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martedì 4 luglio 2017

Banche e petrolio guidano il rimbalzo


Pierluigi Gerbino
 
L’inizio del secondo semestre ha concesso un po’ di respiro ai mercati azionari, che sono rimbalzati, ed ha un pochino corretto gli impulsi della scorsa settimana anche sulle valute, con l’Euro che è tornato sotto 1,14 contro il dollaro.
La settimana scorsa si è visto in Europa un forte movimento correttivo, che aveva portato in zona di eccesso ribassista di breve termine i principali indici europei Dax ed Eurostoxx50. Voltata la pagina del calendario, è abbastanza logico che, dopo le prese di beneficio effettuate per consolidare i guadagni del semestre e presentare rendiconti puliti, i grossi gestori abbiano ripreso un po’ di posizionamento, magari andando proprio a caccia di occasioni, come gli specialisti dei saldi stanno facendo in questi giorni nei centri commerciali italiani.
Del resto il peggioramento di forza relativa rispetto agli indici USA si era fatto troppo eccessivo ed un tentativo di riallineamento era d’obbligo, anche approfittando della giornata semi-festiva ad orario di borsa ridotto in USA, che sarà seguita, oggi, dalla chiusura totale delle borse americane per la festa nazionale dell’Independence Day, dedicata alla retorica nazionalistica ed alla celebrazione dei reduci dalle numerose guerre in casa d’altri che gli USA hanno combattuto e stanno ancora combattendo in giro per il mondo. Musica per le orecchie di Trump, che oggi avrà nuove occasioni per galvanizzare i suoi supporter con la retorica nazionalistica, dopo averli entusiasmati con un allucinante video taroccato che lo mostra picchiare un malcapitato con il logo della CNN al posto della testa. Al peggio non c’è limite. 
L’Europa ha scelto di puntare soprattutto sui titoli bancari ed energetici per imbastire un sostanzioso rimbalzo di oltre un punto percentuale, che allevia un po’ la caduta della settimana scorsa. In particolare, Eurostoxx50 è riuscito a ricuperare tutta la candela negativa di venerdì, che aveva chiuso del tutto il “gap di Macron”, cioè quel salto dei prezzi che si realizzò lunedì 24 aprile, dopo la notizia che il giovane candidato alla presidenza francese aveva surclassato nelle urne del primo turno presidenziale la nemica Marine Le Pen (Other OTC: PENC - notizie) e si avviava al trionfo che abbiamo poi constatato nel secondo turno e nelle elezioni al Parlamento del mese scorso. La caduta dell’indice globale delle blue chips europee è stata del -6,2%, dai massimi annuali di 3.667 del 8 maggio scorso ai minimi di 3.440 di venerdì scorso ed ha ridotto il rialzo del primo semestre al +4,6%, molto meno della metà del +11,5% che si ammirava il giorno dei massimi.
Anche il tedesco Dax ha recuperato tutto il calo di venerdì scorso, ma il Gap di Macron è ancora aperto, grazie al fatto che nel mese di maggio l’indice tedesco si è comportato meglio di Eurostoxx50 ed il calo dell’ultima settimana, seppur rilevante, non è bastato a chiudere il gap.
Chi invece sta andando a gonfie vele è il nostro Ftse-Mib, che sembra rivitalizzato dall’aiuto che Gentiloni (a spese della collettività) ha dato al sistema bancario italiano, salvando le banche venete e regalandole a Banca Intesa.
Dal giorno del decreto salvabanche l’indice settoriale delle banche italiane Ftse Banks ha ingranato la quarta ed ha recuperato l’8% in 6 sedute di borsa, portandosi proprio ieri a contatto con il massimo annuale del 12 maggio scorso. Se non è un indice di forza andare ai massimi quando gli altri indici realizzano i minimi, spiegatemi che cos’è.
All’ottima salute bancaria si aggiunge la ritrovata verve del petrolio, che ha realizzato ieri la sua ottava seduta positiva consecutiva, che gli ha permesso di arrivare a 47 dollari al barile e recuperare esattamente metà della perdita accusata dai 52 dollari del 25 maggio ai 42 del 21 giugno.
Il recupero del 50% è importante, ma è anche una barriera non facile da superare, dato che la maggior parte delle correzioni si esaurisce proprio sul 50% di ritracciamento.
Ne hanno beneficiato ieri i titoli legati all’oro nero, che hanno aggiunto il loro contributo alla performance del Ftse-Mib che, con un sonante +2,08%, è stato ancora una volta il migliore indice d’Europa. Ma soprattutto ha mostrato che la “strana” tenuta dei supporti la scorsa settimana, quando gli indici europei sfondavano i loro, non era casuale ed ora proietta il nostro indice ad osare addirittura l’attacco all’area di resistenza di 21.200 punti, oltre la quale si può puntare all’obiettivo dei massimi annuali che ora è fissato a 21.829 del 16 maggio scorso.
E’ evidente che per riuscirci occorrerà che la fiducia nella ripresa del settore bancario nostrano prosegua e che il petrolio decida di continuare il rimbalzo.
Oggi non dovrebbe succedere nulla di significativo, data l’assenza delle borse USA. Se qualcosa succedesse, andrebbe comunque verificato mercoledì, alla riapertura delle borse USA e dopo le odierne performance nazionalistiche del campione di wrestling che occupa lo studio ovale.

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