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martedì 20 giugno 2017

Pensioni: il buco nero di General Electric!

Andrea Mazzalai
 
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) meraviglioso mondo della finanza americana e delle banche centrali, ciò che conta è fare felici gli azionisti, non importa di quello che sarà il futuro dei dipendenti, è un problema che non interessa, ciò che conta è la socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei guadagni, salvare banche a spese dei contribuenti e comprare azioni o fare acquisizioni per fare felici un manipolo di miliardari obesi.
Mentre in Italia si sta tentando di rifilare un paio di zombies come le banche venete a Intesa, giusto per espandere ulteriormente in contagio tra fusioni e amenità varie, un buchetto di 31 miliardi per una società che ha speso oltre 45 miliardi per un ossessivo e generoso buyback è nulla quando si pensa che General Electric (Euronext: GNE.NX - notizie) è troppo grande per fallire, lo riporta il WSJournal, ma in fondo a chi interessa, quel che conta è che l’araba fenice continui a volare, arriverà il giorno di mangiarla arrosto a spese del contribuente, ma per intanto facciamola volare.
Trecentomila dipendenti più o meno, pochi investimenti ma miliardi su miliardi per seguire la moda, usare i profitti per ricomprare le proprie azioni, speculare, come accadde nella Grande Depressione del ’29, forse mi ero sbagliato, la nuova grande depressione non era quella del 2008 ma quella che verrà. Fare qualunque cosa per sostenere i corsi, 50 miliardi sono nulla per una società come GE, ma allora perchè se ne parla.
È un problema quello delle pensioni che Jeffrey Immelt ha ignorato in gran parte mentre cercava di appagare gli azionisti di General Electric & Co.
Ma potrebbe diventare il più grande da affrontare per il nuovo ceo di GE John Flannery, 31 miliardi di buco, per la società più grande di tutto il mercato americano, un deficit aumentato negli ultimi anni, tassi di interesse ultralow che erodono i patrimoni guardando al futuro, ma del futuro interessa poco a nessuno, il verbo del capitalismo è ora, subito, adesso, e chissenefrega del futuro!
“È una questione chiara”, ha detto Olivia Mitchell, professore presso la Wharton School dell’Università della Pennsylvania e direttore esecutivo del Consiglio di ricerca per le pensioni. “Gli acquisti utilizzano chiaramente le attività disponibili non per finanziare la promessa pensione, ma per rendere felici gli azionisti”.
Flannery non solo deve aumentare i profitti, aumentare il flusso di cassa e combattere con i suoi servizi petroliferi e le imprese di trasporto, ma deve anche pagare circa $ 50 miliardi di obblighi pensionistici che si dovranno aggiungere nel prossimo decennio.
‘Declino significativo’
“Data la significativa riduzione dei tassi di interesse e i mercati finanziari volatili che hanno portato a ridurre i rendimenti degli asset dal 2008 al 2009, la società gestisce attivamente le pensioni dei propri dipendenti, ha dichiarato la portavoce di GE Jennifer Erickson. Nel 2017 e nel 2018, la società con sede a Boston prevede di contribuire per un totale di 3 miliardi di dollari alla sua pensione, ha detto. Il piano principale di GE copre circa 467.000 persone ed è uno dei più grandi negli Stati Uniti
Un colosso che si prende cura anche della pensione di quasi mezzo milione di dipendenti, non so Voi ma a me vengono i brividi pensando a quello che accadde alle pensioni dei dipendenti Enron una decina di anni fa.
Nessuno sta suggerendo che GE sia in imminente pericolo di inadempimento degli obblighi di pensione e molti analisti dicono che la società ha ancora davanti molti anni per affrontare la maggior parte dei suoi problemi. Inoltre, un aumento dei tassi aiuta GE a migliorare il suo disavanzo pensionistico incrementando il  ritorno previsto.
