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mercoledì 21 giugno 2017

Petrolio in caduta libera. Che fare ora con i titoli oil?


Davide Pantaleo
 
Prosegue inarrestabile la discesa del petrolio che continua ad essere oggetto di forti vendite, tanto che le quotazioni sono scese sui minimi degli ultimi 7 mesi. Nell'intraday di ieri infatti il greggio ha violato la soglia dei 43 dollari, evento che non accadeva da fine novembre scorso, per poi recuperarla in chiusura di sessione, archiviata con una correzione del 2,07%.
Petrolio sui minimi da 7 mesi: le cause del ribasso
Anche questa mattina è debole l'andamento dell'oro nero che viene fotografato in area 43,3 dollari, con un ribasso di circa mezz punto percentuale in attesa dei dati sulle scorte strategiche Usa che saranno diffusi nel pomeriggio. Gli analisti prevedono un calo di 2 milioni di barili con riferimento all'ultima settimana, coerentemente con le indicazioni diffuse ieri dall'Api (Stoccarda: 565969.SG - notizie) . L'American Petroleum Institute ha reso noto che le scorte di petrolio sono scese, ma hanno continuato a crescere quelle di benzina.
Dai massimi di quest'anno segnato a febbraio in area 54,5 dollari, le quotazioni del petrolio hanno perso oltre il 20%, senza trovare alcun supporto nei tagli alla produzione annunciati dall'Opec. Gli operatori anzi sono piuttosto dubbiosi sull'efficacia dell'accordo raggiunto in seno al Cartello, ma questo non è l'unico motivo che pesa sull'andamento ribassista del greggio. 
A preoccupare è anche l'eccesso di scorte mondiali a fronte di un aumento della produzione in Libia e Nigeria, escluse dall'accordo raggiunto a fine novembre scorso dall'Opec per ridurre l'output.
La flessione dei prezzi del petrolio si riflette inevitabilmente sui titoli del settore oil a Piazza Affari che dopo un avvio in ribasso oggi stanno provando a risalire la china, ma non tutti. Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) ora mostra un frazionale rialzo dello 0,15%, mentre ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) cala dello 0,14%, lasciando più indietro Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) che arretra dell'1,6%.
Quali strategie adottare ora per questi titoli, visto l'andamento dimesso dell'oro nero?
Le indicazioni delle banche d'affari su ENI e Tenaris
Proprio quest'oggi gli analisti di Macquarie hanno deciso di rivedere al ribasso il giudizio su ENI, passando da "outperform" a "neutral", con un prezzo obiettivo ridotto da 16 a 14 euro.
A scommettere sul titolo è invece Goldman Sachs (NYSE: GS-PB - notizie) che lo considera vincente nel contesto attuale, in quanto la società presenta un portafoglio diversificato di progetti.
Buone notizie per ENI arrivano anche da Equita SIM che non più tardi di ieri ha ribadito il rating "buy", con un target price a 17 euro. Una conferma che giunge dopo che la società del cane a sei zampe si è vista assegnare dei blocchi shallow-water di petrolio e gas da parte del Messico, nell'ambito della riforma energetica iniziata a luglio 2015.
L'implementazione di quest'ultima è una notizia positiva per Tenaris visto che il Messico, secondo le stime di Equita SIM, pesa per il 4%-5% del fatturato del gruppo. Gli analisti si aspettano che rappresenti un driver di crescita già a partire dal prossimo anno, ma questo non basta a far cambiare idea su Tenaris che per la SIM milanese è da mantenere in portafoglio, con un fair value a 15,5 euro. Una cautela dettata anche dal fatto che il titolo tratta ad un rapporto enteprise value/Ebitda 2018 superiore alla media storica.
Saipem sotto la lente di JP Morgan e Kepler Cheuvreux
Anche su Saipem i giudizi sono improntati alla prudenza almeno secondo le indicazioni di JP Morgan che ha una raccomandazione "neutral", con un prezzo obiettivo rivisto al ribasso da 4,3 a 3,75 euro. La banca americana segnala che il titolo da inizio anno ha sottoperformato il settore di riferimento e questo in qualche modo riduce i rischi, ma non si può ignorare la pressione esercitata sul comparto dalla debolezza del petrolio.
Non si sbilanciano neanche i colleghi di Kepler Cheuvreux che su Saipem hanno un rating "hold", con un target price a 4,5 euro.
Due giudizi contrastanti su Saras
Tra i titoli a minore capitalizzazione, Equita SIM continua a puntare su Saras che resta da acquistare con un target price a 2,53 euro. Gli analisti richiamano l'attenzione sul fatto che il margine di raffinazione benchmark comunicato da Saras con riferimento alla settimana conclusa il 16 giugno è in linea crescita rispetto alle due ottave precedenti e in linea con i valori medi del trimestre.
Più cauta Mediobanca Securities che su Saras ha una raccomandazione "neutral", con un fair value a 1,9 euro. Gli analisti segnalano che per ora il trend del margine di raffinazione è in linea con le loro stime, ma per il trimestre in corso si aspettano un andamento più moderato e questo spiega il giudizio prudente sul titolo.

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