i prezzi delle obbligazioni americane, e anche la rottura grafica in area 1250 del canale che non sosteneva il rimbalzo.
C’erano in effetti molte scommesse long aperte sul metallo giallo in previsione di una correlata discesa delle borse, che in Europa potrebbe essere eventualmente favorita da un nuovo rialzo dell’euro ma che, ribadisco, non pare ancora pronta: restiamo comunque molto guardinghi perché la situazione di relativo stallo non credo resterà a lungo così.
Graficamente parlando, la candela del 29 giugno pare che abbia comunque lasciato il segno sulle borse: i massimi dei primi due giorni di questa settimana ne hanno sfiorato il 50 percento di recupero senza riuscire a ritracciare maggiormente, e questa è indicazione che gli stop loss patiti dai rialzisti dell’ultima ora restano abbastanza dolorosi.
Il mio atteggiamento pertanto resterà di grande e attento monitoraggio della volatilità, che ha registrato incrementi nelle ultime 5 sedute piuttosto sensibili e tali da portare il rateo a breve (calcolato su base 5 giorni e poi annualizzato) intorno al 20 percento annuo sulle principali piazze azionarie.
Tale valore, invece, calcolato fra 10 e 50 sedute, per DAX ed Eurostoxx si attesta fra il 15% e il 18%; in America è decisamente elevato per il Nasdaq (dove si va da un 25% a 5 gg a un 16% a 100 giorni, valori comunque elevati e anche molto diversificati fra di loro: questo è un segnale di pericolo) mentre SP 500 e Dow Jones veleggiano su livelli al di sotto del 10%: livelli bassi, da molto tempo peraltro, che non possiamo far altro che monitorare con i nostri scandagli in attesa di capire quanto durerà questa bassa marea.

Un cordiale saluto a tutti i lettori di Trend On Line.

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