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mercoledì 28 giugno 2017

Report dei mercati



Wall Street chiude in ribasso, ancora vendite sui tecnologici
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in calo. Il Dow Jones ha perso lo 0,46%, l'S&P 500 lo 0,81% e il Nasdaq Composite l'1,61%. Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le stime di crescita degli Stati Uniti. Quest'anno e nel 2018 il Pil è atteso in crescita del 2,1%. Nelle previsioni di aprile l'Fmi indicava un incremento del 2,3% per il 2017 e del 2,5% per il 2018. Male in particolare il settore tecnologico. Vendite anche sul comparto healthcare dopo il nuovo slittamento del voto sulla riforma sanitaria con l'abrogazione parziale dell'Obamacare.
Tra i titoli in evidenza J.C. Penney +3,1%. Gordon Haskett Research Advisors ha alzato il rating sul titolo della catena di grandi magazzini a hold da reduce. Darden Restaurants +3,02%. Il gruppo che controlla le catene Olive Garden e The Capital Grille ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l'Eps adjusted si è attestato a 1,18 dollari su ricavi per 1,93 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps a 1,15 dollari su ricavi per 1,87 miliardi. Darden ha alzato il dividendo trimestrale del 12,5% a 0,63 dollari per azione.
Sprint +2,12%. Secondo indiscrezioni, il gruppo della telefonia mobile potrebbe allearsi con gli operatori via cavo Charter Communications e Comcast. Alphabet -2,47%. La Commissione Europea ha multato per 2,42 miliardi di euro Google per violazione delle norme antitrust del Vecchio Continente. Pandora Media +0,24%. L'internet radio ha annunciato le dimissioni del fondatore e Ceo Tim Westergren. La società ha avviato la ricerca di un nuovo amministratore delegato.
Sul fronte macroeconomico l'Indice S&P/Case Shiller, che misura l'andamento dei prezzi delle abitazioni nelle 20 principali citta' americane, ha evidenziato nel mese di aprile un incremento del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2016, risultando inferiore al consensus e alla rilevazione precedente entrambi fissati su un indice pari al +5,9%. La fiducia dei consumatori è cresciuta a giugno a 118,9 punti da 117,6 punti (dato rivisto da 117,9 punti) di maggio.
Gli economisti avevano previsto un calo a 116 punti. La Federal Reserve di Richmond ha comunicato che il proprio indice, che misura l'andamento dell'attivita' manifatturiera dell'area di Richmond, si è attestato nel mese di giugno a 7 punti da 1 del mese precedente. Il dato e' superiore alle attese degli addetti ai lavori pari a 5 punti.
MERCATI ASIATICI
Wall Street deprime l’Asia. Il Nikkei 225 perde lo 0,47%
Il sell-off tornato ad abbattersi martedì sul settore tecnologico di Wall Street (dei tre principali indici Usa, tutti in negativo, il peggiore è stato proprio il Nasdaq, deprezzatosi dell’1,61%) condiziona anche l’Asia alla riapertura degli scambi. Colossi del comparto come Samsung Electronics, Taiwan Semiconductor Manufacturing e Tencent Holdings spingono al ribasso l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che perde circa lo 0,40% allontanandosi ulteriormente dai massimi dal maggio 2015 toccati lunedì scorso.
Il declino di Wall Street era però stato condizionato anche dal rinvio a dopo il 4 luglio per il voto al Senato Usa sulla controversa riforma sanitaria voluta da Donald Trump, che continua a trovare oppositori anche tra i Repubblicani. Dall’altra parte dell’Atlantico, invece, l’euro si è rafforzato dopo che Mario Draghi ha lasciato intendere che la Banca centrale europea potrebbe ridurre il suo piano di stimolo già quest’anno. Il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in lieve declino dopo essersi deprezzato dello 0,60% martedì e lo yen torna a rafforzarsi, condizionando la performance di Tokyo: il Nikkei 225 perde lo 0,47% (performance appena migliore per l’indice più ampio Topix, in contrazione dello 0,36%). Andamento simile per il Kospi di Seoul, in flessione di circa mezzo punto percen tuale.
L’indebolimento del dollaro spinge al rialzo un altro bene-rifugio come l’oro, che guadagna circa lo 0,40% nella seconda seduta consecutiva di progresso. Finisce invece la corsa del petrolio, che torna a perdere terreno dopo essersi apprezzato del 4% in quattro sessioni. A Sydney, complice il balzo superiore al 3% del prezzo del minerale di ferro, colossi minerari come Bhp Billiton, Rio Tinto e Fortescue segnano progressi del 2-4% sostenendo l’andamento del listino: tra i principali indici dell’Asia-Pacific l’S&P/ASX 200 è l’unico a chiudere in positivo (con un guadagno dello 0,73%). A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono invece intorno allo 0,20% e allo 0,40% rispettivamente.
