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martedì 27 giugno 2017

Report dei mercati




Borsa Usa: Dow Jones e S&P 500 in leggero rialzo, giù i tecnologici
La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta della settimana in ordine sparso. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,07% e l'S&P 500 lo 0,03% mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno lo 0,29%.
Bene il comparto delle utility e quello delle telecom. Vendite sui tecnologici.
Tra i titoli in evidenza Store Capital +11,36%. Berkshire Hathaway, holding del miliardario Warren Buffett, ha acquistato 18,6 milioni di azioni (pari al 9,8% del capitale) della società che opera nel settore immobiliare per 377 milioni di dollari.
Pandora Media +2,23%. Pacific Crest ha alzato il rating sul titolo dell'internet radio a sector weight da underweight.
Supervalu +2,89%. La catena di supermercati ha annunciato le dimissioni (con effetto dal 5 luglio) del chief operating officer (CFO) Bruce Besanko. Il Chief Strategy Officer Rob Woseth è stato nominato CFO ad interim.
Yum Brands -0,11%. La catena di ristoranti ha ceduto 28 fast food a marchio KFC all'australiana Collins Foods per 110,2 milioni di dollari australiani (circa 84 milioni di dollari) in contanti.
Martin Marietta Materials +1,75%. Il fornitore di materiali per costruzioni ha siglato un accordo per l'acquisto di Bluegrass Materials per 1,625 miliardi di dollari in contanti. L'operazione dovrebbe concludersi nel quarto trimestre.
Sul fronte macroeconomico il Dipartimento del Commercio USA ha reso noto che nel mese di maggio la domanda di beni durevoli è diminuita dell'1,1% su base mensile dopo il calo dello 0,9% rilevato in aprile. L'indice "core" è diminuito dello 0,1% su base mensile, dal -0,5% della rilevazione precedente. Gli ordini esclusi i mezzi per la difesa sono diminuiti dello 0,6% su base mensile dal -0,9% della rilevazione precedente.
L’Indice Chicago Fed National Activity nel mese maggio si e' attestato a -0,26 punti, da +0,49 punti registrati nel mese di aprile. Le attese erano fissate su un indice di 0,20 punti.
MERCATI ASIATICI
Asia contrastata. Il Nikkei 225 guadagna lo 0,36%
Dopo un lunedì sostanzialmente negativo per Wall Street (sulla parità S&P 500 e Dow Jones Industrial Average, mentre il Nasdaq ha perso lo 0,29%), l’andamento contrastato prosegue alla riapertura degli scambi in Asia.
Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso dopo avere guadagnato lo 0,10% nella seduta.
Lo yen è in marginale recupero ma il declino dello 0,50% segnato lunedì è sufficiente a sostenere gli scambi a Tokyo: il Nikkei 225 chiude infatti in progresso dello 0,36% non lontano dai massimi di due anni a 20.318 punti toccati una settimana fa (performance appena migliore per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,42%).
A Seoul il Kospi guadagna lo 0,20% circa. In giugno la fiducia dei consumatori della Corea del Sud ha segnato il quinto progresso consecutivo, assestandosi sui massimi dal gennaio 2011.
L’andamento contrastato della giornata è confermato dalla performance sostanzialmente invariata per l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, mentre la debolezza dei metalli, compresi quelli preziosi (l’oro si era deprezzato dell’1% lunedì), appesantisce Sydney, nonostante il petrolio si avvii verso la quarta seduta consecutiva di guadagni.
Sulla piazza australiana, comunque, cali e rialzi sono trasversali a tutti i settori ed è dello 0,10% la flessione dell’S&P/ASX 200. A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,10% e lo 0,20% rispettivamente.
E anche lo Shenzhen Composite si muove intorno a una flessione di pari entità. In negativo anche Hong Kong: l’Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,20% (fa peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in calo intorno al mezzo punto percentuale).


