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martedì 20 giugno 2017

USD/BRL per ora bloccato sopra 3,28


Swissquote
 
Il real brasiliano fatica a riprendersi malgrado l’attenuarsi delle incertezze
By Arnaud Masset
Il real brasiliano non è riuscito a riprendersi completamente dalle vendite dettate dal panico sulla scia della presunta corruzione del presidente Michel Temer. L’USD/BRL si è prima impennato a 3,40, poi il real si è stabilizzato fra 3,25 e 3,30, livello molto superiore al 3,10 registrato prima delle rivelazioni. Molti indicatori suggeriscono però che il livello d’incertezza è calato considerevolmente.
In primo luogo, i tassi d’interesse hanno perso quasi tutti i guadagni e i tassi swap a 2 anni sono scesi al 9,22% rispetto all’11% del 15 maggio. Anche i titoli a scadenza più lunga hanno avuto un andamento simile: i rendimenti dei decennali sono scesi al 10,37% rispetto all’11,73%. L’unico neo riguarda i CDS. I tassi CDS sul debito sovrano brasiliano non sono ancora ritornati ai livelli precedenti alle rivelazioni – i rendimenti dei titoli a 5 e 10 anni sono ancora più alti, rispettivamente di 40 e 46 punti base – ciò lascia intendere che gli investitori temono altre turbolenze nel panorama politico. Noi crediamo che sia solo questione di tempo.
In secondo luogo, nelle ultime settimane il livello di volatilità implicita è sceso. La volatilità implicita ATM a un mese sull’USD/BRL lunedì è tornata al 12,6% rispetto al 23,3% di un mese fa. Inoltre, l’indice dell’inversione di rischio delta-25 a un mese, che misura la differenza fra il prezzo di un’opzione call e put, è sceso al 2,51% dal valore superiore al 5% misurato a maggio, ciò suggerisce che il mercato non prevede un ulteriore rialzo dell’USD/BRL.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) complesso, sembra che il mercato abbia ancora bisogno di tempo per elaborare gli ultimi sviluppi politici in Brasile. Crediamo che il real possa apprezzarsi contro il biglietto verde e prevediamo che l’USD/BRL possa muoversi solo in una direzione: al ribasso.
Economia svizzera: l’inflazione bassa rimane fonte di preoccupazione per Berna
By Yann Quelenn
A una settimana dalla decisione della BNS di lasciare i tassi invariati, a Berna il Segretariato di Stato per gli Affari Economici ha pubblicato le previsioni economiche per la Svizzera. Nel 2018, il PIL è previsto in crescita dell’1,9% (attualmente allo 0,9%). Sempre per l’anno prossimo, il SECO prevede che le esportazioni raggiungeranno il 3,7% (attualmente inferiori al 3%). Anche le importazioni dovrebbero compiere un balzo del 3,8%. Le previsioni sui prezzi al consumo sono l’unico punto debole, il SECO stima infatti che, fra un anno, caleranno dello 0,3%.
Il franco forte non ha impedito al SECO di mostrarsi ottimista sull’economia svizzera. Noi tendiamo a credere che i livelli attuali siano sostenibili per il paese elvetico. Nel frattempo le riserve in valuta straniera si avvicinano ai 700 miliardi di franchi, a conferma degli enormi sforzi per stabilizzare il CHF. Non crediamo che la banca centrale diminuirà la portata dei suoi interventi e gli attivi di bilancio rimarranno molto consistenti.
Probabilmente continueranno le pressioni al rialzo sul CHF. La valuta dipende molto dalla politica monetaria della BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) . A medio termine, sembra che i mercati si aspettino che la BCE fornisca degli accenni a un’ulteriore stretta, che darebbe un po’ di sollievo alla moneta. Per il momento, rimaniamo lunghi sul CHF.

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