Fa peggio lo Shenzhen Composite in calo dello 0,70% circa. In negativo anche Hong Kong: l’Hang Seng è infatti in arretramento di circa lo 0,50% (fa peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in calo intorno allo 0,70%).
MERCATI EUROPEI
Borse europee negative
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,6%, il Dax30 di Francoforte lo 0,7%, il Cac40 di Parigi lo 0,5% e il Ftse100 di Londra lo ,2%. Il comparto tecnologico registra la peggior performance settoriale. Forti vendite anche sui petroliferi. 
Tra i titoli in evidenza Legrand +2,5%. Lo specialista delle infrastrutture elettriche e digitali dell'edificio ha siglato un accordo per l'acquisto dell'americana Milestone AV Technologies per 1,2 miliardi di dollari. Dixons Carphone +1,5%. Il rivenditore di elettronica di consumo ha chiuso l'esercizio fiscale 2017 con profitti ante imposte in crescita del 47% a 386 milioni di sterline.
I ricavi sono aumentati del 9% a 10,69 miliardi. Nestlé +1%. Il colosso alimentare ha annunciato l'avvio, a partire dal prossimo 4 luglio e fino al giugno del 2020, di un piano di riacquisto di azioni proprie per complessivi 20 miliardi di franchi (pari a 18,37 miliardi di euro). Il buyback, ha sottolineato Nestlé, verrà modificato all'occorrenza nel caso di acquisizioni "rilevanti". Abn Amro -2%. Il fondo pubblico Nl Financial Investments ha comunicato la cessione di un'ulteriore quota del 7% del capitale della banca olandese attraverso un'offerta accelerata. Stada +0,1%.
Secondo fonti citate da Reuters, Bain Capital e Cinven starebbero discutendo con gli investitori in merito alla presentazione di una nuova offerta sul produttore tedesco di farmaci generici. Philips -0,6%. Il gruppo olandese ha comunicato di avere raggiunto l'accordo per acquisire Spectranetics Corporation, azienda del Colorado specializzata in apparati medicali per il trattamento delle patologie cardiache, per un enterprise value di 1,9 miliardi di euro. Sul fronte macroeconomico in Francia aumenta la fiducia dei consumatori nelle attività economiche. L'Insee ha comunicato che a giugno l'indice si e' attestato a 108 punti, superiore alle attese e alla rilevazione precedente, fissate entrambe su un indice di 103 punti.
In Spagna a maggio le vendite al dettaglio sono cresciute del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2016, migliorando la lettura precedente fissata al +1,9% (rivisto dal +1,8%). Il dato risulta nettamente superiore alle stime degli addetti ai lavori, che attendevano una crescita dell'1,9%.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Prevale il rosso a Piazza Affari. Tengono le banche
Il Ftse Mib segna -0,50%, il Ftse Italia All-Share -0,55%, il Ftse Italia Mid Cap -0,94%, il Ftse Italia Star -1,14 %.
In rosso le Borse europee, il Dax30 di Francoforte cede lo 0,78%, il Cac40 di Parigi lo 0,8% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,73%. Sotto il riferimento anche la borsa di Londra con il Ftse100 in flessione dello 0,5%. In calo i future sugli indici azionari americani. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,81%, Nasdaq Composite -1,61%, Dow Jones Industrial -0,46%.
Mercato azionario giapponese negativo, l'indice Nikkei 225 termina a -0,47%. Borse cinesi sotto il riferimento: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen al momento segna -0,7% circa, l'Hang Seng di Hong Kong -0,6 % circa. Resiste alle vendite il comparto delle banche con Unicredit che guadagna quasi 1 punto percentuale, Intesa Sanpaolo lo 0,7%, Banco BPM lo 0,15%.
Balzo avanti di MailUp (+6,4%): la società ha comunicato di aver ricevuto nel mese ordini superiori i 621mila Euro, segnando un incremento del 15,9% rispetto al precedente massimo storico e una crescita che sfiora il 25% rispetto al maggio dello scorso anno. Anche il dato cumulato dei primi 5 mesi del 2017 conferma la crescita degli ordinativi a doppia cifra (+16% circa) rispetto al corrispondente dato cumulato del 2016. In forte ribasso Stm (-1,7%).