MERCATI EUROPEI

Borse europee negative, male Schaeffler
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,2%, il Dax30 di Francoforte lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%. Piatto il Ftse100 di Londra. Tra i titoli in evidenza Schaeffler -11%. Il gruppo tedesco della componentistica auto, azionista di controllo della connazionale Continental ha ridotto la guidance per l’esercizio 2017 a causa di profitti deludenti nel secondo trimestre.
Bankia +3%. La banca spagnola ha annunciato l'acquisizione della connazionale Banco Mare Nostrum. L'operazione, che prevede uno scambio azionario, valorizza BMN circa 825 milioni di euro. Air France-KLM +1,5%. RBC ha alzato il rating sul titolo della compagnia aerea a outperform da sector perform.
Stada -7%. I private Bain Capital e Cinven Partners hanno comunicato il fallimento dell’Opa da 5,3 miliardi di euro sul produttore tedesco di farmaci generici. L'Oréal -0,7%. Il gruppo dei cosmetici ha annunciato di avere siglato l’accordo per la cessione alla brasiliana Natura Cosmeticos di The Body Shop, per un enterprise value di 1 miliardo di euro.
Deutsche Boerse -0,3%. Exane BNP Paribas ha peggiorato la raccomandazione sul titolo dell'operatore di Borsa a neutral. 
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana debole. In evidenza il rialzo di STM
Il Ftse Mib segna -0,29%, il Ftse Italia All-Share -0,34%, il Ftse Italia Mid Cap -0,6%, il Ftse Italia Star -0,27%.
Sottotono le Borse europee, il Dax30 di Francoforte cede lo 0,35%, il Cac40 di Parigi lo 0,5% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,2%. Sotto il riferimento anche la borsa di Londra con il Ftse100 in flessione dello 0,16%.
In calo i future sugli indici azionari americani. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,03%, Nasdaq Composite -0,29%, Dow Jones Industrial +0,07%.
Mercato azionario giapponese in rialzo, l'indice Nikkei 225 termina a +0,36%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen al momento segna -0,2% circa, l'Hang Seng di Hong Kong -0,06 % circa. Sul fronte societario si segnalano ribassi diffusi in tutti i settori.
Le vendite penalizzano soprattutto Brembo che cede quasi 1 punto percentuale, Leonardo (-1,5%) , FCA (-0,9%), A2a (-1%). Sulla parità Telecom Italia. Ben comprata invece Stm (+2%): secondo DigiTimes le difficoltà nelle vendite ex Cina avrebbero costretto Huawei, Oppo e Vivo, i tre principali produttori di smartphone asiatici, a ridurre i target delle vendite per il 2017.
Contrastate le banche dopo il rally di ieri: Intesa Sanpaolo e BPER Banca guadagnano rispettivamente lo 0,2% e lo 0,8%, mentre Unicredit cede lo 0,1%, Banco BPM lo 0,3%, Mediobanca lo 0,1%.
Passo indietro anche per YNAP (-0,6%) dopo l’exploit dell’8,7% di ieri: smentite per il momento le indiscrezioni riportate da un sito cinese secondo cui Alibaba sarebbe interessata ad una partecipazione nel gruppo.
In calo Terna(-0,4%) nonostante la firma del closing dell’operazione con il Gruppo Planova per l’acquisizione di due concessioni per la realizzazione ed esercizio di circa 500 km di infrastrutture elettriche in Brasile.
In progresso Retelit (+2,3%) dopo il via libera alla commercializzazione del cavo sottomarino AAE-1, il sistema in fibra ottica che collega l’Europa all’Asia, passando per Bari. Ansaldo STS cede lo 0,3% dopo l’aggiudicazione di un accordo quadro da 100 milioni di euro per la manutenzione degli apparati sulla rete RFI.


TITOLI DEL GIORNO

In denaro Azimut Holding dopo che AZ Swiss & Partners, società elvetica del gruppo Azimut, ha firmato un contratto per l’acquisto di SDB Financial Solutions. Grazie a questa seconda acquisizione e alla crescita organica, AZ Swiss raggiunge CHF 2 miliardi di masse in gestione dall’inizio delle sue attività nel luglio 2016. Il titolo ha riconosciuto a 17,40 circa un primo supporto capace di contenere il ribasso scaturito dai top di metà maggio, senza tuttavia riuscire ad inviare segnali di ripresa concreti. I prezzi dovranno infatti superare area 18,50, quota pari al 50% di ritracciamento del ribasso citato sopra per allontanare i timori di nuovi cali e per rilanciare le aspettative di crescita in direzione di obiettivi a 18,75 e sui massimi del mese scorso in area 19,60. Il cedimento di quota 17,40 alimenterebbe nuovamente la tendenza negativa proiettando target a 16,90 e 16,40 circ a.
Sottotono e in controtendenza il titolo di Telecom Italia a Piazza Affari: l'azione cede lo 0,67% e si riporta a 81 centesimi. Secondo quanto riportato dall'inserto Affari & Finanza (la Repubblica), sarebbe ormai certo un accordo della concorrente Open Fiber (OF, joint venture di Enel e CDP) con la multiutility Acea per la cablatura di Roma. Graficamente il titolo ha perso il supporto offerto a 0,815 euro dalla media mobile a 100 giorni e si sta avvicinando pericolosamente alla linea che sale dai minimi dello scorso novembre. Sotto questo riferimento target a 0,73, base del canale che sale da luglio 2016. Per scongiurare la realizzazione di questo scenario le quotazioni dovranno salire in tempi brevi oltre il picco del 1° giugno a 0,85 euro. Attesa in questo caso la ricopertura del gap del 18 maggio a 0,8865 e il test a 0,92 del lato alto del citato canale.
Grazie al rialzo delle ultime ore sul grafico di Intesa Sanpaolo si e' completato il doppio minimo che i prezzi avevano disegnato dal 30 maggio con base a 2,50 euro circa. La figura, formata da due minimi allineati sugli stessi livelli (oltre a quello del 30 maggio anche quello del 21 giugno) era delimitata superiormente dalla resistenza di quota 2,636, top del 2 giugno coincidente in questa fase con la media mobile a 50 giorni, ostacolo oltre il quale sono state attivate le implicazioni positive derivanti dalla presenza della figura stessa. La rottura di quei livelli ha permesso alle quotazioni di avvicinare la resistenza offerta a 2,782 euro dal lato alto del gap ribassista apertosi il 22 maggio con lo stacco del dividendo (da 0,178 euro). Il superamento anche di area 2,78 permetterebbe ai prezzi di mettere alla prova i massimi di inizio maggio a 2,90 euro circa. Resistenza successiva a 2,96 euro, lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di giugno 2016. Solo discese nuovamente al di sotto di area 2,63 farebbero temere una perdita di forza del trend con conseguente rischio di discese a testare in area 2,33 la base del canale crescente citato.
DATI MACRO ATTESI
Martedì 27 Giugno 2017
08:45 FRA Indice dei prezzi al consumo (Giu);
10:00 ITA Indice fiducia aziende (Giu);
10:00 ITA Indice fiducia consumatori (Giu);
12:00 GB Indice CBI sulle vendite (Giu);
14:55 USA Redbook;
15:00 USA Indice HPI S&P/CS prezzi delle abitazioni;
16:00 USA Rapporto CB su fiducia consumatori (Giu);
16:00 USA Indice manifatturiero FED di Richmond (Giu).


