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mercoledì 28 giugno 2017

Yellen e Draghi pesano sulle Borse. Banche in rialzo a Milano


Dopo tre giornate consecutive di rialzi, la piazza azionaria giapponese quest'oggi ha ceduto il passo ad alcune prese di profitto. L'indice Nikkei 225 è sceso dello 0,47%, frenato dalle vendite che hanno colpito in particolare l'high-tech Usa ieri, ma anche dall'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro, con il cambio che in mattinata viene fotografato poco sotto quota 112.
In rosso le Borse europee che dopo le vendite di ieri non riescono a trovare gli spunti giusti per risalire la china, perdendo ancora terreno.

Gli indici stanno recuperando terreno dai minimi segnati nella prima ora di contrattazioni, mantenendosi però tutti al di sotto della parità. Il Ftse100 cala dello 0,23%, mentre il Cac40 e il Dax30 arretrano rispettivamente dello 0,49% e dello 0,65%.
Sul fronte macro in Germania è stato diffuso l'aggiornamento relativo ai prezzi alle importazioni che a maggio hanno evidenziato una variazione negativa dell'1%, in peggioramento rispetto al calo dello 0,1% e sotto le previsioni degli analisti che puntavano ad una contrazione dello 0,5%.


Buone notizie per la Francia dove l'indice sulla fiducia dei consumatori è salito da 103 a 108 punti, superando ampiamente le attese del mercato che si aspettava una conferma della rilevazione precedente.
Intanto a frenare le Borse sono le indicazioni arrivate ieri dal presidente della BCE, Draghi, il quale ha definito temporanea la fase di bassa inflazione e questo è stato letto dagli operatori come una preparazione al tapering, anche se il numero uno dell'Eurotower ha ribadito la necessità di una politica monetaria espansiva.


A pesare sul sentiment sono anche le dichiarazioni del presidente della Fed, Yellen, che al pari del suo vice Fisher, hanno parlato in maniera esplicita delle valutazioni elevate raggiunte dai mercati azionari.
Prosegue in rosso anche Piazza Affari dove il Ftse Mib, pur avendo recuperato dai minimi segnati a ridosso dei 20.600 punti, è ancora preceduto dal segno meno, con un calo dello 0,15% in area 20.750.
Tra le blue chips in controtendenza troviamo diversi bancari come Intesa Sanpaolo e Unicredit che avanzano dell'1,31% e dell'1,11%, seguiti da Banco BPM che guadagna l'1,08%, mentre Mediobanca e Ubi Banca viaggiano in salita dello 0,64% e dello 0,27%, lasciando indietro solo Bper Banca che cala dello 0,55%.
In progresso dello 0,64% Mediaset nel giorno in cui si riunisce l'assemblea per il via libera ai dati di bilancio dell'esercizio 2016 e per l'ok al piano di di buy-back.
In positivo dello 0,35% Generali malgrado Banca IMI abbia deciso di modificare il rating sul titolo da "buy" a "add", con un prezzo obiettivo ridotto da 17,1 a 17 euro.
Scattano le prese di profitto su YNap che arretra del 2,66% dopo i progressi delle ultime due sedute e nel settore lusso cala dello 0,75% Luxottica, penalizzato dalla forza del dollaro.

Quest'ultimo aspetto pesa anche su STM che scende dell'1,4%, sulla scia anche della negatività mostrata ieri dal settore tech Usa.
Sul fronte macro Usa oggi sarà reso noto l'indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari, ma più rilevante sarà il dato preliminare della bilancia commerciale che a maggio dovrebbe mostrare un saldo negativo di 65,5 miliardi di dollari, in lieve recupero rispetto ai 67,14 miliardi della rilevazione precedente.
Per le scorte all'ingrosso di maggio le stime parlano di una variazione negativa dello 0,5% rispetto al rialzo dello 0,2% precedente, mentre l'indice home pending sales di maggio dovrebbe salire dell'1,1%, in recupero rispetto al calo dell'1,3% di aprile.
Nel pomeriggio sarà diffuso il consueto report sulle scorte strategiche di petrolio e in agenda troviamo un discorso di John Williams, presidente della Fed di San Francisco.
Da segnalare che prima dell'avvio degli scambi a Wall Street saranno diffusi i risultati degli ultimi tre mesi di General Mills e di Monsanto, dai quali ci si attende un utile per azione pari rispettivamente a 0,71 e a 1,76 dollari.
Fonte: News Trend Online

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