Deboli le utility, con A2a (-1,4%), Enel (-0,7%), Italgas (-1,2%), Snam (-0,3%) e Terna (-0,3%) penalizzate dal rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, con il tasso sul Btp tornato sopra la soglia del 2% riportando il differenziale con il Bund tedesco in area 170 punti base.
Debole anche l'automotive: ieri General Motors ha tagliato le stime di vendita in Usa. Sul comparto pesano anche le indiscrezioni sui timori che la Germania possa chiedere un aggiornamento dei software ai motori diesel di 12 milioni di veicoli. In calo Brembo (-1,2%), FCA (-1,4%) e Ferrari (-1,7%).
TITOLI DEL GIORNO
Pericolosa flessione per Terna nonostante la firma del closing dell’operazione con il Gruppo Planova per l’acquisizione di due concessioni per la realizzazione ed esercizio di circa 500 km di infrastrutture elettriche in Brasile. La violazione dei supporti tecnici in area 4,95 circa (base del canale da fine gennaio e media mobile a 50 giorni) potrebbe ora favorire un affondo in direzione di area 4,70 per un test della media mobile a 100 giorni o poco più un basso fino a 4,60 circa, quota pari al 50% di ritracciamento del movimento ascendente partito a febbraio. Per quanto possa sembrare estesa, una correzione di questa portata non comprometterebbe la struttura grafica rialzista in atto dallo scorso novembre. Sotto questo riferimento possibile invece un avvitamento verso 4,50 euro almeno. Al contrario, il recupero tempestivo dei 5 euro potrebbe mitigare gli effetti del segnale ribassista appena scatt ato sebbene solo oltre le resistenze presenti in area 5,20 i compratori tornerebbero ad avere fiducia in una evoluzione positiva futura.
Debole Stm in chiusura di seduta: secondo DigiTimes le difficoltà nelle vendite ex Cina avrebbero costretto Huawei, Oppo e Vivo, i tre principali produttori di smartphone asiatici, a ridurre i target delle vendite per il 2017. Sebbene la notizia potrebbe avere effetti positivi su Stm, il titolo fatica a recuperare l'ex supporto definito a 13,20 circa dai minimi allineati di marzo e aprile. Non bisogna infatti dimenticare che sui prezzi incombe ancora il doppio massimo disegnato tra maggio e giugno da 15,60 euro che proietta obiettivi negativi a 12,25 circa, livello più basso da fine gennaio. Solo recuperi oltre 14,20, media mobile a 100 giorni, allenterebbero le recenti tensioni favorendo la ricopertura del gap del 12 giugno a 15,23 euro. Resistenza successiva a 16,15 euro.
Il passo indietro di A2A nella seduta di ieri, anticipato dalla presenza di una figura "tweezer top" sul grafico a candele giornaliere nelle sedute del 22 e 23 giugno (piccolo doppio massimo completato con la violazione di 1,506 euro) ha messo sotto pressione la media mobile a 20 giorni, passante a 1,493 circa, supporto allineato con la trend line rialzista disegnata dai minimi di aprile. In caso di ulteriori discese al di sotto di 1,48 diverrebbe probabile il proseguimento della discesa verso area 1,413, base del canale crescente originato dai minimi dello scorso novembre contro il cui limite superiore si sono scontrati i massimi di aprile e maggio. La violazione di 1,413 potrebbe poi anticipare la ricopertura del gap rialzista del 24 aprile con base a 1,335 euro. Solo oltre area 1,54 i rischi di ribasso verrebbero accantonati lasciando posto al possibile test del lato alto del canale crescente citato, attualmente in transito a 1,575 circa. Sopra quei livelli resistenza a 1,67 euro.
DATI MACRO ATTESI
Mercoledì 28 Giugno 2017
08:45 FRA Indice fiducia consumatori francesi (Giu);
09:00 SPA Vendite al dettaglio (Mag);
10:00 EUR Massa monetaria M3 (Mag);
11:00 ITA Prezzi al consumo (Giu);
12:00 ITA Prezzi alla produzione dell'industria e dei servizi (Mag);
13:00 USA Domande di mutui MBA;
14:30 USA Bilancia Commerciale dei beni (Mag);
16:00 USA Contratti pendenti di vendita abitazioni (Mag);
16:30 USA Scorte di petrolio greggio.