HEADLINES

Debenhams lancia l’allarme sulla volatilità dei mercati
Debenhams, nel suo trading update, ha lanciato l’allarme sul fatto che i profitti nell’intero esercizio possano attestarsi “verso la parte bassa” della forchetta prevista, a causa di una difficile congiuntura per l’operatore britannico di grandi magazzini. Secondo Debenhams gli utili prima delle tasse potrebbero soffrire se “l’attuale volatilità dei mercati” proseguisse. Nel terzo trimestre il gruppo ha registrato un declino dello 0,9% delle vendite a perimetro costante, anche se nelle 15 settimane allo scorso 17 giugno il dato è per un progresso del 2,4% a valute costanti. Debenhams aveva chiuso in progresso dell’1,14% la seduta di lunedì a Londra.
Cina: profitti industriali crescono del 16,7% in maggio
In Cina i profitti del settore industriale, secondo i dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica, sono cresciuti del 16,7% annuo in maggio, in accelerazione rispetto al 14% di aprile (23,8% in marzo). Nei primi cinque mesi del 2017 il progresso è stato del 22,7% annuo, contro il 24,4% registrato nel periodo gennaio-aprile.
Corea del Sud: fiducia consumatori ai massimi dal 2011
Migliora ulteriormente la fiducia dei consumatori della Corea del Sud, toccando i massimi dal gennaio 2011. Secondo quanto comunicato dalla Bank of Korea, infatti, nel mese di giugno l’indice della fiducia dei consumatori è cresciuto a 111,1 punti dai 108 punti di maggio (101,2 punti in aprile). La lettura segna il quinto mese consecutivo in crescita.
Paulson sale al 6,3% nel capitale di Valeant che va in rally
Paulson & Co. ha reso noto lunedì di essere salito fino al 6,3% nel capitale di Valeant Pharmaceuticals International dal 5,7% dello scorso 31 marzo, che già facevano dell’hedge di John Paulson il primo singolo azionista della casa farmaceutica del Quebec. Valeant, che settimana scorsa aveva comunicato la nomina nel board dello stesso John Paulson, ha chiuso in rally dell’8,10% la seduta di lunedì al Nyse (il titolo resta in declino di circa il 9% nei 12 mesi).
Avis Budget vola al Nasdaq su accordo con (Waymo) Alphabet
Avis Budget vola al Nasdaq. Il titolo del colosso Usa dell’autonoleggio ha chiuso infatti con un guadagno del 14,15% la seduta di lunedì dopo avere annunciato un accordo con Waymo, società separata lo scorso dicembre da Alphabet (nome assunto da Google nel 2015 trasformandosi in holding) in cui sono confluite le attività di Mountai View nello sviluppo di sistemi di guida automatizzata per automobili. Avis fornirà servizi di supporto e manutenzione per il programma di self-driving car di Waymo e amplierà alcune delle sue strutture per ospitarne la flotta. Ha chiuso in rally la seduta, però, anche la rivale Hertz Global Holdings, apprezzatasi del 13,52% al Nyse. Rimbalzo non legato all’annuncio di Avis ma alle parallele indiscrezioni di Bloomberg secondo cui Apple noleggerà una piccola flotta di vetture da Hertz per testare le sue tecnologie di guida automatizzata.
Per Dudley condizioni finanziarie confermano politiche Fed
Secondo William Dudley, presidente della Federal Reserve Bank (Fed) di New York, il restringimento dello spread del credito, i record dei mercati azionari e il declino dei rendimenti obbligazionari dovrebbero incoraggiare l’istituto centrale di Washington nel percorso delle sue politiche. “Dobbiamo tenere in considerazione le condizioni finanziarie - ha spiegato Dudley in un incontro chiuso alla stampa tenutosi domenica (e reso noto dalla Fed di New York lunedì) - perché quando si allentano, come successo di recente, forniscono un’ulteriore spinta per la rimozione delle politiche monetarie accomodanti”. Dudley, membro permanente del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) di cui è vice chairman, è considerato uno dei più stretti alleati della chairwoman della Fed Janet Yellen.
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