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venerdì 30 giugno 2017

Weekly Economic Monitor


Il punto
La reazione dei mercati al discorso di Draghi di metà settimana è eccessiva, ma comprensibile: la fine del “grande stimolo” è più vicina anche in Europa. Le continue sorprese positive dai dati macro sembrano indicare che la BCE potrebbe dover rivedere prima del previsto l’adeguamento della stance di politica monetaria.

L’economia mondiale va meglio del previsto
Il 1° semestre 2017 ha dato piena ragione a chi si attendeva quest’anno un rafforzamento dell’economia mondiale. Anche il rischio politico europeo si è fortemente ridimensionato. Tuttavia, non ci aspettiamo un’ulteriore significativa accelerazione della crescita globale nel 2018 dopo quella del 2017. Dopo la Fed, anche la BCE si appresta a imboccare la via della normalizzazione che però sarà percorsa molto lentamente, a nostro giudizio. I rischi maggiori vengono dagli eccessi speculativi cinesi e dall’imprevedibilità dell’amministrazione Trump.

I market mover della settimana
Nell’area euro, il focus sarà sui verbali della riunione BCE di inizio giugno. Le vendite al dettaglio nell’area euro dovrebbero essere cresciute di 0,6% m/m a maggio. Il PMI composito potrebbe essere rivisto al rialzo a 56 da una stima preliminare di 55,7, ma risulterebbe comunque in calo rispetto a maggio. In Francia, la produzione industriale a maggio è attesa rimbalzare dell’1,0%. Sempre a maggio, la disoccupazione dovrebbe risultare stabile nell’area euro, mentre potrebbe rimbalzare in Italia dopo il vistoso calo del mese precedente.
La settimana ha molti dati ed eventi di rilievo negli Stati Uniti. I verbali della riunione del FOMC dovrebbero confermare un consenso diffuso per un altro rialzo dei tassi e per l’inizio del tapering dei reinvestimenti entro fine anno, pur sottolineando l’importanza di monitorare l’inflazione da vicino. I dati di giugno dovrebbero essere complessivamente positivi. L’employment report dovrebbe essere ancora solido, con crescita di occupati vicina alla media recente e tasso di disoccupazione ben sotto l’equilibrio; gli indici ISM dovrebbero restare in territorio ampiamente espansivo. La spesa in costruzioni di maggio dovrebbe essere debole, ma meno che ad aprile.
Autore: Intesa Sanpaolo Studi E Ricerche

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