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lunedì 5 giugno 2017

Permane un contesto favorevole per il credito USA

Pierpaolo Molinengo
Permane un contesto favorevole per il credito USA
Jeremy Cunningham, Investment Specialist di Capital Group, spiega che in un contesto mutevole e incerto, considerare il quadro a lungo termine può aiutare a vedere le cose nella giusta prospettiva. L’economia USA è estremamente resiliente e rimane la più grande del mondo, a livello di singolo Paese. In questi otto anni di ripresa dopo la Crisi finanziaria globale, l’economia è cresciuta di un quarto e il PIL ha raggiunto quasi $18.000 miliardi. Mentre la ripresa economica può non essere estremamente rapida o repentina, è stata invece costante offrendo un contesto favorevole agli investitori in obbligazioni governative e corporate.
In questo 2017 il settore industriale, che era rimasto indietro rispetto a quello dei beni di consumo, sta iniziando ad acquisire slancio mentre l’onere del mantenimento del debito rimane basso, sia per le famiglie che per le imprese.
Un mix di alti livelli di debito e decelerazione nella crescita dei profitti delle aziende statunitensi indica che potremmo trovarci nelle fasi finali del ciclo del credito - spiega Jeremy Cunningham -. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) frattempo, le obbligazioni europee rimangono su livelli bassi. La congiuntura sta migliorando in tutta Europa, supportata da una ripresa della domanda interna e dalla fiducia degli  investitori. Tuttavia, i principali problemi strutturali persistono, compresi bassa crescita della produttività, bassi tassi di investimento, un settore bancario fragile e qualche situazione di forte indebitamento. Questi timori persistenti stanno ostacolando la possibilità di una forte crescita economica. La politica monetaria accomodante della BCE è da molto tempo il principale driver dei mercati europei. In particolare, il programma di acquisto delle obbligazioni corporate della Banca centrale ha mantenuto gli spread creditizi su livelli bassi. Tutto considerato, quindi, ci aspettiamo che il reddito fisso USA continui a fornire quel maggior rendimento tanto ricercato dagli investitori europei.
Se attuato a ritmo costante, infatti, il pacchetto di stimoli di Trump formato da tagli fiscali e spesa per infrastrutture, potrebbe fornire un notevole impulso ai mercati obbligazionari americani. Le emissioni di obbligazioni corporate negli Stati Uniti sono state utilizzate per finanziare buy-back azionari, al fine di aumentare il valore delle aziende, e per corrispondere dividendi - che avrebbero a loro volta evitato a tali aziende di dover pagare imposte sulla liquidità detenuta all’estero. I vantaggi delle riforme fiscali previste da Trump potrebbero manifestarsi in modi diversi.
In primo luogo, le imprese potrebbero probabilmente approfittare dell’opportunità per incrementare la crescita organica e invertire la tendenza di buy-back azionari finanziati con l’emissione di debito - spiega Jeremy Cunningham -. In secondo luogo, parte del piano di riforma della tassazione per le imprese, annunciato da Trump durante la campagna presidenziale, mira ad eliminare un chiaro vantaggio fiscale - ossia il diritto dell’impresa di portare in detrazione i pagamenti per interessi dal reddito - che, assieme alla riduzione delle imposte sui capitali detenuti all’estero, scoraggerebbe il ricorso a finanziamenti con capitale di debito a favore di quelli con capitale proprio. Questi cambiamenti dovrebbero alla fine portare a una riduzione dell’offerta di obbligazioni corporate, con conseguente rialzo dei prezzi.
Più in generale, se lo stimolo fiscale eserciterà un prevedibile impatto positivo sui mercati azionari, ciò dovrebbe tradursi in un miglioramento dei fondamentali delle aziende.
In conclusione, riteniamo che i mercati del reddito fisso USA continueranno a rappresentare un’opportunità interessante per gli investitori europei - spiega Jeremy Cunningham -. In primo luogo, se è probabile che la Fed continuerà ad aumentare i tassi, tale aumento dovrebbe avvenire a un ritmo graduale e solo nella misura in cui esso consenta di mantenere i tassi entro il range a lungo termine indicato. Nel frattempo, i timori sulle intenzioni di Trump riguardo all’economia degli Stati Uniti potrebbero apparire ingiustificati se si tiene conto dei potenziali ostacoli che potrebbero incontrare i suoi piani, nonché delle implicazioni positive che si avrebbero se essi dovessero essere attuati gradualmente.
Inoltre, gli investitori europei dovrebbero ricordare che le tendenze economiche a lungo termine sono state positive per i mercati del reddito fisso USA: una ripresa costante e tassi bassi forniscono un contesto favorevole per le imprese, mentre i fondamentali e la dinamica domanda-offerta continuano ad essere positivi. Infine, ignorando il rumore di fondo a breve termine, resta il fatto che un ampliamento dell’esposizione verso gli USA porta con sé i vantaggi della diversificazione e un’opportunità di rendimento per i portafogli degli investitori europei.

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