Peccato che questa è una deflazione da debiti e i tassi, il presunto aumento dei tassi è solo una favola, la realtà è il triplo decennio perduto giapponese, le pensioni del futuro le dovranno pagare direttamente le banche centrali, altro che aumento dei tassi.
A proposito di tassi, Bond: “Nessuno si sarebbe aspettato tassi così bassi oggi”
Colui il quale ha previsto con grande precisione i rialzi di Borsa successivi alla vittoria di Trump oggi ha un consiglio di investimento sul mercato obbligazionario. Una delle maggiori sorprese dell’anno secondo lo strategist Mark Grant, che gode di un’ottima reputazione a Wall Street, è che il rendimento del decennale del Tesoro Usa scambia intorno al 2,15%.
“Tutti ma proprio tutti dicevano che a questo punto dell’anno si sarebbe trovato al 3%, ma io rispondevo di no”, ha detto alla CNBC oggi il chief strategist di Hilltop Securities. Gli altri si sono sbagliati e Grant ha avuto ragione. Durante l’intervista di stamattina, il tasso del titolo governativo di riferimento in Usa viaggiava intorno al 2,148%.
Tu pensa questi vengono pagati milioni di dollari per sbagliare previsioni, qualcuno le indovina e invece Voi avete la fortuna di seguire il nostro Machiavelli e giungere alle stesse conclusioni da anni, solo facendo una libera donazione.  ;-)
23 miliardi di buyback nel 2015, altri 22 nel 2016, quasi il doppio di quanto buttava via nel 2013. Negli ultimi anni invece solo 2 miliarducci di contributi pensionistici, insufficienti a coprire il grande buco, per non parlare della riduzione degli investimenti
Secondo  William Lazonick, professore di economia presso l’Università del Massachusetts  “Le persone al vertice di GE vivono nella paura degli hedge fund e si preoccupano del prezzo delle azioni piuttosto che di quello che sta succedendo all’azienda”.
Per rendere le cose peggiori, le azioni GE hanno ancora sottoperformato anche con i buyback. Dall’ottobre 2015, il titolo ha avuto un ritorno del 20%, meno della metà del guadagno delle società industriali dell’indice S & P 500.
Le conseguenze finanziarie di breve termine per GE sono state considerevoli. Oltre al flusso di cassa “anemico” delle sue imprese industriali, il fondo pensionistico di GE e il suo indebitamento hanno contribuito a sottrarre valore all’azienda.
E più a lungo i fondi pensione rimangono sottofinanziati più costosa diventa la questione.
Poiché i tassi di interesse sono ancora relativamente bassi, è possibile che GE prenda in prestito i fondi necessari per coprire il deficit del suo fondo pensionistico.
Se GE è in grado di finanziare completamente il suo fondo pensione con il debito, non c’è alcuna garanzia che non avrà nuovamente problemi,  Investire in obbligazioni sicure e a basso rendimento potrebbe non essere sufficiente per guadagnare il 7,5 % che prevede ogni anno per le sue attività pensionistiche e per rimborsare il debito che questa operazione comporta. Prendendosi più rischi potrebbe rendere vulnerabile il suo fondo pensione ad un’ulteriore crisi del mercato.
Che bello, ma le banche centrali queste cose le sanno, stanno già pensando di trasformarsi in fondi pensione, compreranno tutto loro?
Nell’articolo sostengono che nessuno poteva prevedere la crisi finanziaria o il basso livello dei tassi, figurarsi!
Il fondo pensione, alla fine del 2016, possedeva circa 33 miliardi di azioni della General Electric, secondo Bloomberg.
Durante una conferenza Flannery il nuovo ceo ha dichiarato che ” è importante che siamo sempre consapevoli dell’impatto su tutti i nostri stakeholder “.
“Quindi, ovviamente, i nostri clienti, i nostri dipendenti,” ha spiegato, prima di aggiungere “, ma direi, soprattutto i nostri azionisti “.
E’ il capitalismo bellezza, “trickle down”,  perché ti preoccupi della tua pensione, se non sai neanche se troverai lavoro?

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