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lunedì 3 luglio 2017

Banche venete: la crisi è finita!

Si lo so, mi dovete scusare, per uno che da oltre 10 anni cerca di seminare consapevolezza, è una mancanza imperdonabile, aver accusato esclusivamente degli onesti banchieri, politici e la vigilanza del dissesto delle banche italiane, figurarsi se si tratta di euro, la colpa è tua Bellezza e non far finta di nulla, perchè lo sai bene che hai vissuto ben oltre le tue reali possibilità, infrangendo ogni limite della decenza, troppo welfare, troppi aumenti di stipendio, troppa ricchezza in questi anni.
C’è una collusione tra speculatori e risparmiatori? Certo che no.

Ma quando ci giriamo dall’altra parte, indignati dal governo ladro che salva le banche con i nostri soldi, dobbiamo forse ricordarci che agli azzardi morali dei banchieri siamo tutti noi a offrire mercato.
Per carità, l’avidità in un mondo di psicopatici è all’ordine del giorno, ma finiamola di colpevolizzare risparmiatori o investitori per la loro ignoranza, si certo alcuni di loro erano avidi, tuttora il mondo della finanza è intriso di avidità che alla prossima crisi finirà in una strage, ma ora occupiamoci di chi doveva vigilare, di chi doveva amministrare con la diligenza del buon padre di famiglia e di chi aveva responsabilità politiche.
Lasciate perdere quello che dice Zaia, ha le idee chiare ma ben confuse come tutti i politici su cosa significa nazionalizzare…
«Se gli obbligazionisti saranno ristorati al cento per cento, lancio il grido d’allarme per quei 205.000 risparmiatori che hanno acquistato azioni non per speculare, ma ritenendo le azioni più sicure delle obbligazioni e investendovi i pochi loro risparmi: secondo me andrebbero trattati alla stregua di obbligazionisti e non di azionisti.

E penso e spero che la partita sia chiusa, ma che, nell’accordo, ci siano ancora margini per recuperare questo aspetto sociale»
Hanno ritenuto le azioni più sicure delle obbligazioni o qualcuno ha suggerito loro che le azioni erano più sicure delle obbligazioni o che se volevano qualche prestituccio dovevano comprarsi un pò di immondizia?
Non so Voi, ma a me fanno tenerezza i banchieri centrali, soprattutto quando escono con queste battute…
Non sono a rotoli ma potrebbero presto finire a rotoli, visto che sono istituti che hanno bisogno di un ciclo economico positivo, estremamente positivo e di manager che non guidino con lo sguardo esclusivamente sullo specchietto retrovisore.
Chi vi parla è un blogger qualunque di periferia, che ha il vizio di introdurre sempre qualche canarino nella miniera della storia, uno che nel 2011 parlava al deserto, mentre raccontava che i nostri istituti erano i meno esposti alla crisi subprime americana, alla crisi dei derivati, alla crisi subprime europea, quella di debito privato e non pubblico come vi raccontavano le sirene euriste, sai l’Italia è a rischio default.
Allo stesso tempo, era tra i pochissimi insieme soprattutto ad Alberto Bagnai, a ricordavi che la crisi europea di debito privato e l’attacco speculativo al nostro Paese con la conseguente imposizione da parte della BCE del governo Monti e dell’austerità, la dinamica dell’euro avrebbero messo seriamente a rischio la stabilità finanziaria del nostro sistema bancario e dell’intero Paese.
Per chi non lo sapesse, le sofferenze delle banche non sono altro che crediti inesigibili determinati dal fallimento delle imprese e dalla perdita del lavoro delle famiglie, oltre che dalla criminale e demenziale gestione di un manipolo di psicopatici travestiti da banchieri, assecondati dalla politica e dalla vigilanza.
O si certo, Visco lo dovevano invitare sul palco del Festival dei due Mondi, per dire che sono stati bravi in fondo, che hanno fatto tutto quello che erano possibile, sai bellezza,  mica sono andate tutte a rotoli.
Allora ricapitolando, il Governo prima chiede una ricapitalizzazione precauzionale perchè considera giustamente sistemiche per il Veneto le due banchette e poi sollecita la liquidazione coatta amministrativa e con l’aiuto della BCE diventano non più sistemiche, salvo poi tornare sistemiche per ottenere il via libera della UE.
Effetti collaterali di malagestione, li chiama lui, sai, ci sono sempre stati, tutta colpa di Consoli e Zonin, chi mai avrebbe pensato che due bravi ragazzi come loro potevano combinare simili marachelle! Non una sola parola, relativamente alle proprie responsabilità è mai uscita da questi banchieri, sai bellezza secondo Visco questa crisi è la più grave della storia, come in tempi di guerra, eppure le banche non sono crollate.
Mai nessuno che si chieda se ne crolleranno altre, nessuno che si domandi perchè questo Paese non riesce più a crescere, a si la corruzione, la spesa pubblica!
«La Banca d’Italia è un ente pubblico, un’istituzione seria – ha ricordato Visco –.

