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giovedì 22 giugno 2017

Piazza Affari: cielo sereno fino a fine mese. I titoli buy

Davide Pantaleo
 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a realizzata ad Eugenio Sartorelli, trader e socio ordinario Siat, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.
L’indice Ftse Mib sta indietreggiando dopo aver tentato a più riprese di superare la soglia dei 21.000 punti. Qual è la sua view sul mercato italiano e quali le sue attese nel breve?
Facendo una classica analisi ciclica ci sarebbe uno spazio per una prevalenza rialzista sino a fine mese, questo vale per i principali mercati europei. Ricordiamo anche una forza relativa inferiore del mercato italiano, penalizzato dalle problematiche bancarie e dal calo del petrolio che si riflette inevitabilmente su Eni (Londra: 0N9S.L - notizie) , il titolo a maggior capitalizzazione del Ftse Mib.
Non mi attendo una particolare forza in generale, ma un ritorno del nostro indice verso i 21.500 punti ed un tentativo di arrivare verso i massimi dell'anno intorno a 21.800 ci può stare. Poi luglio potrebbe essere più problematico.
Tra i bancari Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) si è riportato a ridosso dei 2,5 euro, mentre Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) è sceso sotto quota 15,5 euro. Ritiene che i prezzi attuali offrano un’opportunità di acquisto per questi due titoli?
Soprattutto Intesa Sanpaolo è un titolo che mi piace anche per la sua solidità all'interno del settore bancario. La tenuta di 2,5 euro sembra un buon supporto per un acquisto. Personalmente opero spesso vendendo opzioni Put sotto livelli di supporto interessanti ed eventualmente utilizzo quanto incassato dalla Put per acquistare Call, ottenendo complessivamente una posizione sintetica in opzioni rialzista. Chiaramente in caso di forti ribassi di Intesa Sanpaolo si possono avere rilevanti perdite, ma vi sono dei meccanismi difensivi da attuare.
Per quanto riguarda Unicredit, considero più rischioso acquistarlo sugli attuali livelli, sebbene un miglioramento delle problematiche bancarie italiane aiuterebbe anche questo titolo.
La flessione dei prezzi del petrolio sta penalizzando i titoli del settore oil. Quali indicazioni operative ci può fornire in particolare per ENI e Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) ?
Eni rimane un ottimo titolo a livello mondiale nel suo settore. Ulteriori discese verso quota 13 euro le considero un'ottima occasione d'acquisto. Anche su questo titolo opero spesso con vendita di Put su certi supporti, per esempio Put luglio strike 13. Ricordo che l'esercizio di una Put consentirebbe di acquistare Eni (Euronext: ENI.NX - notizie) (500 azioni) al prezzo strike.
Per quanto riguarda Saipem il ribasso sembra non avere mai fine. E' un titolo rischioso e che intorno a 3 euro ha dei minimi di lungo periodo. Per gli amanti del rischio lì si potrebbe fare un acquisto, ma solo per un possibile rimbalzo tecnico del 4-5%.
A chi volesse affidarsi ad una strategia più difensiva consiglierebbe di puntare su due utilities come Snam (Amsterdam: QE6.AS - notizie) e Terna (Amsterdam: TX6.AS - notizie) ?
Snam ha già corso molto. Ha una forza in linea con l'Indice Fts eMib e potrebbe tornare verso 4,3 euro. Tuttavia non vedo molti spunti operativi se l'indice italiano non farà nuovi massimi di periodo.
Terna è in un forte trend rialzista di lungo periodo ed a 5,2 euro vi sono i massimi assoluti fatti l'8 giugno. Su massimi assoluti è sempre difficile entrare in acquisto, anche se Terna mantiene una chiara forza superiore al suo indice di riferimento.
Tuttavia per gli amanti della teoria di Elliott, dal minimo di novembre 2016 è partito un ulteriore movimento impulsivo ed ora sembra siamo su un'onda 3. Io attenderei la correzione in onda 4, per poi puntare ad un rialzo ulteriore con onda 5. Adesso (Xetra: ADN2.DE - notizie) è veramente difficile definire dei livelli di acquisto in attesa di un impulso rialzista ulteriore.
Il bitcoin continua a rimanere al centro dell’attenzione, ma si sta facendo strada un avversario quale ethereum. Cosa può dirci in merito a queste due criptovalute?
Il Bitcoin ha aperto la strada ad un nuovo mondo e difficilmente sarà scalzato. Tuttavia l'Ethereum sta recuperando terreno come capitalizzazione. La differenza sostanziale tra le 2 criptovalute è che la produzione di Ethereum è teoricamente illimitata, inoltre le transazione in Ethereum sono molto più rapide.
Aggiungiamo che a sostenere il progetto Ethereum vi sono alcune grandi banche internazionali ed il futuro sembra roseo per questa valuta. Tuttavia sia in un campo completamente inesplorato e fino a quando Banche Centrali e Stati Nazionali (in primis gli Usa) non si pronunceranno chiaramente sulle criptovalute, vi sarà sempre il rischio di vedere notevolmente ridotto il loro valore. Personalmente preferisco sempre avere una moneta come il Bitcoin la cui produzione ha un limite a 21 milioni.

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