HEADLINES
Francia: aumenta a giugno la fiducia dei consumatori, 108 punti
In Francia aumenta la fiducia dei consumatori nelle attività economiche. L'Insee ha comunicato che a giugno l'indice si e' attestato a 108 punti, superiore alle attese e alla rilevazione precedente, fissate entrambe su un indice di 103 punti.
Spagna: Vendite al Dettaglio oltre le attese a maggio
In Spagna a maggio le vendite al dettaglio sono cresciute del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2016, migliorando la lettura precedente fissata al +1,9% (rivisto dal +1,8%). Il dato risulta nettamente superiore alle stime degli addetti ai lavori, che attendevano una crescita dell'1,9%.
Giappone: fiducia delle Pmi cresce a 49,2 punti in giugno
Fiducia delle Pmi del Sol Levante in ulteriore crescita. Secondo il sondaggio pubblicato dalla Shoko Chukin Bank, infatti, la fiducia delle piccole e medie imprese in Giappone è cresciuta in giugno a 49,2 punti dai 48,9 punti di maggio (48,6 punti in aprile). La lettura resta comunque sotto ai 50 punti, toccati lo scorso mese di marzo per la prima volta in tre anni (giusto prima dell’entrata in vigore dell’aumento dell’imposta sui consumi che ha frenato significativamente le spese dei giapponesi), soglia che separa ottimismo da pessimismo. Le previsioni sono per un ulteriore recupero a 49,8 punti in luglio
Yellen non prevede nuove crisi “nel corso delle nostre vite”
Janet Yellen, chairwoman della Federal Reserve, non crede che ci sarà una nuova crisi finanziaria nel corso della sua vita, in gran parte grazie alle riforme al sistema bancario messe in atto da quella di 2007-2009. “Non mi spingerei a dire che non accadrà mai più, ma sono convinto che siamo molto più sicuri oggi e spero e credo che non succederà nel corso delle nostre vite”, ha dichiarato Yellen martedì durante un evento a Londra. In merito alle politiche monetarie della Fed, Yellen ha definito “opportuno per raggiungere i nostri obiettivi aumentare gradualmente i tassi d’interesse a livelli che probabilmente resteranno abbastanza bassi, anche se ci sono incertezze in questo, per gli standard storici di lungo periodo”.
Per Harker (Fed) rialzo tassi da rivedere su calo inflazione
Secondo Patrick Harker, president della Federal Reserve Bank (Fed) di Philadelphia, l’istituto centrale di Washington potrebbe essere costretto a rivedere i suoi piani di rialzo dei tassi d’interesse se i prezzi al consumo continuassero a restare deboli. “La mia previsione è per la cessazione del reinvestimento dei profitti obbligazionari quest'anno e forse di un ulteriore aumento dei tassi, ma se vedessimo ancora l’inflazione in calo allora la rivaluterei. Dobbiamo essere aperti a questa possibilità”, ha spiegato Harker, nel 2017 membro votante del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie), parlando martedì a un incontro presso l’European Economics and Financial Centre a Londra. Harker ha comunque sottolineato che la politica monetaria della Fed resterà “accomodante” con un ulteriore aumento di 25 punti base. “Non si tratta di una stretta significativa ma graduale e penso che ciò sia opportuno”, ha concluso.
Per Fischer (Fed) i rischi non sono finiti con la crisi
“Non c’è dubbio che la solidità e la resistenza del nostro sistema finanziario siano migliorate dalla crisi del 2007-09, ma sarebbe sciocco pensare che abbiamo eliminato tutti i rischi”, così si è espresso Stanley Fischer, numero due della Federal Reserve (Fed), parlando martedì a una conferenza organizzata dal Fondo monetario internazionale a Washington. Il prezzo delle “attività a rischio”, ha sottolineato, è cresciuto negli ultimi mesi nella maggior parte dei mercati più importanti, compreso quello azionario. “L’aumento generale delle pressioni di valutazione può essere in parte spiegato da una prospettiva economica generalmente più luminosa, ma ci sono segnali che aumentano anche l’appetito al rischio”, ha aggiunto. Nelle famiglie, a causa degli elevati tassi di prestito agli studenti e dalle crescenti morosit& agrave; nei finanziamenti all’acquisto di automobili, molti mutuatari sono vulnerabili agli choc avversi. “A prima vista si è tentati di dire che il potenziale negativo per il sistema finanziario sia moderato”, ha ammesso Fischer. “Ma bisogna ricordare che i mutui subprime pre-crisi non erano stati considerati come un rischio alla stabilità perché rappresentavano solo il 13% dei prestiti alle famiglie”, ha concluso.
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