È proibito a chi detiene quote nel capitale di aver alcun ruolo sia nella politica monetaria, sia nell’attività di vigilanza sulle banche». Il governatore ha rivendicato il ruolo della Vigilanza di fronte alle crisi bancarie, spiegando di aver «rilevato che c’erano problemi nel Monte dei Paschi» e ripercorrendo il ruolo di via Nazionale nelle crisi di Banca Marche, della Popolare di Spoleto, di Banca Etruria e Carige.
Negli ultimi 15 anni «oltre 100 banche sono state commissariate, chiuse, aggregate», ha sottolineato Visco, spiegando che non tutti «se ne sono accorti».
Chissà chi avrà suggerito la stagione d’oro dei subordinati da rifilare agli avidi nonnini dello sportello!  Ma loro no, continuano a ricordarvi che il nostro sistema è solido e al nostro caro John Kenneth Galbraith, verrebbero i brividi lungo la schiena.
È così difficile capire che il destino delle banche italiane è legato a doppio filo all’andamento futuro della sua economia e non come quello delle banche tedesche imbottite di derivati e strumenti strutturati che evaporeranno come nebbia al sole, nebbia che sino ad oggi continua ad aleggiare sul terzo livello contabile dove anche con l’aiuto della BCE si continua a nascondere asset che non hanno alcuna corrispondenza con la realtà?
Ho urlato per anni su questo blog cercando di spiegare che gli attivi finanziari di una banca tedesca sono carta straccia rispetto a quelli di una banca italiana, ma loro sono riusciti a trasformare asset che valgono 30 punti in diamanti con valore 100 e costringere le banche italiane a svalutare e liquidare asset che valgono almeno 40/50 punti con vere e proprie perle in circolazione a 20/30, fantastico!
Come potete vedere sul PLUS di sabato del Sole24Ore la situazione è delicata, complessa, ma se continuiamo a non comprendere che serve una scossa strategica economica a questo Paese non c’è storia, è finita!
Basterebbe pensare a come tutte le banche fallite in Europa negli utimi anni, avevano passato gli stress test dell’EBA e della BCE a pieni voti, scenari sempre più estremi eppure passati senza tante difficoltà.
Bene prima di proseguire date un’occhiata a questo articolo…
I livelli dei crediti deteriorati toccati da Vicenza e Veneto Banca è da record assoluto.

Le due banche a fine del 2016 avevano infatti un tasso di prestiti deteriorati del 37%. Ed è il trend che impressiona. Solo l’anno scorso e solo per la Popolare di Vicenza i prestiti cattivi erano saliti di 874 milioni, l’11% in più sul 2015. Non solo ma si scopre nel bilancio che la metà di questi prestiti malati (quasi mezzo miliardo) sono crediti non restituiti da chi ha sottoscritto le azioni ora azzerate della banca.
È qui, nel circuito perverso dei finanziamenti baciati (azioni in cambio di mutui e fidi), che ha contrassegnato l’epopea tragica di Zonin e Consoli, che si annida il virus mortale che ha condannato a morte le due banche del territorio.
Ma davvero qualche ingenuo pensa che sia finita qui, davvero qualcuno come Padoan, pensa che lo Stato italiano risucirà a recuperare tutti i miliardi usati per aiutare Intesa a ingoiare un’intera discarica di crediti inesigibili.
Bene ieri, Alberto Bagnai, sul suo blog in Banche: il peggio è passato ha fatto riferimento a Charlie Brown, uno che se ne intende, che giustamente ha parlato del principio contabile IFRS9 che ha mandato circa tre anni fa il soffitta il vecchio IAS 39 che secondo loro ha contribuito ad inasprire la crisi…Andrea Mazzalai Fonte: News Trend Online
Canale: Trend-online

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